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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 506 del 22/02/2011


Interpellanze

LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno - Premesso che:

Noureddine Adnane, 27 anni, il venditore ambulante marocchino, che si era dato fuoco davanti ad una pattuglia della polizia municipale a Palermo in via Ernesto Basile, nei pressi della cittadella universitaria, dopo che gli era stata sequestrata la merce è morto nei giorni scorsi per un aggravamento delle condizioni respiratorie e cardiache;

venerdì 12 febbraio Noureddine Adnane, in seguito all'ennesimo controllo della polizia municipale, ha compiuto il drammatico gesto per protestare contro l'intervento persecutorio della polizia municipale. Più volte, nonostante fosse munito di permesso di soggiorno e di licenza di venditore ambulante, gli era stata sequestrata la merce senza nemmeno rilasciare il verbale di sequestro;

il giovane ambulante marocchino morto dopo 8 giorni di agonia, secondo di otto figli, con il suo carretto pieno di cappellini, giocattoli, torce, accendini, gingilli vari faceva vivere la moglie e la figlia di due anni rimaste in Marocco, nel villaggio non lontano da Casablanca, ma anche i fratelli minori;

la sua morte è il sogno spezzato di un'intera famiglia che sperava un giorno di trasferirsi in Italia e fare una vita meno povera;

Noureddine era arrivato circa 10 anni fa da clandestino. Poi col tempo tutti i passaggi per regolarizzarsi, permesso di soggiorno e licenza da ambulante. E sono inimmaginabili gli sforzi che un giovane extracomunitario deve affrontare per ottenere quei "pezzi di carta" che lo rendono un uomo libero, non ricattabile: dalle spese alla burocrazia. Così andava avanti per realizzare il suo progetto: lavorando dall'alba alla notte spingendo il suo carretto, dando valore anche a quelli che i palermitani considerano ormai degli spiccioli: 10, 20, 50 centesimi. Questi erano i suoi guadagni per ogni oggetto che vendeva e ogni monetina serviva a rendere sempre più reale il suo sogno. A Palermo dopo la tragedia le istituzioni, i sindacati, gli stessi vigili urbani, si chiedono quale rabbia impotente abbia potuto provare il giovane marocchino per dare fuoco a quel miraggio di "vita normale";

considerato che:

come si legge anche nell'articolo pubblicato su "La Repubblica" il 20 febbraio sulla morte del giovane marocchino è intervenuto anche il presidente del Senato Renato Schifani, chiedendo di fare chiarezza sull'accaduto;

il Sindaco di Palermo, Cammarata, ha dichiarato che il Comune farà una indagine rigorosa ed approfondita e sarà vicina non solo ai familiari di Noureddine Adnane, ma all'intera comunità marocchina;

come si legge nel citato articolo: «Le parole di Schifani hanno gelato il comandante dei vigili urbani Serafino Di Peri», che «ha scelto il silenzio (...) Nonostante il presidente del Senato abbia precisato che l'indagine "non vuole colpire la polizia municipale"»;

Di Peri - che ha annunciato al quotidiano "La Repubblica" un'indagine interna sui metodi utilizzati dagli agenti durante i controlli dicendosi pronto a cacciare "le mele marce" - ha sempre difeso i suoi uomini. Lo ha fatto con la stampa e lo ha fatto anche con il primo cittadino che gli ha chiesto chiarimenti;

Di Peri gli ha raccontato che Noureddine - sottoposto a una sfilza di controlli in pochi giorni - non è stato multato e che non gli è stata mai sequestrata la merce. Gli ha raccontato anche che in servizio - quel venerdì - c'erano due agenti noti per il loro carattere mite. E ancora che uno di loro, quando Noureddine si è dato fuoco, gli si è buttato addosso, ustionandosi le mani, nel tentativo di spegnere quella torcia umana. Lo stesso agente che - dicono - sia ancora sotto shock. Il sindaco ha annunciato che incontrerà la comunità marocchina;

