Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 523 del 22/03/2011
LANNUTTI -
Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che nei giorni scorsi il SIBC, sindacato dei dipendenti della Banca d'Italia, ha inviato una
newsletter e distribuito un comunicato sindacale intitolato: "Le Giunte dei Rabdomanti", che l'interrogante ritiene utile riportare integralmente: «"Quando lo scorso anno il SIBC fece alcune osservazioni critiche sul funzionamento delle giunte di scrutinio per la carriera direttiva, fummo subito sommersi da un'impensabile quantità di risposte. Erano tutti colleghi a metà fra il grato e l'incredulo, per il fatto che dopo qualche decennio di inspiegabile silenzio qualcuno avesse finalmente scoperchiato il pentolone, evidentemente maleodorante. Una simile reazione ci convinse che era necessario proseguire quella battaglia, che riguarda le giunte di scrutinio di tutte le carriere. Ottenemmo, dopo due nostre lettere ufficiali al Direttore Generale, che per la prima volta in 117 anni di vita della Banca d'Italia, venissero resi pubblici a tutti gli interessati i criteri con i quali la giunta di scrutinio determina l'attitudine dei candidati ad assolvere le funzioni del grado superiore. Ma si trattava solo di un primo passo. Ci sono altre due richieste da porre con forza, e di una banalità assoluta: 1) che i criteri - con i quali le giunte attribuiscono il punteggio di attitudine - siano fissati e resi pubblici prima che la giunta li applichi alla rosa dei candidati; 2) che gli stessi criteri devono essere chiari e verificabili, ossia devono essere formulati in maniera tale da permettere il concreto riscontro della loro corretta applicazione. Per dare attuazione alla prima richiesta (pubblicità dei criteri prima dello scrutinio dei candidati), sappiamo bene che l'ostacolo è costituito da una previsione del Regolamento vigente (art. 53: i criteri "sono portati a conoscenza dei dipendenti scrutinati dopo l'approvazione delle operazioni di scrutinio..."). Domanda facile facile: il Regolamento è l'unico ostacolo, o ce ne sono altri? Perché, se questo fosse l'unico ostacolo, basterebbe cambiarlo. Se anche gli altri sindacati, e in particolare quello maggioritario nella carriera direttiva, ritenessero utile un'operazione di trasparenza, come potrebbe la Banca motivare un proprio diniego? Già nei prossimi giorni, quindi, sottoporremo a tutti i sindacati una richiesta formale all'Amministrazione di modificare l'art. 53, cambiando la parola "dopo" con la parola "prima". Analoghe richiesta di trasparenza avanzeremo per le altre carriere. Per il secondo punto (criteri chiari e verificabili), invece, non c'è bisogno di nessuna modifica regolamentare: basta essere disposti a giocare a carte scoperte. I criteri dello scorso anno (ma anche quelli del 2009, del 2008 e nei secoli dei secoli) recitavano soavi: il punteggio di attitudine della carriera direttiva è attribuito in base a "complessità e difficoltà dei compiti svolti (...) capacità e competenze (...) rilevanza dei compiti (...) delicatezza o riservatezza delle funzioni (...) titolarità di unità operative o responsabilità attribuite nell'ambito delle stesse (...) incarichi ricevuti (...) diversificazione delle esperienze funzionali (...)". Nessun numero, nessuna specifica, nessuna graduazione fra questi indicatori pur genericamente richiamati. A noi una simile formulazione appare, con rispetto parlando, una presa in giro. È come scrivere: "assume rilievo che il candidato abbia due occhi, un naso, una bocca, ecc.". Tranne casi rarissimi, quei criteri ce li hanno tutti. Si torna quindi al punto di partenza: con quali criteri sceglie la Giunta? Su quali basi decide se l'attitudine di Tizio è maggiore o minore di quella di Caio? Negli scorsi anni, la differenza del punteggio attitudinale fra candidati è stata più volte decisiva per determinare promossi e no. Salvo che la Banca abbia dotato i commissari di appositi bastoni da rabdomante, è evidente che allo stato attuale mancano i presupposti minimi per condurre un'attività di verifica ex post dell'attività delle Giunte di scrutinio. Avendo presente questa situazione di oggettiva indeterminatezza, il fatto che i lavori della Giunta dei direttivi avvengano a porte chiuse e senza controlli da parte dei sindacati (presenti invece alla giunta della carriera operativa) aumenta il rischio che qualcuno "pensi male". Si può creare la futura classe dirigente dell'Istituto selezionandola in modo meno che trasparente? Non è quantomeno un modo perverso di tenere "sotto scacco" i molti meritevoli, che non dovrebbero ringraziare nessuno, se non se stessi, per la promozione ottenuta? Perciò, in assenza di una puntuale determinazione ex ante del punteggio dei parametri utili per dell'attitudine, siamo pronti a chiedere formalmente che la previsione dell'art. 66 del Reg.Pers. (parte II) in merito alle giunte delle altre carriere sia replicata anche per la Giunta della Carriera direttiva ("Ai lavori della Giunta possono assistere, in rappresentanza del personale, elementi designati dalle Organizzazioni Sindacali operanti nell'Istituto, in ragione di un elemento per ciascuna Organizzazione Sindacale al fine di verificare il regolare svolgimento delle operazioni di scrutinio"). Ovviamente, anche questa richiesta è aperta alla partecipazione e al supporto di tutte le altre sigle sindacali. O qualcuna di esse ha segretamente ricevuto un bastone da rabdomante?»;
