il 18 marzo 2011 l'Italia, in attuazione della risoluzione ONU n. 1973 sulla protezione dei civili libici e l'imposizione di una no fly zone sui cieli della Libia in risposta al protrarsi delle violazioni dei diritti umani da parte del regime di Gheddafi contro gli oppositori libici, chiudeva la propria ambasciata a Tripoli;
il 19 marzo 2011, il Governo italiano aderiva a Parigi ai piani previsti dalla coalizione internazionale per l'attuazione della risoluzione citata;
l'Italia, in virtù di tali accordi - formalizzati alle Nazioni Unite il giorno successivo - offre l'utilizzo di alcune basi militari nel Mediterraneo e la partecipazione dell'Aeronautica militare alle azioni previste dal piano;
la risposta che Gheddafi non ha fatto attendere è stata una dichiarazione di guerra nel Mediterraneo dove l'Italia è chiamata "traditrice", e la minaccia di azioni contro obiettivi militari e civili;
nelle prime ore della mattina del 20 marzo 2011 il rimorchiatore italiano "Asso 22", operante in Libia in collegamenti con la piattaforma petrolifera di Mellitah a circa 120 chilometri da Tripoli per conto di un cliente libico, appartenente alla compagnia Augusta offshore di Napoli, con a bordo un equipaggio di 11 persone di cui 2 cittadini indiani, un ucraino e 8 italiani, è sequestrato da uomini armati nel porto di Tripoli;
considerato che:
una situazione di estrema instabilità è perdurante in Libia, ed è certificata almeno dal 21 febbraio 2011;
a prescindere da chi siano i reali autori del sequestro e da quali siano le loro intenzioni e le ipotesi al vaglio del Governo italiano per una soluzione che si auspica rapida, sicura e efficace e che appare certamente complessa, le intenzioni bellicose da parte del regime libico nei confronti di ingerenze straniere sul perdurare dell'inaccettabile repressione dell'opposizione libica sono da tempo manifeste;
il sequestro delle 11 persone di equipaggio del rimorchiatore italiano nel porto di Tripoli suscita motivata apprensione per la loro incolumità e libertà, e pone in essere fin dal principio delle operazioni un'infausta situazione di grave rischio che il regime di Gheddafi non li tenga in ostaggio,
si chiede di sapere:
se il Governo fosse a conoscenza della posizione del rimorchiatore italiano "Asso 22" e se non si sia ritenuto opportuno, nelle more dell'adesione alla coalizione per l'attuazione della risoluzione ONU n. 1973, richiamare tutte le ditte italiane con personale in Libia al loro immediato rimpatrio, e procedere al contestuale accertamento dello stesso;
se all'equipaggio del rimorchiatore sia stato chiesto di lasciare nel minor tempo possibile le acque libiche;
se nel territorio libico sia al momento presente altro personale civile italiano.
(4-04808)