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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 504 del 16/02/2011


Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati.

Procediamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

CAFORIO (IdV). Signora Presidente, l'emendamento 1.1 si rende necessario per ripristinare quanto meno l'importo erogato nel precedente semestre con il decreto-legge n. 1 del 2010 per le iniziative e gli interventi di cooperazione a favore dell'Afghanistan, sottraendo risorse al significativo incremento di spesa a favore della Libia per l'azione di contrasto alla tratta di esseri umani, dal momento che non siamo ancora venuti a conoscenza né dell'impatto di tale impegno, inaugurato lo scorso semestre, né di una valutazione di prospettiva dello stesso.

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

BETTAMIO, relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.1, 1.5, 1.4 e 1.3. Chiedo ai presentatori degli emendamenti 1.2 e 1.6 se sono disponibili a ritirarli e a trasformarli in ordini del giorno, sui quali esprimerei parere favorevole.

PRESIDENTE. Chiedo ai senatori presentatori degli emendamenti in questione se accettano l'invito del relatore.

MARCENARO (PD). Sono d'accordo.

PEDICA (IdV). Anch'io sono d'accordo.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 1.2 e 1.6 sono pertanto ritirati e trasformati negli ordini del giorno G1.2 e G1.6.

COSSIGA, sottosegretario di Stato per la difesa. Esprimo parere conforme a quello del relatore sugli emendamenti e accolgo gli ordini del giorno G1.2 e G1.6

PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 1.1 è improcedibile.

Metto ai voti l'emendamento 1.5, presentato dal senatore Tonini e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.4.

PERDUCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signora Presidente, voglio spiegare brevemente il senso degli emendamenti presentati (pochi, per la verità), tenuto conto che il provvedimento in esame è diventato una sorta di decreto-legge milleproroghe-bis. Vengono distribuiti finanziamenti a destra e a manca per progetti che, alle volte, come per esempio nel caso del comma 4 dell'articolo 1, hanno a che fare con l'argomento in questione, altre volte vanno a finanziare iniziative totalmente al di fuori delle missioni internazionali (ma è questione su cui tornerò).

In particolare, il comma 4 originario dell'articolo 1 recitava: «Nell'ambito dello stanziamento di cui al comma 1, relativo alle iniziative di cooperazione allo sviluppo, si provvede all'organizzazione di una conferenza regionale della società civile per l'Afghanistan, in collaborazione con la rete di organizzazioni non governative Afgane», mentre nella versione approvata dalla Camera si va a finanziare la «realizzazione di una "Casa della società civile" a Kabul, quale centro culturale per lo sviluppo di rapporti tra l'Italia e l'Afghanistan, anche al fine di sviluppare gli esiti della conferenza regionale di cui all'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 1º gennaio 2010, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2010, n. 30». Ma lo stanziamento già figurava nel decreto del 1° gennaio dello scorso anno. In quella data abbiamo già deciso di creare questa Casa del popolo afgano. Poi però non è successo più nulla e, dal momento che nel corso della discussione non è stata data risposta a questa domanda oltre che dal modo con cui è stato formulato questo comma, desumo che questa «Casa della società civile» a Kabul non è stata realizzata, pur prevedendosi uno stanziamento a questo scopo. Siccome già in diversi, sia del centrodestra, del centrosinistra e del centro, abbiamo notato che solo il 4 per cento dello stanziamento per questo provvedimento viene destinato ad iniziative di carattere civile, occorre che almeno i pochissimi soldi previsti vengano effettivamente spesi per i motivi per i quali si ritiene debbano essere spesi.

Pertanto, mantengo il mio emendamento e conseguentemente chiedo di porlo in votazione.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.4, presentato dai senatori Perduca e Poretti.

Non è approvato.

Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G1.2 e G1.6 non verranno posti ai voti.

Metto ai voti l'emendamento 1.3, presentato dal senatore Pedica e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che si intendono illustrati e sui quali invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

BETTAMIO, relatore. Esprimo parere contrario sull'emendamento 2.7. L'emendamento 2.1 è improcedibile.

Sugli emendamenti 2.2 e 2.8, che sono sostanzialmente identici, esprimerei parere favorevole qualora venissero trasformati dai presentatori in ordini del giorno.

Infine, il parere è contrario sugli emendamenti 2.3, 2.4, nonché sugli emendamenti 2.5 e 2.6, che sono identici.

PRESIDENTE. Chiedo ai senatori Pedica e Marcenaro se accettano l'invito del relatore a trasformare gli emendamenti 2.2 e 2.8 in un ordine del giorno.

PEDICA (IdV). Accetto l'invito.

MARCENARO (PD). Anch'io accetto l'invito.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 2.2 e 2.8 sono pertanto ritirati e trasformati nell'ordine del giorno G2.2.