nei giorni precedenti il tragico episodio erano stati segnalati decine di abusi da parte del nucleo che si occupa dei controlli sugli ambulanti con metodi così violenti da far ribattezzare un agente come "Bruce Lee" per i metodi spicci di dare calci alle bancarelle e di apostrofare gli ambulanti con parolacce. "Bruce Lee" sarebbe noto ai colleghi, che lo definiscono uno "spaccone", "uno che vuole fare il bullo", ma che non userebbe violenza;

sul sito www.operativionline.com, lo spazio web gestito direttamente dai vigili urbani che lavorano in strada, gli agenti hanno diffuso la propria autodifesa sollevando però qualche perplessità: "Non possiamo escludere per partito preso che qualche collega abbia inasprito i modi e i tempi dei controlli (ricordando che molti di loro sono sottoposti a stress psicologici notevoli), ma siamo convinti che l'impianto generale della polizia municipale sia. Ci dispiace che, anche in questo doloroso accadimento, la polizia municipale venga attaccata e additata come la più inutile e corrotta fra le polizie. Il comandante Di Peri ha risposto alle richieste politiche e alla comunità marocchina assicurando indagini interne per cacciare le (eventuali) mele marce",

si chiede di sapere:

se risponda al vero che nei giorni precedenti al drammatico episodio, che ha portato Noureddine Adnane a darsi fuoco per protesta davanti ad una pattuglia della polizia municipale, erano stati segnalati decine di abusi da parte del nucleo che si occupa dei controlli sugli ambulanti;

se i metodi adottati così violenti da far ribattezzare un agente come "Bruce Lee" siano compatibili con il rispetto delle norme legislative alle quali proprio i vigili ed i tutori dell'ordine devono sottostare;

se nel corpo dei vigili urbani di Palermo siano compatibili operatori alla "Bruce Lee" e se tali metodi siano conosciuti dai vertici perché già segnalati;

quali misure urgenti il Governo intenda assumere per prevenire comportamenti persecutori e violenti come quelli descritti in premessa e resi noti alla pubblica opinione solo perché in presenza di un gesto estremo probabilmente giustificato dalle quotidiane vessazioni subite ad opera dei vigili urbani, che avrebbero il dovere di vigilare sul rispetto delle norme e non di accanirsi verso gli immigrati con regolare permesso di soggiorno, che cercano di guadagnarsi da vivere ed integrarsi in Italia, potendo configurare anche latenti atteggiamenti di odio razziale.

(2-00309)

LANNUTTI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

l 'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (AVCP) è un organo collegiale che vigila sul rispetto delle regole che disciplinano la materia dei contratti pubblici ed è dotata di indipendenza funzionale, di giudizio, di valutazione e di autonomia organizzativa. I sette membri del Consiglio sono nominati dai Presidenti della Camera e del Senato, scelti tra personalità che operano in settori tecnici, economici e giuridici con riconosciuta professionalità. Il Presidente è eletto tra i componenti. Il codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163) attribuisce all'Autorità le seguenti funzioni e competenze: vigila sui contratti pubblici, anche regionali, per garantire correttezza e trasparenza nella scelta del contraente, di economicità ed efficienza nell'esecuzione dei contratti e per garantire il rispetto della concorrenza nelle procedure di gara; vigila sull'osservanza della legislazione per verificare la regolarità degli affidamenti e l'economicità di esecuzione dei contratti, accertando che da questi non derivi pregiudizio per il pubblico erario; segnala al Governo e al Parlamento gravi inosservanze della normativa o la sua distorta applicazione; formula al Governo proposte di modifiche alla legislazione che disciplina i contratti pubblici e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti proposte per la revisione del regolamento applicativo del Codice; presenta al Governo e al Parlamento una relazione annuale nella quale si evidenziano le disfunzioni riscontrate nel settore dei contratti pubblici; vigila sul sistema di qualificazione delle imprese operanti nel settore dei lavori pubblici; formula pareri non vincolanti su questioni insorte durante lo svolgimento delle procedure di gara;

