GARAVAGLIA Massimo (LNP). Signora Presidente, in questa fase ancora iniziale del dibattito mi limiterò a qualche considerazione di carattere generale, anche perché l'illustrazione del ministro Calderoli è entrata nel merito di tanti problemi.
Vorrei iniziare però già a puntualizzare alcuni aspetti. Innanzitutto, secondo noi è importante capire come in questa fase questa riforma costituisca uno dei punti essenziali della politica economica del nostro Governo, un punto imprescindibile, e penso che su questo almeno dovremmo trovare una comune convergenza.
Poiché è un dato di fatto che l'anno scorso si è concluso con un deficit di 67,5 miliardi di euro (800 miliardi di euro di uscite e circa 730 miliardi di entrate), evidentemente ci troviamo di fronte ad un problema serio, anche perché la pesante manovra finanziaria realizzata lo scorso anno ci ha permesso si di recuperare, ma solo 15 miliardi. Per arrivare a 70 miliardi di euro ce ne corre. Quante finanziarie dovremmo realizzare?
Anche alla luce del fatto che l'Europa ci imporrà un rientro dal debito che se è limitato di un ventesimo - come è stato previsto - sarà molto, ma molto pesante (al riguardo ci auguriamo che passi la linea del nostro Governo tendente ad ammorbidire tale piano), è dunque evidente, secondo noi, che non possiamo risolvere i nostri problemi strutturali con le leggi finanziarie: dobbiamo intervenire strutturalmente.
La cifra relativa alle uscite (800 miliardi) è troppo elevata, e dunque, occorre fissare un tetto attraverso i costi standard, mentre risulta troppo bassa quella relativa alle entrate, e dunque bisogna far emergere, finalmente, l'evasione fiscale attraverso, ad esempio, il contrasto d'interesse, con il coinvolgimento diretto degli enti locali. Voglio fare qualche esempio al riguardo, per poi passare ad alcune brevi puntualizzazione riguardo agli interventi sin qui svolti.
Il decreto sui fabbisogni standard dei Comuni è già stato approvato ed è stato dato mandato alla OSE di elaborare i fabbisogni standard dei Comuni. È un procedimento in corsa, un treno in corsa che non si ferma. Anche questa, a nostro avviso, è stata una scelta più che corretta. In definitiva, 8.000 Comuni non sono poi così tanti e, se si raggruppano poi per fasce omogenee, risulterà facile addivenire alla definizione dei costi standardavendo a riferimento parametri semplicissimi come quelli relativi al personale ed alla popolazione. Naturalmente, in questo caso l'impatto sarà maggiore per le Regioni.
A questo però si affianca il contrasto all'evasione fiscale. Al riguardo, nello schema di decreto oggi in discussione è contenuta una riforma epocale, e cioè quella della cedolare secca sugli affitti. Si consideri che, per la sola virtuosa città di Milano (faccio l'esempio della città da cui provengo), il quotidiano «Il Sole 24 ORE» ha stimato in ben 150 milioni di euro (una cifra enorme) il potenziale recuperabile facendo emergere il 30 per cento di affitti che, anche nella virtuosa Milano, paiono essere in nero. A Roma, dove risultano essere un po' più numerosi (intorno al 50 per cento), «Il Sole 24 ORE» ha stimato che la cifra ammonterebbe a 270 milioni di euro.
A fronte di un'aliquota al 21 per cento, come quella fissata nel decreto, per la locazione di un'abitazione, non vi sono più scuse per evadere. In questo modo, i soldi rimangono al Comune, al quale si fornisce anche una banca dati per effettuare controlli semplici ed incrociati. Con sistemi semplici si riuscirà quindi, finalmente, a realizzare una riforma attesa da tantissimo tempo anche dagli inquilini. Questo è un esempio, ma se ne potrebbero fare molti altri. Per esempio, a livello provinciale si potrebbe discutere del settore assicurativo delle autovetture.
Il punto cruciale è però capire che questa è una riforma necessaria.
Tra l'altro, quest'anno, in cui ricorre il terzo Giubileo del 1861, vorremmo realizzare un'idea forte. Ecco, secondo noi, come l'inizio del secolo è stato caratterizzato dall'avvento dell'industria pesante, e gli anni del boom lo sono stati dalla motorizzazione, il presente dovrà essere caratterizzato dal federalismo fiscale, che porterà finalmente ad uno Stato snello, efficiente e che funziona. (Applausi dal Gruppo LPN e dai banchi del Governo. Congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Incostante. Ne ha facoltà.