COSSIGA, sottosegretario di Stato per la difesa. Esprimo parere conforme a quello del relatore e accolgo l'ordine del giorno G2.2.

Presidenza del vice presidente CHITI (ore 18,04)

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.7, presentato dal senatore Tonini e da altri senatori.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 2.1 è improcedibile.

Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.2 non verrà posto ai voti.

Metto ai voti l'emendamento 2.3, presentato dal senatore Pedica e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.4, presentato dal senatore Pedica e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.5, identico all'emendamento 2.6.

PERDUCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signor Presidente, il comma 11 stanziava 1.300.000 euro per garantire il contributo italiano al rafforzamento della cooperazione regionale nella area dei Balcani, dandone 300.000 al Fondo di Iniziativa adriatico-ionica che finanziamo ogni sei mesi, ma le cui attività restano abbastanza sconosciute ai più, e 1.000.000 invece per la partecipazione italiana al Fondo fiduciario InCE, istituito presso la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, che magari è una iniziativa meritoria. Con il comma 11-bis ritorniamo a quanto dicevo poco fa, e cioè al fatto che, con la trasformazione di questo provvedimento in una sorta di milleproroghe, ci siamo dimenticati di non aver dato 250.000 euro al Comitato atlantico italiano.

Il senatore Caforio ha ampiamente illustrato, durante la discussione generale, che cosa sia detto Comitato, ossia un qualcosa che nessuno può sapere. Se infatti si va a visitare la pagina Internet del Comitato stesso, si vedrà che le attività sono aggiornate al 2009 e che si tratta per lo più di incontri o addirittura assegnazioni di premi, onorificenze, benemerenze a questo e quello.

La cosa che però ritengo essere scandalosa è che il presidente del Comitato atlantico italiano è un parlamentare della Repubblica, il deputato La Loggia. Il comma 11-bis è stato inserito alla Camera. Va bene?

Oggi, parlando di promozione di pace nel mondo, ci troviamo a regalare 250.000 euro a un ente che non esiste, gestito da qualcuno che magari è il primo firmatario dell'emendamento che ha introdotto il comma 11-bis. Vorrei consegnare alla memoria del nostro dibattito tutto quanto, perché poi ci si meraviglia, per esempio, se la piazza tunisina o la piazza egiziana si rivoltano contro i propri tiranni, perché i soldi che si dovrebbero dedicare allo studio delle situazioni sul campo vengono usati per fare dei piaceri agli amici, i quali neanche si preoccupano di certificare il modo con cui vengono spesi.

Lascio al buon senso la richiesta, che non verrà dalla mia mano, del voto elettronico su questo emendamento. Se la richiesta del voto elettronico non verrà, allora vuol dire che il buon senso sta abbandonando anche quest'Aula.

PRESIDENTE. Senatore Perduca, mi faccia capire. Lei chiede il voto elettronico (e quindi dispongo la verifica del sostegno), oppure non lo chiede, ma lo auspica?

PERDUCA (PD). Ricordo che abbiamo adottato un decreto milleproroghe con la fiducia su un maxiemendamento all'interno del quale è rientrato tutto tranne qualche briciola che stiamo recuperando con questo provvedimento. Ricordo altresì che in molti continuano a stracciarsi le vesti perché questo Parlamento è ormai esautorato delle proprie prerogative. Inoltre, quando si fanno dibattiti di politica estera partecipano esclusivamente gli appartenenti alle opposizioni, all'interno delle quali le posizioni non sono uguali.

Per tutte queste ragioni io, che ho partecipato a tutto ciò a cui si doveva prendere parte contro il Governo Berlusconi (malgrado la stampa scriva che i voti dei radicali sono ormai stati comprati dal Presidente del Consiglio), auspico che emerga il buon senso dalla parte di chi invece ritiene che alcune affermazioni stampa siano vere e - quindi - che venga fatta la richiesta di voto elettronico.

SCANU (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCANU (PD). Signor Presidente, se l'intervento del collega Perduca era finalizzato a sollecitare il Partito Democratico per una aperta, evidente espressione di voto, egli sarà accontentato. Il Gruppo del Partito Democratico è favorevole alla sottoscrizione di questo emendamento. Si vede che devo fare il maestrino. Essendo favorevole, e se è vero che il collega Perduca aveva bisogno di conoscere il nostro orientamento, per coerenza non dovrebbe essere necessario il voto elettronico.

D'AMBROSIO (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'AMBROSIO (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico. (Applausi delle senatrici Poretti e Sbarbati).

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Ambrosio, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.5, presentato dal senatore Pedica e da altri senatori, identico all'emendamento 2.6, presentato dai senatori Perduca e Poretti.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).