SARO (PdL). Il ministro Calderoli ha cercato mediazioni in una materia delicata, su cui pesano vincoli politici e istituzionali. Il giudizio negativo dell'opposizione è dettato infatti dalla convinzione di poter provocare una frattura tra la Lega Nord e il PdL e la conseguente crisi del Governo Berlusconi. Il decreto risente di due limiti: la mancata reintroduzione, per motivi di consenso elettorale, dell'ICI sulla prima casa, che costituisce il presupposto di un reale federalismo municipale, e la mancata attribuzione alle Regioni di un ruolo di coordinamento, che non è menzionato dall'articolo 119 della Costituzione. Un fondo perequativo a livello regionale, ad esempio, sarebbe più facilmente gestibile. La mole del debito pubblico e il crollo del PIL restringono i margini della solidarietà: se si vuole preservare l'unità del Paese, in una delicata situazione economica, occorre avviare la sperimentazione del federalismo e migliorarne gradualmente l'efficacia, senza nutrire tuttavia illusioni sulla capacità delle amministrazioni comunali di combattere l'evasione fiscale. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).