nell'ambito della propria attività l'Autorità ha, inoltre, poteri sanzionatori e ispettivi in relazione ai quali può: richiedere documenti, informazioni e chiarimenti alle stazioni appaltanti ed agli operatori economici; disporre ispezioni, anche su richiesta motivata con la eventuale collaborazione della Guardia di finanza e di altri organi dello Stato; disporre perizie, analisi economiche e statistiche nonché la consultazione di esperti in ordine a qualsiasi elemento rilevante ai fini dell'istruttoria; trasmettere gli atti e i propri rilievi agli organi di controllo e agli organi giurisdizionali competenti, in caso di irregolarità rilevanti; irrogare sanzioni pecuniarie per sanzionare: le inottemperanze agli obblighi di collaborazione da parte dei soggetti pubblici e privati, la trasmissione di informazioni e di documentazione false, la mancata trasmissione dei requisiti di partecipazione alle gare da parte delle imprese alle stazioni appaltanti e le società organismo di attestazione (SOA);

in un documento inviato a Governo e Parlamento, l'AVCP ha chiesto di "Qualificare le casse previdenziali privatizzate come organismi di diritto pubblico", poiché a causa della contribuzione obbligatoria, tali organismi dispongono forme di finanziamento statale, anche se indirette, e quindi dovrebbero essere assoggettati alla disciplina del codice dei contratti;

considerato che:

l'Adepp è l'associazione degli enti previdenziali privati, che raggruppa 20 Casse di previdenza e più precisamente: CF - Cassa Forense. CNPADC - Cassa Dottori commercialisti; CIPAG - Cassa Geometri; CNN - Cassa Notariato; CNPR - Cassa Ragionieri; ENPAB - Cassa Biologi; ENPACL - Cassa Consulenti del Lavoro; ENPAM - Cassa Medici; ENPAV - Cassa Veterinari; EPPI - Cassa Periti industriali; FASC - Fondo spedizionieri; INARCASSA - Cassa Ingegneri e Architetti; INPGI - Istituto previdenza giornalisti; ONAOSI Orfani sanitari; ENPAP - Ente Psicologi; ENPAPI - Ente infermieri; CASAGIT - Cassa assistenza integrativa giornalisti; ENPAF - Ente Farmacisti; EPAP - Ente Chimici, Attuari, Agronomi e Forestali, Geologi; ENPAIA - Ente addetti e impiegati Agricoltura, presieduto da Andrea Camporese, 41 anni, giornalista Rai, Presidente dell'Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani;

il Presidente Adeep e Inpgi, Andrea Camporese, pur condividendo le premesse formulate dall'AVCP, tendente a sostenere una totale equiparazione del mondo della previdenza privata alle regole applicate in ambito pubblico, ha subito mostrato la contrarietà a tali richieste;

a riguardo Camporese, come si legge sul sito dell'Inpgi (Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani) ha dichiarato "Le premesse sono ovviamente condivisibili, perché contenute nei dettati delle leggi, le conclusioni, alle quali è giunta l'Adepp attraverso il confronto con i 20 Presidenti, sono esattamente opposte: siamo Casse privatizzate e dobbiamo essere esclusi dal codice degli appalti pubblici". Continua Camporese "Non si può risolvere la questione adducendo l'obbligatorietà della contribuzione previdenziale come elemento sufficiente e cogente nell'attrazione del sistema in ambito pubblico definendo le Casse addirittura organismi di diritto pubblico. La finalità pubblica questa sì evidente, è sottoposta al divieto a fruire di finanziamenti pubblici o altri ausili pubblici sancita, tra l'altro, dalle stesse leggi di privatizzazione e giustamente richiamata dall'Autorità";

riguardo la sentenza del Tar avversa ad Enpam e ricordata dall'Autorità, l'Adepp afferma che "va anche ricordato che la giurisprudenza in materia non appare univoca, altre sentenze sono di segno opposto. L'Ente dei Medici, affiancato dall'Adepp, ha già deciso di impugnare davanti al Consiglio di Stato il pronunciamento specifico." Continua l'associazione "Gli obblighi di vigilanza dei Ministeri dell'Economia e del Lavoro, la presenza dei loro designati all'interno degli organi statutari di ciascuna Cassa, compresa la presidenza dei collegi dei sindaci, le ulteriori verifiche della Corte dei Conti e l'esistenza di una specifica Commissione Parlamentare appaiono più che sufficienti, in alcuni casi ridondanti, a garantire un controllo sulla legittimità e sulla trasparenza delle procedure di appalto che comunque sono sottoposte al vincolo della pubblicità. Ci si prospettano ulteriori vincoli e ulteriori controlli? Non crediamo sia sostenibile ed, in ogni caso, la stessa Autorità pone la questione al Parlamento, essendo evidente un conflitto di interpretazione delle norme esistenti non risolvibile con semplici punti di vista giuridici.";

