Il Senato approva l'articolo 1 (Rapporti con l'Unione europea in materia di finanza pubblica).
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 2 (Coordinamento della programmazione finanziaria con il semestre europeo).
MERCATALI (PD). L'emendamento 2.2 autorizza il ricorso al debito, per la spesa in conto capitale, da parte di uno o più enti territoriali, in misura eccedente il limite stabilito dall'applicazione del Patto di stabilità interno a condizione che venga compensato da un corrispondente minore ricorso al debito da parte di uno o più enti territoriali della Regione. (Applausi del senatore Morando).
MORANDO (PD). L'emendamento 2.4 (testo 2) dà attuazione all'impegno, assunto dai Capi di Stato e di Governo europei l'11 marzo scorso, di recepire nella legislazione nazionale le regole di bilancio fissate nel Patto di stabilità e crescita. L'emendamento prevede infatti che, annualmente, ove non sia raggiunto l'obiettivo di medio termine di pareggio del bilancio strutturale, si debba garantire un miglioramento del saldo strutturale pari allo 0,5 per cento del PIL rispetto all'anno precedente, fino al raggiungimento di un indebitamento netto strutturale pari a zero. La Germania ha già provveduto a modificare la propria Costituzione in tal senso, mentre la Francia ha preannunciato un intervento costituzionale, che prevede l'annullamento di una legge di bilancio contraria agli obiettivi di risanamento della finanza pubblica. Introducendo una regola rigorosa nella legge quadro di contabilità, l'Italia potrà chiedere con maggiore forza, nella riunione del 24 e 25 marzo, una nuova governance europea, che contempli ad esempio l'emissione di eurobond. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).
AZZOLLINI, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti riferiti all'articolo 2. In particolare, con riferimento all'emendamento 2.4 (testo 2), non sono condivisibili le valutazioni espresse dal senatore Morando: l'introduzione anticipata, per un tempo indefinito, di una regola rigida, che preveda la riduzione annuale dell'indebitamento netto dello 0,5, non rafforza infatti la trattativa del Governo italiano, che è interessato al riconoscimento di parametri ulteriori per la definizione delle misure di rientro dal debito, quali il livello del risparmio privato. (Applausi dal Gruppo PdL).
CASERO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Concorda con il relatore.
Con votazione seguita da controprova mediante procedimento elettronico, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'emendamento 2.100. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-VN-MRE).
MERCATALI (PD). Dichiara voto favorevole all'emendamento 2.101.
Risultano respinti gli emendamenti 2.101, 2.2, 2.102 e 2.3. (Proteste dal Gruppo PD sulla regolarità delle operazioni di voto. Richiami del Presidente).
MORANDO (PD). La questione del miglioramento del saldo strutturale è cruciale. Poiché è lo stesso Patto di stabilità e crescita stipulato nel 2005 a fissare l'obiettivo di medio termine del pareggio di bilancio infrastrutturale, non è imprudente, quanto semmai coerente (e lungimirante rispetto al ruolo dell'Italia nella prossima trattativa europea sui criteri di rientro dal debito) mettere a regime fin da ora nella legge di contabilità l'obbligo di riduzione dell'indebitamento strutturale dello 0,5 per cento del PIL ogni anno rispetto all'anno precedente, fino al suo annullamento. (Applausi dal Gruppo PD).
BALDASSARRI (Misto-FLI). Annuncia che i senatori di Futuro e Libertà sottoscrivono l'emendamento 2.4 (testo 2). (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Belisario).
Risultano respinti gli emendamenti 2.4 (testo 2), 2.8 e 2.7. (Proteste dal Gruppo PD sulla regolarità delle operazioni di voto. Richiami del Presidente, che fa ripetere la votazione dell'emendamento 2.7).
Il Senato approva l'articolo 2 nel testo emendato.
PRESIDENTE. Comunica che la lettura delle determinazioni assunte dalla Conferenza dei Capigruppo in ordine al calendario dei lavori dell'Assemblea avverrà alle ore 18,30.
Passa all'esame dell'articolo 3 (Disposizioni in materia di stabilità finanziaria).
MORANDO (PD). Come suggerito anche dal Capo del servizio studi di struttura economica e finanziaria della Banca d'Italia in una recente audizione, l'emendamento 3.2 stabilisce che, una volta realizzato il federalismo fiscale, si mette in relazione la finanza locale con quella dello Stato centrale introducendo regole di evoluzione della spesa coerenti con gli obiettivi di medio termine di risanamento e stabilizzazione finanziaria. Introdotto un criterio di evoluzione della spesa primaria, l'emendamento 3.3 fissa una regola ovvia, cioè che ogni nuova spesa sia coperta dalla corrispondente riduzione di una voce di spesa nel bilancio a legislazione vigente. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Baldassarri).
PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti dell'istituto comprensivo "Don Milani" di Villanuova sul Clisi, in provincia di Brescia. (Applausi).
AZZOLLINI, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 3.
CASERO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Concorda con il relatore.
L'emendamento 3.2 risulta respinto.
MORANDO (PD). Sollecita l'approvazione dell'emendamento 3.3. La copertura finanziaria delle leggi che comportino nuovi o maggiori spese correnti deve infatti avvenire esclusivamente mediante riduzione di precedenti autorizzazioni legislative di spesa o attraverso l'utilizzo degli accantonamenti iscritti nei fondi speciali, cioè di risorse appostate, in coerenza con la programmazione di bilancio e gli indirizzi economici della maggioranza di Governo, proprio allo scopo di sostenere nuove spese. Come denunciato recentemente dalla Corte dei conti, l'incidenza della copertura a carico dei fondi speciali è pressoché nulla e ciò significa spendere al di fuori del quadro programmatorio predefinito. (Applausi dal Gruppo PD).
BALDASSARRI (Misto-FLI). Dichiara il voto favorevole sugli emendamenti 3.3 e 3.1: si tratta di disposizioni che implicano una scelta politica tra una gestione burocratica e monopolistica delle decisioni di spesa e l'individuazione di vincoli di trasparenza del bilancio, che rendano il Parlamento consapevole dell'effetto dei propri voti sull'andamento delle spese e delle entrate. (Applausi dal Gruppo Misto-FLI e del senatore Morando).
Risultano respinti gli emendamenti 3.3 e 3.1.
Il Senato approva l'articolo 3.
CAMBER (PdL). Chiede resti agli atti la sua intenzione di voto contrario sull'emendamento 3.3.
INCOSTANTE (PD). Chiede resti agli atti la sua intenzione di voto favorevole sull'emendamento 3.1.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 4 (Controllo sulla finanza pubblica) e dichiara l'inammissibilità della lettera b) degli identici emendamenti 4.1 e 4.100, in quanto volta a disciplinare per legge profili attinenti l'organizzazione e il funzionamento interno delle Camere.
MORANDO (PD). Chiede alla Presidenza di rivedere la dichiarazione di inammissibilità riferita agli emendamenti 4.1 e 4.100, considerato che la vigente legge di contabilità già affida ai Presidenti delle Camere il compito di definire forme di collaborazione utili all'approfondimento dei profili tecnici della finanza pubblica prevedendo esplicitamente anche una collaborazione tra i servizi di bilancio di Camera e Senato. Specificare che tali intese siano finalizzate a promuovere la progressiva integrazione delle strutture di supporto tecnico delle due Camere non viola l'autonomia delle stesse né i poteri decisionali dei Presidenti dei due rami del Parlamento più di quanto già faccia la legge di contabilità. (Applausi dal Gruppo PD).
LEGNINI (PD). A nome del Gruppo Partito Democratico chiede formalmente alla Presidenza di riesaminare la dichiarazione di inammissibilità degli emendamenti 4.1 e 4.100. In passato si è discusso circa la possibilità per il legislatore di intervenire su materie di competenza esclusiva dei Presidenti dei due rami del Parlamento; in quelle occasioni si era addivenuti a ritenere ammissibili quelle indicazioni che ne salvaguardassero l'autonomia decisionale e la formulazione delle proposte di modifica 4.1 e 4.100 ha proprio questa caratteristica. (Applausi dal Gruppo PD).
BALDASSARRI (Misto-FLI). Non è comprensibile quale sia il punto di lesione dell'autonomia decisionale dei Presidenti delle Camere recato dagli emendamenti 4.1 e 4.100.
PRESIDENTE. Dispone l'accantonamento dell'articolo 4 e degli emendamenti ad esso riferiti.
Il Senato approva l'articolo 5 (Modifiche alla legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di riordino della disciplina per la gestione del bilancio e di potenziamento della funzione del bilancio di cassa) e l'articolo 6 (Modifiche all'articolo 12 e all'articolo 52 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché all'articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10).
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 7 (Modificazioni e abrogazione di disposizioni normative).
FERRARA (PdL). Ritira l'emendamento 7.2.
AZZOLLINI, relatore. Invita a ritirare l'emendamento 7.100 e ad approvare l'emendamento 7.200. Esprime parere contrario sui restanti emendamenti.
CASERO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Concorda con il relatore.
