PRESIDENTE. All'articolo 3 del decreto-legge (Regime degli interventi) non sono riferiti emendamenti. Passa all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 4 del decreto-legge (Missioni internazionali delle Forze armate e di polizia).
GAMBA, relatore. E' contrario agli emendamenti e all'ordine del giorno G4.100.
COSSIGA, sottosegretario di Stato per la difesa. Si associa al parere del relatore.
PEDICA (IdV). Dichiara voto favorevole all'emendamento 4.1 soppressivo del comma che riguarda la missione ISAF. L'intervento militare in Afghanistan, deliberato in violazione dell'articolo 11 della Costituzione, per il quale l'Italia ha speso oltre tre miliardi di euro, si è rivelato fallimentare: i talebani sono minacciosi, le elezioni sono state inficiate da brogli, il Governo locale è corrotto, le condizioni della popolazione non sono migliorate.
PERDUCA (PD). Voterà contro l'emendamento 4.1 perché il ritiro delle truppe non è una risposta politica alla difficile situazione afgana. La missione è necessaria a diffondere la cultura dei diritti umani e ad affrontare la questione della coltura e della commercializzazione dell'oppio.
TONINI (PD). Il Gruppo è contrario all'emendamento 4.1 e chiede all'Italia dei Valori di ritirarlo.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore PEDICA (IdV), il Senato respinge l'emendamento 4.1. E' quindi respinto l'emendamento 4.5.
PERDUCA (PD). L'emendamento 4.3 sopprime invece il comma che rifinanzia la missione a Cipro: si tratta di un intervento che risale al 1964, che impegna caschi blu dell'ONU in territorio europeo e che vede la partecipazione di quattro carabinieri italiani al controllo del cessate il fuoco.
TONINI (PD). Condivide le ragioni di merito dell'emendamento, ma chiede al senatore Perduca di ritirarlo per senso di responsabilità. Il Governo si è comunque impegnato a presentare al Parlamento una valutazione puntuale delle singole missioni. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Gamba).
PERDUCA (PD). Accoglie l'invito e ritira l'emendamento 4.3, ma ricorda che nella scorsa legislatura l'allora opposizione di centrodestra non manifestò analogo senso di responsabilità. (Applausi dal Gruppo PD).
Il Senato respinge l'emendamento 4.2.
TORRI (LNP). Annuncia l'astensione della Lega Nord sull'emendamento 4.4 ritenendo che sia preferibile destinare a operazioni di intelligence le risorse ulteriori che il decreto-legge destina alla celebrazione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. (Applausi dal Gruppo LNP).
PERDUCA (PD). Dichiara voto favorevole all'emendamento 4.4 ritenendo che le risorse destinate all'organizzazione di una parata per celebrare l'anniversario dell'unità d'Italia potrebbero essere spese più utilmente per risarcire le famiglie dei militari che si sono ammalati a causa dell'uranio impoverito o delle massicce vaccinazioni. (Applausi della senatrice Poretti).
Il Senato respinge l'emendamento 4.4.
CAFORIO (IdV). Nel dichiarare voto favorevole all'ordine del giorno G4.100, sottolinea la coerenza del Gruppo dell'Italia dei Valori che non ha mai chiesto di uscire dalla NATO ma ha sempre contestato la compatibilità costituzionale della missione in Afghanistan e sollecitato una strategia di uscita dal conflitto. Dopo nove anni dall'inizio di ISAF i talebani non sono stati sconfitti, la corruzione dilaga, la produzione di oppio è aumentata ed è cresciuto il numero di vittime civili.
TONINI (PD). Invita l'Italia dei Valori a ritirare l'ordine del giorno, diversamente il PD voterà contro. Il presidente Obama ha operato una distinzione tra la missione in Iraq, per la quale è stato programmato un ritiro del contingente, e la missione in Afghanistan che ha seguito l'attacco alle torri gemelle. La strategia di ISAF è quella di una progressiva messa in sicurezza del territorio: il ritiro unilaterale del contingente italiano è inconcepibile all'interno del sistema di alleanze in cui il Paese è inserito. (Applausi dal Gruppo PD).