conclude l'Adepp "Anche noi chiediamo al Parlamento una soluzione della questione, in senso diametralmente opposto. Da anni sosteniamo un definitivo chiarimento sul nostro profilo di privatizzazione, sui controlli ai quali siamo sottoposti e sul nostro diritto, per il bene degli iscritti e nella massima trasparenza, a decidere in autonomia le procedure di gestione e gli impianti previdenziali e statutari";

una norma inserita nel decreto milleproroghe, in discussione alla Camera dei deputati (Atto Camera n. 4086) dopo essere stata approvata con il ricorso al voto di fiducia al Senato, ha sancito l'estensione a sette anni la durata in carica del presidente dell'Autorità, consentendo così a Giuseppe Brienza, nominato presidente dell'Avcp il 14 ottobre 2010, di restare in carica fino al 2017, anziché nell'agosto del 2011, allo scadere dei sette anni dalla nomina a consigliere, il 4 agosto 2010;

osservato che:

a quanto risulta all'interrogante, da presidente dell'Inpgi, Andrea Camporese versa la somma di circa 80 milioni di euro alla Hines Italia s.g.r di Manfredi Catella ed alla Persitalia Real Estate di Luca Parnasi per la costruzione della "Città del Sole", un ambizioso progetto per la riqualificazione della superficie dell'ex autorimessa Atac, sita in Roma a Via della Lega Lombarda;

l'amministratore delegato dell'Atac è Adalberto Bertucci, ex assesssore al comune di Roma, presidente Cpo di Roma, vice presidente Enpacl (cassa di previdenza dei consulenti del lavoro), pesantemente coinvolto nello scandalo "Parentopoli", per le allegre assunzioni di parenti ed amici all'azienda di trasporto pubblico locale, al di fuori dei concorsi di pubblica evidenza, che proprio sotto la sua gestione, ha visto peggiorare e deteriorare la qualità dei servizi offerti all'utenza;

Catella Manfredi, rappresentante di una famiglia di costruttori edili della provincia di Caltanissetta, il cui patrimonio è stimato attorno a 2,5 miliardi di euro, aveva affermato nel 2008 che in Italia è rischioso costruire per il probabile scoppio di una bolla immobiliare con un calo dei prezzi degli immobili, tra il 2010 ed il 2011, attorno al 30-40 per cento del loro valore;

Catella Manfredi, proprietaria della Coima Srl ed altre società assieme alla Holding di partecipazione finanziaria Domo Media, tramite la Hines Italia s.g.r., opera su Milano per la costruzione e la riqualificazione di zone centrali, in piena sintonia con alcune società del gruppo Ligresti, dopo che l'ingegner Salvatore è diventato socio della Hines Italia Fund;

per la ribattezzata "Città della sola", nomignolo attribuito da un gruppo di architetti romani al progetto di "riqualificazione" dell'ex autorimessa Atac di Via della Lega Lombarda a Roma, i soldi ed i rischi dell'investimento sarebbero a carico dell'Inpgi, mentre i guadagni andrebbero certamente a Catella Manfredi ed al nuovo socio Ligresti, che nonostante negli ultimi tempi sembra abbia perso lo smalto di un tempo per via della crisi del mercato immobiliare e per quella ancor più evidente del "capitalismo di relazione", continua ad esercitare il potere per le consolidate relazioni politiche ed economiche derivanti dai "salotti buoni", da Mediobanaca a Generali,

si chiede di sapere:

se risponda al vero che il presidente dell'Inpgi, Andrea Camporese, abbia versato la somma di circa 80 milioni di euro alla Hines Italia sgr di Manfredi Catella ed alla Persitalia Real Estate di Luca Parnasi per la costruzione della "Città del Sole", un ambizioso progetto per la riqualificazione della superficie dell'ex autorimessa Atac, sita in Roma a Via della Lega Lombarda e se il Governo condivida, per gli aspetti di propria competenza, i contenuti della segnalazione che l'AVCP ha inoltrato al Parlamento;

