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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 507 del 23/02/2011


STANCANELLI (PdL). Il federalismo municipale colma un vuoto legislativo ultradecennale, che ha finora impedito la piena attuazione delle riforme costituzionali del 1999 e del 2001; esso consentirà di riavvicinare il cittadino alla pubblica amministrazione e di introdurre elementi aziendalistici nella gestione pubblica, affrontando i nodi cruciali della ripartizione delle risorse e dell'eliminazione di inefficienze e sprechi. La riforma si basa sui concetti di livello essenziale della prestazione e di costo standard, volti a definire le reali esigenze finanziarie dei Comuni e a superare il criterio della spesa storica; determinerà una maggiore responsabilizzazione degli amministratori, un aumento dell'autonomia impositiva degli enti locali e una non trascurabile semplificazione normativa, mentre un sistema di perequazione assicurerà il rispetto del principio costituzionale di solidarietà. Tra le misure di rilievo contenute nel provvedimento vi è la compartecipazione dei Comuni all'IVA prodotta nel territorio, l'introduzione della cedolare secca, la previsione di un'imposta di soggiorno facoltativa, una nuova disciplina del tributo comunale di scopo e, soprattutto, il potenziamento del ruolo dei Comuni nella lotta all'evasione fiscale e l'aumento della quota a loro destinata dei tributi recuperati. Tale apparato normativo comporterà una riduzione del livello di spesa in un regime di invarianza della pressione fiscale; il Gruppo Il Popolo della Libertà voterà pertanto a favore della proposta di risoluzione n. 1. (Applausi dal Gruppo PdL).

Con votazione, seguita da controprova mediante procedimento elettronico, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva la proposta di risoluzione n. 1. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP e dai banchi del Governo).

PRESIDENTE. La proposta di risoluzione n. 2 è preclusa dalla precedente votazione.