l'interrogante è venuto a conoscenza della situazione di estremo disagio e pericolosità esistente all'interno della casa circondariale di Brescia;
a fronte di una capienza regolamentare di 206 posti, risultano esser detenuti ben 542 individui dei quali 201 in attesa di giudizio;
tra i suddetti detenuti 313 sono stranieri: gli stati di provenienza maggiormente rappresentati sono il Marocco con 95 detenuti, l'Albania con 48, la Tunisia con 56, la Romania con 28;
come appreso dalla stampa, alcuni avvocati penalisti avrebbero presentato un esposto in procura, e la Presidente della Corte d'appello di Brescia avrebbe definito la situazione della casa circondariale in questione allarmante;
considerato che:
il carcere necessita di urgentissimi ed importanti interventi di ristrutturazione, che dovrebbero interessare tutte le strutture interne, quali le celle di detenzione, i corridoi, le sale adibite ai servizi interni, gli spazi di passaggio;
nelle pressoché perenni condizioni di sovraffollamento della struttura carceraria, si riescono ad operare esclusivamente piccole ristrutturazioni d'emergenza;
in celle da 15 metri quadrati sono raccolti sino a 6 detenuti, con servizi igienici che misurano poche decine di centimetri, pertanto non sono garantite condizioni di vivibilità né ai reclusi né agli operatori;
gli operatori della casa circondariale protestano da tempo affinché siano eliminate, o quanto meno limitate, le ormai davvero insostenibili difficoltà lavorative vissute quotidianamente, quali il dover sopportare turni in condizioni di notevole stress psicofisico che finisce, peraltro, per determinare l'aumento della percentuale di assenza degli operatori stessi dal servizio;
risulta all'interrogante che sia stato interrotto anche il servizio di prestito dei libri;
considerato che:
il livello del degrado raggiunto all'interno della casa circondariale di Brescia offende la dignità umana, e la mancanza di spazi adeguati determina condizioni di inciviltà della detenzione;
le incredibili carenze denunciate comportano il mancato rispetto delle norme riguardanti le misure detentive e, più in generale, anche di quelle sulla sicurezza sul lavoro, rappresentando la negazione dei più elementari diritti del personale previsti dalle vigenti normative in materia e dai contratti,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato nelle premesse e nei considerata;
quali iniziative intenda porre in essere al fine di riportare la legalità all'interno della casa circondariale di Brescia, con particolare riferimento ai casi di violazione dei più basilari diritti dei detenuti e delle norme riguardanti la sicurezza sul lavoro;
se le questioni evidenziate dall'interrogante - quali sovraffollamento, carenza di personale addetto alla sorveglianza, fatiscenza delle strutture - non siano pregiudizievoli del livello di sicurezza della struttura stessa.
(4-04588)