Il Senato respinge gli emendamenti 7.100, 7.101 e 7.102.
Il Senato approva l'emendamento 7.200.
Il Senato approva l'articolo 7, nel testo emendato, e l'articolo 8 (Entrata in vigore).
PRESIDENTE. Sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 18,19, è ripresa alle ore 18,45.
PRESIDENTE. Avverte che la lettura del Calendario dei lavori e la sua eventuale discussione sono rinviate alle ore 19. Sospende di nuovo la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 18,47, è ripresa alle ore 18,55.
PRESIDENTE. Alla luce delle considerazioni svolte durante la discussione, gli emendamenti 4.1 e 4.100 sono ammessi alla votazione nel testo integrale.
AZZOLLINI, relatore. Chiede ai firmatari degli emendamenti 4.1 e 4.100 di ritirarli per poter affrontare le problematiche da essi poste in occasione della discussione del bilancio interno del Senato. In quella sede, che appare più appropriata, si esplica infatti al massimo l'autonomia del Senato e in essa si potrebbe trovare una forma di coordinamento con la Camera. In caso di mancato ritiro, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.
CASERO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Si rimette all'Assemblea sugli emendamenti 4.1 e 4.100. Concorda con il relatore sulle restanti proposte di modifica.
GIARETTA (PD). La scelta di rendere ammissibili gli emendamenti nella loro interezza è stata saggia, tuttavia non accoglie la proposta di ritirare la proposta 4.1. È necessario un ammodernamento delle strutture parlamentari per far fronte ai nuovi scenari aperti, in tema di finanza pubblica, dai meccanismi di governance europea e dal federalismo fiscale, caratterizzati da uno spostamento della potestà decisionale dal livello nazionale a quello europeo, ma anche da uno spostamento del potere reale dal Parlamento al Governo, per via della complessità delle decisioni da adottare. L'emendamento 4.1 cerca quindi di assicurare il controllo parlamentare sulla decisione di bilancio. In questo senso, è necessario istituire un'autorità indipendente per la valutazione della reale situazione della finanza pubblica e dare modo al Parlamento di valutare con trasparenza le conseguenze delle decisioni di spesa, perché in questo modo si può incidere sulla lotta agli sprechi e alla corruzione e si avvicinano le istituzioni ai cittadini. (Applausi dal Gruppo PD).
BALDASSARRI (Misto-FLI). Nel dichiarare di mantenere l'emendamento 4.100, preannuncia il voto convintamente favorevole all'emendamento 4.0.100 (testo 2), volto ad istituire un'Autorità dei conti pubblici con il fine di assicurare modalità costanti e tempestive di monitoraggio sull'andamento dei conti pubblici e di certificare il bilancio dello Stato e i bilanci di tutti gli enti pubblici, che appare quanto più necessario in considerazione dell'elevato debito pubblico italiano. (Applausi dai Gruppi Misto-FLI e PD).
Gli identici emendamenti 4.1 e 4.100 risultano respinti (Proteste del senatore Legnini sulla regolarità delle operazioni di voto. Il Presidente fa ripetere la controprova mediante procedimento elettronico).
Il Senato approva l'articolo 4.
LUSI (PD). Preannuncia il voto favorevole all'emendamento 4.0.2, convinto della necessità dell'istituzione di un'Autorità per la trasparenza dei conti pubblici, la quale, operando in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione, promuova e tuteli la chiarezza e veridicità dei dati e l'informazione nel campo della finanza pubblica. In particolare, si prevede che l'Autorità elabori stime e previsioni delle variabili macroeconomiche e dei tendenziali di finanza pubblica e assicuri l'acquisizione e la trasmissione delle informazioni necessarie per garantire la trasparenza delle scelte di bilancio. (Applausi dal Gruppo PD).
L'emendamento 4.0.2 risulta respinto.
MORANDO (PD). Pur privilegiando la costituzione di un organismo all'interno del Parlamento sul modello del Congressional budget office americano, il Gruppo PD, preso atto della forte opposizione a tale soluzione e del respingimento dell'emendamento 4.1, voterà a favore dell'emendamento 4.0.100 (testo 2), posto che con la definizione di una nuova governance europea e di obiettivi di lungo periodo appare sempre più necessario per l'Italia dotarsi di istituzioni pubbliche indipendenti che svolgano l'analisi dei conti pubblici. (Applausi dai Gruppi PD e Misto-FLI e del senatore Pistorio).
PRESIDENTE. Rinvia il seguito dell'esame del disegno di legge in titolo ad altra seduta. (Proteste del senatore Baldassarri).