se l'amministratore delegato dell'Atac, ex assessore al comune di Roma, presidente Cpo di Roma, vice presidente Enpacl (cassa di previdenza dei consulenti del lavoro), sia lo stesso Adalberto Balducci, pesantemente coinvolto nello scandalo "Parentopoli", per le allegre assunzioni di parenti ed amici all'azienda di trasporto pubblico locale, al di fuori dei concorsi di pubblica evidenza, che, proprio sotto la sua gestione, ha visto peggiorare e deteriorare la qualità dei servizi offerti all'utenza;

se Catella Manfredi, rappresentante di una famiglia di costruttori edili della provincia di Caltanissetta, il cui patrimonio è stimato attorno a 2,5 miliardi di euro, sia la stessa che in una intervista del 2008 aveva affermato che in Italia è rischioso costruire per il probabile scoppio di una bolla immobiliare con un calo dei prezzi degli immobili, tra il 2010 ed il 2011, attorno al 30-40 per cento del loro valore nonché proprietaria della Coima Srl ed altre società assieme alla Holding di partecipazione finanziaria Domo Media;

se la Hines Italia sgr, sia la stessa società di gestione del risparmio che opera su Milano per la costruzione e la riqualificazione di zone centrali, in piena sintonia con alcune società del gruppo Ligresti, e se risponda al vero che l'ingegner Salvatore Ligresti, noto immobiliarista milanese, proprietario di immobili importanti ed imprese di assicurazioni, sia diventato socio della Hines Italia Fund;

se risponda al vero che per la realizzazione della "Città del Sole" i soldi ed i rischi dell'investimento sarebbero a carico dell'Inpgi, mentre i guadagni andrebbero certamente a Catella Manfredi ed al nuovo socio Ligresti;

quali siano i rapporti, diretti e/o indiretti tra Camporese, Catella Manfredi, Ligresti, e se il Governo non ritenga che sia arrivato il momento di fare luce su un capitalismo di relazioni che pone sempre a carico dei cittadini-contribuenti-utenti-consumatori i rischi di investimenti spesso azzardati del risparmio previdenziale ed i guadagni ai soliti predestinati;

quali misure urgenti il Governo intenda assumere per evitare che l'eventuale non sostenibilità attuariale di alcune casse privatizzate, che hanno effettuato investimenti in titoli tossici ed in spericolate operazioni immobiliari, possa essere addossata alla generalità dei contribuenti, quindi alla fiscalità generale.

(2-00310)

BELISARIO - Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

secondo una recente indagine realizzata dall'Istituto per gli affari sociali (Ias), in collaborazione con la Federazione italiana malattie rare Uniamo-Fimr onlus, Orphanet-Italia e Farmindustria, il costo medio mensile delle malattie rare, per le famiglie che si trovano a far fronte a queste patologie, supera i 500 euro, almeno nel caso di una famiglia su quattro, e può arrivare oltre i 2.000 euro;

dall'indagine emerge che le famiglie sotto la soglia di povertà sono più numerose della media italiana stimata dall'Istat nel 2009: se a queste si aggiungono le famiglie che possono essere considerate a forte rischio di povertà si arriva ad una percentuale del 35 per cento. Almeno il 20 per cento delle famiglie intervistate ha dovuto ricorrere ad un aiuto finanziario che, per più della metà dei casi, è stato offerto dai parenti;

i costi di assistenza e cura per le malattie rare, in termini di aiuto umano e tecnico, sono molto elevati, così come alti sono quelli dei pochi farmaci esistenti, in particolare dei farmaci orfani, così definiti perché le industrie farmaceutiche ne trascurano sviluppo e commercializzazione proprio in quanto prodotti destinati al trattamento di un ristretto numero di pazienti;

considerato che:

gran parte dei malati afflitti da queste patologie sono invisibili per il sistema sanitario nazionale, a causa del mancato inserimento di oltre un centinaio di malattie rare nell'allegato A del decreto ministeriale 279 del 2001, che contiene un elenco corrispondente comunque ad una piccola parte delle oltre 6.000 malattie rare ad oggi scoperte;

