GRANAIOLA (PD). Signor Presidente, mi è sembrato doveroso, al fine di pervenire al riconoscimento della causa di servizio e di adeguati indennizzi al personale italiano che a seguito di missioni abbia contratto infermità o patologie tumorali per le particolari condizioni ambientali od operative, comprendere l'esposizione all'uranio impoverito e soprattutto alle nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico.
La convinzione dell'importanza di questa precisazione mi viene dalle numerose sollecitazioni pervenutami dai familiari dei ragazzi deceduti e soprattutto da una sentenza del TAR di Napoli e dalla relazione presentata in Commissione dalla dottoressa Gatti, ricercatrice dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, che da oltre dieci anni sta studiando gli effetti delle polveri inorganiche di dimensioni da micrometriche ad ultrafini sull'organismo umano. La tecnica usata è l'unica in grado di identificare la chimica delle polveri trovate e di rintracciarle anche nelle matrici ambientali.
La dottoressa Gatti ha investigato anche i tessuti patologici di militari reduci dai Balcani, dall'Iraq e dall'Afghanistan. In quasi tutti i soldati indagati ammalati o deceduti si sono identificate polveri inorganiche di dimensioni nanometriche. Una spiegazione del tutto possibile è legata all'esplosione di bombe ad alta tecnologia e segnatamente quelle all'uranio impoverito, al tungsteno ed altre di nuova generazione che si caratterizzano per l'elevata temperatura generata (oltre 3.000 gradi). Il calore fonde il bersaglio e in parte lo vaporizza, generando così degli aerosol di polveri sottili ed ultrasottili.
L'inalazione o l'ingestione di cibi contaminati da queste polveri immette nell'organismo processi flogistici che generano tumori, perché è ovvio che la circolazione porta queste polveri in tutto il corpo, compresi linfonodi, gonadi e cervello. Molti reduci hanno sviluppato tumori ai testicoli e le loro compagne sono state colpite dalla cosiddetta "malattia del seme urente".
Nel giugno scorso la dottoressa Gatti è stata invitata dalle autorità statunitensi competenti ad un workshop della NATO per presentare un seminario dal titolo «Nanoparticelle: una nuova forma di terrorismo?».
Vogliamo una volta tanto pensare seriamente a tutti quei ragazzi che hanno perso la vita e alle loro famiglie che ancora li piangono e non sono state minimamente indennizzate? (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.