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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 504 del 16/02/2011


BONINO (PD). Signora Presidente, signor Ministro, per limiti di tempo affronterò solamente due questioni. La prima è quella relativa ai rifugiati. Ogni crisi internazionale produce sempre ondate di rifugiati, ma questo non è un buon motivo per gridare all'emergenza né per paventare 80.000 sbarchi; inoltre, ho trovato del tutto fuori luogo, nel merito, nei toni e nel contenuto, la polemica con l'Europa, un evergreen. (Commenti del ministro Frattini). Non mi riferisco a lei, signor Ministro, ma al Governo nella sua diversa composizione. Un evergreen che ho trovato davvero incomprensibile. Innanzi tutto non si può parlare di un'Europa assente, perché quest'ultima e la Commissione europea agiscono nell'ambito dei Trattati e delle competenze loro attribuite dagli stessi, grazie alla "saggezza" dei 27 Stati membri. È indubbio che sono proprio questi ultimi ad aver sempre negato la possibilità di una politica europea di immigrazione.

L'Europa non è un elastico che tiriamo da una parte o dall'altra a nostro piacimento. Peraltro, questa fantomatica Europa che sembra quasi un marziano, un qualcosa con cui non abbiamo nulla a che fare e a cui non abbiamo niente da dire, ma che ogni tanto invochiamo, è la stessa - signor Ministro devo sottolinearlo - di cui non recepiamo la direttiva sui rimpatri, per un blitz della maggioranza nella legge comunitaria votata la settimana scorsa. (Applausi dal Gruppo PD).E' un modo di procedere non solo privo di coerenza, ma che ci pone in una situazione, se possibile, di ulteriore inaffidabilità.

Ancora: non ho capito cosa si intende per Europa assente. Cosa stiamo chiedendo all'Europa? Finanziamenti? Una condivisione dei rifugiati? Proprio poco fa il Ministro tedesco e quello francese hanno detto che l'Italia provvederà da sé. L'Italia oggi ha 7000 rifugiati. Vi ricordo che La Germania ne ha 40.000, la Francia 40.000, la Svezia 30.000, il Belgio 20.000: quindi, è inutile percorrere questa strada, se non per demagogia.

Inoltre, una parola sulle prospettive di medio-lungo termine. A mio avviso è l'intera regione che sarà scossa, Libia compresa, da questo grande sommovimento, che non so dove andrà a parare, ma è certo che Paesi come l'Algeria, la stessa Giordania - l'Iran ha appena iniziato - ed altri saranno coinvolti. Io le voglio solo ricordare che il piano Marshall, sempre invocato, non so da chi sostenuto economicamente - vedremo - non era un puro finanziamento per lo sviluppo, l'economia, la crescita e la stabilità, ma accompagnava un grande progetto istituzionale europeo, senza il quale, secondo me, non c'è alcuna politica mediterranea che tenga, e credo che il fallimento, e di Barcellona e dell'Unione per il Mediterraneo, lo abbiano dimostrato.

Infine, chi è sceso in piazza e chi continuerà a farlo non chiede solamente, signor Ministro, un finanziamento per lo sviluppo, l'economia, la crescita e la stabilità. Ahimè, la stabilità l'avevano anche prima, esattamente quella che hanno tentato di rovesciare. Quel che ha mosso milioni di persone è l'aspirazione alla libertà. (Applausi dal Gruppo PD). E se non riconosciamo che questo è il valore universale che muove le genti (come muove noi, muove anche loro), che non c'è un'eccezione araba alla democrazia e alla libertà, le proposte che faremo, puramente economiche, non verranno incontro alle motivazioni di fondo delle proteste in Tunisia, in Egitto, in Iran e in Libia.

Nulla vieta, anzi, sono benvenute, le iniziative bilaterali. Però io credo che la dimensione della crisi che abbiamo di fronte necessiti per lo meno una politica europea. Quindi, le azioni bilaterali non sono sostitutive di una politica europea, che è, quella sì, effettivamente carente. Sicché, libertà, democrazia, Stato di diritto: o aiutiamo anche in questi ambiti e sosteniamo con forza certi principi, oppure credo che ogni altra scorciatoia puramente economicista non sia all'altezza della domanda che quei popoli ci hanno rivolto. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Li Gotti e Serra).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Maraventano. Ne ha facoltà.