secondo una stima di Orphanet-Italia, nel 2004 il numero degli italiani affetti da malattie rare era pari a 1.500.000: ad oggi tale stima sarebbe ulteriormente salita, e si tratta di pazienti in gran parte sconosciuti alla sanità pubblica,

si chiede di sapere:

se il Governo intenda predisporre ed avviare un programma nazionale triennale sulle malattie rare;

se abbia intenzione di istituire un fondo nazionale per le malattie rare, che garantisca la ricerca e lo sviluppo dei farmaci orfani e l'accesso ad essi per i pazienti, affidando compiti consuntivi e propositivi sulla gestione del fondo a un comitato nazionale per le malattie rare da insediare presso il Ministero della salute, che coinvolga rappresentanti dello stesso Ministero e dei Ministeri dell'istruzione, università e ricerca e del lavoro e politiche sociali, dell'Istituto superiore di sanità, delle Regioni e delle associazioni di tutela dei malati;

se si ritenga che la defiscalizzazione della ricerca sui farmaci orfani possa incentivare le case farmaceutiche alla loro produzione e quindi se si voglia considerarla come un'iniziativa utile e perseguibile;

se abbia intenzione di attivarsi al fine di ottenere la disponibilità e gratuità dei farmaci, dei dispositivi medici e di quanto sia utile per la cura sintomatica e il trattamento dei pazienti afflitti da malattie rare.

(2-00311)

LANNUTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e della giustizia - Premesso che:

la "Carta dei doveri del giornalista", sottoscritta dal Consiglio nazionale dell'ordine dei giornalisti e dalla Federazione nazionale della stampa italiana l'8 luglio 1993, recita che: «Il lavoro del giornalista si ispira ai principi della libertà d'informazione e di opinione, sanciti dalla Costituzione italiana, ed è regolato dall'articolo 2 della legge n. 69 del 3 febbraio 1963: "È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, limitata dall'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e della buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori". Il rapporto di fiducia tra gli organi d'informazione e i cittadini è la base del lavoro di ogni giornalista. Per promuovere e rendere più saldo tale rapporto i giornalisti italiani sottoscrivono la seguente Carta dei doveri»;

nel capitolo "Incompatibilità" viene sancito che: «Il giornalista non può subordinare in alcun caso al profitto personale o di terzi le informazioni economiche o finanziarie di cui sia venuto comunque a conoscenza, non può turbare inoltre l'andamento del mercato diffondendo fatti e circostanze riferibili al proprio tornaconto. Il giornalista non può scrivere articoli o notizie relativi ad azioni sul cui andamento borsistico abbia direttamente o indirettamente un interesse finanziario, né può vendere o acquistare azioni delle quali si stia occupando professionalmente o debba occuparsi a breve termine. Il giornalista rifiuta pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, vacanze gratuite, trasferte, inviti a viaggi, regali, facilitazioni o prebende, da privati o da enti pubblici, che possano condizionare il suo lavoro e l'attività redazionale o ledere la sua credibilità e dignità professionale. Il giornalista non assume incarichi e responsabilità in contrasto con l'esercizio autonomo della professione, né può prestare il nome, la voce, l'immagine per iniziative pubblicitarie incompatibili con la tutela dell'autonomia professionale. Sono consentite invece, a titolo gratuito, analoghe prestazioni per iniziative pubblicitarie volte a fini sociali, umanitari, culturali, religiosi, artistici, sindacali o comunque prive di carattere speculativo»;

in un articolo pubblicato sul quotidiano "la Repubblica", cronaca di Roma il 22 febbraio 2011, Giovanna Vitale aggiunge un nuovo capitolo allo scandalo "parentopoli" che ha interessato il Sindaco e la Giunta di Roma in merito alle consulenze d'oro di «Glisenti, Cisnetto, Togni». Glisenti, «L'ex braccio destro della Moratti aprirà la kermesse al Palazzo dei congressi», dopo aver «già incassato 350mila euro». Ad Enrico Cisnetto, «ideatore di Cortina-Incontra», un festival dell'informazione a misura di potenti e di potentati economici che si svolge d'estate a Cortina sponsorizzato dalle grandi aziende, quali banche, compagnie telefoniche ed elettriche, assicurazioni, eccetera, andranno «580mila euro in 3 anni»;

