considerato che:
domenica 13 marzo 2011 la trasmissione "Presa diretta" di Riccardo Iacona, in onda alle 21.30 su Rai 3, ha trasmesso un servizio sulle case di proprietà dell'Ipab S. Alessio-Margherita di Savoia per i ciechi presieduto da Gianluca Lucignano. In particolare nell'ambito di un'inchiesta sulle case in affitto e vendite dal Comune di Roma, definiti dalle cronache giornalistiche con il termine "Affittopoli" e "Svendopoli", ha raccolto testimonianze dirette di ciechi sfrattati dalle loro abitazioni del centro storico ed in altre zone di pregio, probabilmente per liberare appartamenti che possono essere assegnati ad inquilini con maggiore disponibilità economiche o addirittura messi in vendita;
l'istituto Sant'Alessio ha accumulato negli anni un cospicuo patrimonio immobiliare frutto di generosi lasciti per offrire assistenza ed un tetto sulla testa agli ipovedenti;
tenute presenti le originarie disposizioni statutarie delle due predette istituzioni e la legge regionale 14 gennaio 1987, n. 8, così come modificata dalla legge regionale n. 40 del 1° dicembre 2003, il centro pone come sui fini statutari la realizzazione di interventi a favore dei non vedenti di ambo i sessi, riconosciuti ai sensi di legge, volti all'educazione, all'assistenza, alla formazione professionale, alla riabilitazione, al recupero ed integrazione sociale dei privi di vista. Le suddette finalità, ai sensi dell'art. 2 dello statuto, vengono perseguite mediante: l'organizzazione di forme di convittualità e residenzialità per i privi di vista che frequentino scuole o corsi fuori dall'abituale residenza; il coordinamento di tutte le attività di sostegno prescolastiche e post scolastiche non dipendenti dal Ministero dell'istruzione e delle attività integrative specifiche e necessarie alla piena autonomia ed integrazione dei non vedenti;
nel settembre 2010, a seguito di un breve commissariamento, viene nominato Gianluca Lucignano alla Presidenza del centro regionale S. Alessio-Margherita di Savoia il cui patrimonio immobiliare è composto da 520 unità immobiliari nel Lazio, comprese le unità immobiliari abitative e ad uso diverso;
sul "Corriere della Sera" del 3 marzo 2001 si legge: «Via Margutta 51: basta leggere l'elenco delle proprietà immobiliari dell'Ipab Sant'Alessio per i ciechi (santalessio.org) per accorgersi che anche quel palazzo - là dove girarono "Vacanze romane" - è di proprietà dell'ente regionale per i ciechi recentemente coinvolto nello scandalo di "Affittopoli". E basta andare sul posto per accorgersi dello stato nel quale versa il palazzo narrato dalla commedia di William Wyler del 1952: facciata sulla strada in pessime condizioni, ponteggi decennali e, all'interno, cavi elettrici e parti del comprensorio definite pericolanti. (...) All'interno, c'è un cieco: ma ha lo sfratto». Il Centro Regionale Sant'Alessio, infatti, sta attuando un processo di ristrutturazione, con la rinegoziazione di tutti i contratti, senza guardare i diritti dei non vedenti di poter vivere in appartamenti a loro destinati;
ad avviso dell'interrogante, tale miopia del presidente ha determinato una situazione di sfratti esecutivi per ipovedenti che potranno essere cacciati dalle loro abitazioni. Sarebbero centinaia le famiglie che hanno ricevuto la comunicazione di sfratto dagli avvocati che difendono gli interessi dell'Ipab S. Alessio-Margherita di Savoia. L'intimazione di sfratto è arrivata a inquilini ciechi e ipovedenti, invalidi che non hanno la possibilità economica di pagare canoni troppo esosi con condizioni di rinnovo capestro che prevedono doppia garanzia, caparra e fideiussione ed anche a parenti dei disabili a cui non è stata offerta la possibilità di effettuare la voltura di contratto intestata a familiari defunti o ricoverati presso case di cura o di riposo. Il rovescio della medaglia di affittopoli e svendopoli è rappresentato dagli sfratti dei ciechi e figli degli ipovedenti per un'istituzione di pubblica assistenza come il S. Alessio. Un gruppo di inquilini delle case dell'istituto per ciechi S. Alessio (come appare nel sito Internet all'indirizzo http://santalessio.blogspot.com/2011/03/richiesta-destituzione-presidente.html) sta raccogliendo adesioni per la destituzione di Lucignano dalla carica di Presidente del centro. Queste le motivazioni riportate: 1) la mancata conferma del personale specializzato e l'assunzione