BELISARIO (IdV). Il Gruppo, che non mette in questione il sistema di alleanze internazionali in cui l'Italia è collocata, non ritira l'ordine del giorno. (Applausi dal Gruppo IdV).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CAFORIO (IdV), il Senato respinge l'ordine del giorno G4.100.
PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5 (Disposizioni in materia di personale) del decreto-legge, ricordando che sugli emendamenti 5.7, 5.2 e 5.5 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
GRANAIOLA (PD). L'emendamento 5.5 è volto a comprendere i soggetti esposti all'uranio impoverito e alle nanoparticelle di minerali pesanti provenienti dalle esplosioni di materiale bellico tra i soggetti interessati al riconoscimento delle cause di servizio e dei relativi indennizzi. (Applausi dal Gruppo PD).
GAMBA, relatore. Invita a ritirare l'emendamento 5.8 perché la Camera ha adottato una formulazione che già prevede forme più ampie di riconoscimento della causa di servizio e dei relativi indennizzi. È condivisibile l'intento dell'emendamento 5.6, ma non la copertura finanziaria individuata, pertanto ne propone la trasformazione in ordine del giorno. Esprime parere contrario sui restanti emendamenti.
COSSIGA, sottosegretario di Stato per la difesa. Il Governo concorda con il relatore. In particolare, per quanto riguarda l'emendamento 5.8, il Governo si attiverà affinché gli atti discendenti dal decreto-legge in esame consentano di realizzare l'obiettivo proposto.
PERDUCA (PD). Ritira l'emendamento 5.5. Accoglie l'invito a trasformare in ordine del giorno l'emendamento 5.6, pur invitando a prendere in considerazione l'opportunità di praticare ulteriori riduzioni selettive della spesa pubblica per far fronte a necessità connesse ad assicurare la presenza italiana nello scenario internazionale.
PRESIDENTE. Invita a formalizzare il testo dell'ordine del giorno.
Il Senato respinge gli emendamenti 5.4 e 5.3.
CASSON (PD). Sottoscrive l'emendamento 5.8. Le spiegazioni fornite dal relatore sono giuste, perché le modifiche apportate dalla Camera hanno ampliato la platea degli aventi diritto agli indennizzi, essendo venuta meno la necessità di dimostrare il nesso casuale tra l'esposizione all'uranio impoverito o alle nano-particelle prodotte dall'esplosione di materiale bellico e l'insorgere della patologia. Annuncia la trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento 5.8.
GAMBA, relatore. Auspica l'accoglimento dell'ordine del giorno da parte del Governo.
GIARETTA (PD). Aggiunge la propria firma all'emendamento 5.8 ed al successivo ordine del giorno e ricorda che tra le patologie tumorali su cui si intende intervenire ci sono anche quelle legate all'esposizione al radon.
COSSIGA, sottosegretario di Stato per la difesa. Il Governo condivide l'obiettivo di rendere possibile la corretta erogazione degli indennizzi; tuttavia, poiché la problematica investe considerazioni di ordine scientifico, oltre che giuridico e amministrativo, è disponibile ad accogliere un ordine del giorno formulato in termini ampi.
CAFORIO (IdV). Sottoscrive assieme al Gruppo IdV l'emendamento 5.8.
PRESIDENTE. Dispone l'accantonamento degli emendamenti 5.6 e 5.8 al fine di procedere alla predisposizione dei relativi ordini del giorno. Gli emendamenti 5.7 e 5.2 sono improcedibili.
Passa all'esame dell'emendamento e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 6 (Disposizioni in materia penale) del decreto-legge.
DI GIOVAN PAOLO (PD). Sulla base dell'impegno del relatore a procedere all'approvazione del provvedimento di riordino del codice penale militare, vi è la disponibilità a ritirare l'emendamento 6.1, volto ad ancorare le ipotesi di non punibilità dei militari non, come ora, alle regole d'ingaggio, ma ad un preciso quadro normativo, individuandolo all'interno del codice penale militare.