si legge infatti: «Non sarà né un grande uomo di cultura né un personaggio illustre di Roma ad aprire la kermesse pensata da Alemanno per rilanciare la sua immagine di sindaco incrinata da Parentopoli e da un'azione amministrativa a dir poco controversa. Ad inaugurare la due giorni dell'Eur sarà infatti uno dei consulenti d' oro del Campidoglio, quel Paolo Glisenti che dopo aver fatto fortuna a Milano, da dove tuttavia è stato costretto a fuggire travolto dalle polemiche sull'Expo 2015, da circa un anno è il jolly di tutti i grandi eventi che si celebrano nella capitale. Anche qui, ovviamente, dietro lauto compenso: incassato da Letizia Moratti più di un milione di euro per le sue prestazioni professionali, da quando si è trasferito in riva al Tevere ha già fatturato qualcosa come 350mila euro. Sono bastati una decina di mesi a questo manager non ancora 60enne - il cui padre Giuseppe fondò la Dc insieme a La Pira e Dossetti per poi assurgere al vertice delle grandi aziende di Stato (Iri, Finmeccanica, Rai), mentre lui da bambino giocava con Luca Cordero di Montezemolo e a 30 anni era già caporedattore del Corsera - per diventare uno dei consiglieri più pagati e più ascoltati di Alemanno. Un impegno intenso e ben retribuito. In almeno tre tranche": 120mila euro sono arrivati subito dall'Ufficio comunicazione del Comune (Dipartimento XVII) per il Progetto Millennium, di cui ha allestito il sito Internet; altri 120mila dalla società Risorse per Roma, anche per curare la presentazione della candidatura olimpica di Roma; gli ultimi 100mila, sempre dalla società strumentale del Campidoglio, nell'ambito del mezzo milione stanziato dal gabinetto del sindaco per la kermesse dell'Eur. Ma Glisenti non è l'unico giornalista in servizio permanente effettivo alla corte di Alemanno. Ad aver conquistato una posizione di assoluto rilievo ce n' è infatti almeno un altro: Enrico Cisnetto, animatore in quel di Cortina del salotto cultural-mondano più ambito dell'estate insieme alla moglie Jole, addirittura in predicato di diventare assessore nell'ultimo rimpasto di giunta e pure lei "omaggiata" di un incarico, non si sa se e quanto ricompensato. Fatto sta che è proprio da quel palco sulle Dolomiti - dove Gianni, Isabella e persino la sorella-cognata Gabriella si esibiscono ogni anno a pomeriggi alterni - che è partito il dividendo per i Cisnetto's, pronti ora a sbarcare all'Ara Pacis con un'inedita edizione primaverile di Roma-Incontra. Ebbene, l'ex vice-direttore di Panorama è uno degli uomini di punta della cabina di regia istituita da Alemanno per i grandi eventi. E siccome il Comune, in quanto ente pubblico, non era in grado di offrirgli un contratto all'altezza delle suo cachet, Cisnetto ne ha ottenuti due per complessivi 580mila euro in tre anni (2009-2011): uno di consulenza dalla Fiera di Roma, l'altro dalla controllante Investimenti spa (partecipata da Camera di Commercio, Comune e Regione). Eccolo il meccanismo ideato dal Campidoglio per "nascondere" le consulenze: caricarle e spalmarle sulle società satelliti, così da renderle meno visibili. Così all'Ama è stato assoldato il pubblicitario Alessandro Incecchi: 90 mila euro per curare le campagne e le attività istituzionali dell'azienda dei rifiuti. Dove figura anche, per 111mila euro lordi, l'ex direttore del Dipartimento Ambiente Paolo Togni. Mentre da Zetema sono pagati altri due amici del sindaco: Angelo Mellone e Marcello Veneziani, 40mila euro a testa»;

nella stessa "Cronaca di Roma" del 22 febbraio spicca un articolo dossier in merito ad una stangata del Comune sulle famiglie romane che, secondo i calcoli del Partito democratico, pagherebbero 2.000 euro in più all'anno;

considerato che:

in un articolo intitolato "I segreti di Banca Italease", pubblicato sul settimanale "Il Mondo", venerdì 10 novembre 2006, quando già si presumeva il gioco di azzardo dei derivati e degli swap di banca Italease per gonfiare gli utili e le masse intermediate, Enrico Cisnetto, noto giornalista economico organizzatore di "Cortina-Incontra" e "Roma-Incontra", festival naturalmente sponsorizzati dalle più grandi imprese, banche e multinazionali, parlando del sistema bancario, aveva tessuto gli elogi di Massimo Faenza;

si legge nell'articolo: «"Trasparenza e professionalità distinguono Massimo Faenza. Se si dovesse votare oggi la miglior performance finanziaria italiana, Massimo Faenza e la sua Banca Italease avrebbero serie chance di vittoria. Risultati da primato, il valore di Borsa quadruplicato e un quarto trimestre 2006 che promette di essere il migliore della sua storia. Eppure tutti si chiedono cosa ci sia dietro gli ottimi risultati dell'istituto di credito specializzato nel leasing e controllato da un patto di sindacato tra banche popolari, fondi e società di assicurazioni. Specialmente dopo che il titolo (...) ha ricominciato la sua corsa, in barba alle nere profezie di molti analisti. Convincendo anche gli investitori esteri che guardano spesso con sospetto Piazza Affari, visto che i grandi fondi di Londra e New York hanno pagato 105 milioni di euro per accaparrarsi la quota - 3,2% su un totale del 7,2% - custodita dentro Antonveneta e messa in vendita dagli olandesi di Abn Amro. Ebbene, credo che il segreto di Banca Italease sia proprio nel non avere alcun segreto, se non quello di possedere un management di valore, che finora ha azzeccato tutte le scelte strategiche, e un business model rivelatosi vincente. Certo, un'ulteriore crescita adesso passerà giocoforza attraverso il risiko bancario e le integrazioni con realtà simili. Ma perché ci si ostina sempre a fare della dietrologia, davanti a quello che è un palese caso di ottima gestione?»,

si chiede di sapere:

se al Governo risulti che "Cortina-Incontra", evento organizzato ogni estate dal giornalista economico Enrico Cisnetto, iscritto all'ordine dei giornalisti, e dalla moglie Jole nella nota città sulle Dolimiti, sia finanziato e sponsorizzato dalle più grandi aziende e multinazionali operanti in Italia;

se sia vero che il giornalista professionista ospiti ogni anno, in occasione della manifestazione "Cortina-Incontra", il Sindaco di Roma, la moglie Isabella e persino la sorella-cognata Gabriella garantendo loro nelle varie giornate una presenza continuativa sul palco;

se risponda al vero che la Giunta Alemanno abbia già finanziato un'inedita edizione di "Roma-Incontra" organizzata dai Cisnetto, all'Ara Pacis, assegnando all'ex vice-direttore di "Panorama" il ruolo di regista per i grandi eventi;

se sia vero che siccome il Comune, in quanto ente pubblico, non poteva offrirgli un contratto all'altezza delle suo cachet, Cisnetto ne ha ottenuti due per complessivi 580.000 euro in tre anni (2009-2011), rispettivamente dalla Fiera di Roma e dalla controllante Investimenti SpA;

se, alla luce di quanto previsto dalla "Carta dei doveri del giornalista" nel capitolo "Incompatibilità", il giornalista Cisnetto sia ancora iscritto all'ordine professionale o se sia stata aperta un'istruttoria a suo carico da parte dell'ordine professionale, specie dopo aver lodato un bancarottiere come Massimo Faenza della banca Italease;

se l'ordine dei giornalisti cui è iscritto Paolo Glisenti abbia aperto un'istruttoria per evidente violazione della carta dei doveri del giornalista;

quali misure urgenti di competenza il Governo intenda assumere per evitare che possano essere sperperati denari pubblici, con le "allegre" consulenze elargite dalle municipalizzate del Comune di Roma a giornalisti ed amici degli amici, alcune sull'orlo della bancarotta, e che dovranno essere ripianate a carico delle famiglie con maggiori tasse, valutate circa 2.000 euro in più per l'anno 2011.

(2-00312)