di personale perlopiù ospedaliero va a detrimento del percorso riabilitativo specifico degli utenti dell'ente (ciechi, ipovedenti e pluriminorati); 2) l'ostinazione nel non voler rinnovare i contratti di locazione, anzi, l'accanirsi con lettere di sfratto ai privi della vista, non morosi, che hanno i titoli per rimanere negli alloggi donati proprio ad uso dei ciechi; 3) l'inspiegabile rifiuto di ricevere utenti, inquilini, dipendenti e le associazioni di categoria che da mesi gli chiedono udienza; 4) l'adozione di decisioni senza prendere in considerazione il parere del comitato di programmazione e sorveglianza come sarebbe previsto dalla legge regionale sulle Ipab evitando, così, un doveroso confronto con i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria e attuando una vera e propria autocrazia; 5) i comportamenti poco chiari e le decisioni discutibili adottate dal Presidente;
nel citato blog, nel promemoria informativo si può leggere: «Il Centro Regionale S. Alessio Margherita di Savoia ha, tra le sue finalità statutarie, quella di occuparsi di formazione e riabilitazione dei ciechi laziali e non solo. Possiede anche un patrimonio ingente donato dai benefattori al fine di garantire un alloggio a condizioni di favore ai privi della vista. I vari documenti che vi presenteremo stanno a testimoniare come noi fruitori ed inquilini del Centro Regionale siamo insoddisfatti dei servizi erogati dall'ente e del trattamento riservatoci dai suoi dirigenti e da alcuni dipendenti. Porteremo a conoscenza della pubblica opinione le criticità degli uffici riscontrate in questi anni, ma in forte aumento in questo ultimo periodo, ed alcune testimonianze di casi abbastanza gravi occorsi a conduttori ed utenti. Tutto ciò per mettere in luce come la specificità del nostro centro sia in pericolo e come la struttura stessa sia preda di facili appetiti. Quanto riportato in questo documento è frutto di testimonianze raccolte e di alcune esperienze personali»;
ad avviso dell'interrogante, dopo lo scandalo "Affittopoli", che ha coinvolto il centro, che sta attuando un processo di ristrutturazione, con la rinegoziazione di tutti i contratti, senza tutelare i diritti dei non vedenti di poter vivere in appartamenti a loro destinati, è arrivato il momento di destituire dall'incarico con effetto immediato il presidente Lucignano, per la scandalosa gestione di un bene pubblico,
si chiede di sapere:
se risulti al Governo, per quanto di propria competenza, che la gestione clientelare del S. Alessio-Margherita di Savoia per i ciechi, istituto dotato di un enorme patrimonio immobiliare che dal 1848 in poi è confluito ad ingrandirne i possedimenti, abbia aiutato più gli "amici" che i non vedenti, come certificato anche dalla Corte dei conti del Lazio;
se risulti altresì che i non vedenti siano collocati in stragrande maggioranza nei palazzoni della periferia come quelli di via Stilicone 186, negli stabili di via Tuscolana 875, via Vittorio Fiorini 15/a, via Emilio Lepido 38, via Nova-cella 5, spinti da affitti capestro di 3, 4, 5.000 euro al mese, al contrario di ricchi, dipendenti e alcuni fortunati amici che popolano alcuni degli stabili di lusso che si estendono nel cuore della capitale, da via Margutta a piazza Campitelli 10, con cifre irrisorie spesso lontane da quelle di mercato;
se risulti che, come documentato dalle testimonianze richiamate nella trasmissione "Presa diretta", il Presidente del S. Alessio abbia sfrattato dalle abitazioni in affitto inquilini ciechi per liberare appartamenti destinati ad inquilini più facoltosi;
se anche l'immobile sito in via Margutta 51 faccia parte delle proprietà immobiliari dell'Ipab S. Alessio per i ciechi;
se sia vero che il presidente Lucignano, oltre ad ostinarsi a non voler rinnovare i contratti di locazione intimando ai privi della vista non morosi che hanno i titoli per rimanere negli alloggi donati proprio ad uso dei ciechi, si rifiuti di ricevere utenti, inquilini, dipendenti ed associazioni di categoria che da mesi gli chiedono udienza, adottando decisioni senza il parere del comitato di programmazione e sorveglianza, così come previsto dalla legge regionale sulle Ipab per evitare un doveroso confronto con i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria, attuando in tal modo una vera e propria autocrazia.
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