considerato che:
tale informativa sindacale, che forse ha tenuto conto di qualche lamentela di dipendenti estromessi dal giro del potere in Banca d'Italia, prova a sollevare un problema di meritocrazia all'interno di un'istituzione simbolo per il Paese. Il problema è molto serio: se non si appartiene a cordate interne e potere relazionale a quanto risulta all'interrogante non si fa carriera anche se ai concorsi interni come a quelli esterni possono partecipare sostanzialmente e democraticamente tutti. Da alcuni documenti interni alla Banca di Italia di cui è venuto a conoscenza l'interrogante, si evince chiaramente come le informazioni sui temi per la prova, possono essere determinanti per selezionare la classe dirigente;
l'interrogante al riguardo riterrebbe indispensabile che venisse acclarata la veridicità di alcune informazioni di cui è entrato in possesso in ordine alle modalità di svolgimento di alcuni concorsi. Nello specifico, risulta che un Presidente di commissione avrebbe inviato le tracce dei temi a due persone sulle e-mail personali, tra cui uno sarebbe il responsabile della vigilanza di Brescia, il dottor Cannistraro, nominato all'interno della commissione per l'avanzamento al grado di condirettore nel 2007, per volere dell'attuale capo della Vigilanza in quanto suo fiduciario sulla piazza bresciana, visto che la medesima è stata direttore della sede dal 2002 al 2006. In sostanza prima dello svolgimento delle prove per la selezione, come quella avvenuta in data 2 novembre 2007, risulta che sarebbero circolate le tracce dei temi. Tali informazioni riservate sulle prove avrebbero potuto avvantaggiare taluni, ai danni di candidati più preparati. La questione è tanto più delicata in quanto si tratta di una procedura per la selezione per la classe dirigente della Banca d'Italia con appannaggi di 150.000 euro all'anno oltre alle diarie e ai trasferimenti pari ad ulteriori 150.000 euro. In sostanza se tali pratiche fossero confermate, significherebbe che sono stati avvantaggiati coloro che appartengono al sistema di potere e sono garanti della continuità del sistema, a detrimento del principio meritocratico all'interno della Banca d'Italia;
considerato altresì che l'interrogante riterrebbe indispensabile che venisse fatta chiarezza in ordine alle richiamate questioni, e in particolare:
alle garanzie sull'imparzialità e la meritocrazia per svolgimento dei concorsi della Banca di Italia;
alla possibilità che un Presidente di commissione di esame - peraltro amico della dottoressa Anna Maria Tarantola, capo della Vigilanza - possa avere inviato su e-mail personali le tracce dei temi a due persone, tra i quali uno è il responsabile della vigilanza di Brescia, dottor Cannistraro;
alla veridicità o meno di quanto richiamato in ordine allo svolgimento delle prove effettuate il 2 novembre 2007 a Perugia, ovvero alla circostanza che sarebbero circolate le tracce dei temi ed informazioni riservate sulle prove, ad esclusivo appannaggio di raccomandati, mentre altri candidati che si erano preparati non sono riusciti a superare le prove di esame;
all'ipotesi che alcune organizzazioni sindacali all'interno della Banca d'Italia concorrerebbero alla spartizione delle promozioni e/o dei concorsi e degli avanzamenti di carriera, così come dei trasferimenti e alla designazione delle missioni, che seppur rappresentino atti interni all'Istituto, continuano ad prevedere procedure ad evidenza pubblica;
alla circostanza che, come lascia trasparire il SIBC, la differenza del punteggio attitudinale fra candidati sia stata effettivamente più volte decisiva per determinare promozioni e bocciare, e che attualmente manchino i presupposti minimi per condurre verifiche ex post dell'attività delle giunte di scrutinio, i cui lavori si svolgessero senza alcun controllo da parte dei sindacati, che invece sono presenti alla giunta della carriera operativa;
alla fondatezza dei sospetti del sindacato SIBC relativamente alle modalità non trasparenti e tanto meno meritocratiche di selezione della futura classe dirigente dell'Istituto;
all'opportunità che l'art. 66 del regolamento del personale (parte seconda), che si applica alle giunte delle altre carriere, sia applicato con riferimento alla giunta della carriera direttiva, ovvero che esso si applichi in futuro a tutti i concorsi interni,
si chiede di sapere quali misure urgenti, anche di carattere normativo, il Governo intenda attivare, nel rispetto dell'autonomia dell'Istituto, per rafforzare la trasparenza ed il rispetto del principio meritocratico; ciò a giudizio dell'interrogante anche al fine di evitare che anche i candidati preparati e meritevoli, ma non appartenenti ad un consolidato sistema di potere, che prevedrebbe omertà, affiliazione, fedeltà e garanzia della continuità, possano prevalere sulle consolidate "cricche" di potere.
(4-04822)