Dichiarazione di voto del senatore Galioto sul disegno di legge n. 2537
Signor Presidente, colleghi in un contesto sociale internazionale così variegato, contraddittorio e sempre più esplosivo, riteniamo che la partecipazione alle missioni di pace sia importante e da sostenere con convinzione e determinazione. Del resto, la nostra posizione è sempre stata a favore del sostegno delle missioni in quelle aree "calde" in cui la stabilità sociale e politica è fortemente a rischio, con ripercussioni profonde sulle popolazioni locali e conseguentemente sulla politica internazionale.
In questa sede, mi sembra inoltre necessario rivolgere un apprezzamento alla professionalità e alle doti umane, davvero eccezionali, con le quali i nostri militari, ma anche tutto il personale civile, anch'esso indispensabile in missioni di questo tipo, si cimentano in quei teatri così difficili. Territori devastati che richiedono un forte e costante contributo per la promozione dei diritti della persona, della pace e, mi permetto anche di dire, della cultura. Di quella cultura che sarà propria delle giovani generazioni e che forse è lo strumento chiave per far sì che il mondo riesca a ritrovare le ragioni della pace rispetto a quelle della guerra.
In tale contesto è doveroso anche richiamare alla nostra attenzione la memoria di quanti, fra i nostri militari, in quei territori hanno perso la vita, nel compiere, con onore e con coraggio, il loro dovere e la loro missione.
Pertanto, noi esprimiamo un parere favorevole sulla necessità della cooperazione fra i popoli, forti della professionalità che i nostri uomini e le nostre donne hanno e dei valori che continueranno a portare nei vari teatri dove sono presenti, nei quali, la presenza di una missione militare di pace, è l'unica alternativa a una vita di soprusi, illegalità e sofferenze, perpretati in nome di chissà quale ideologia politico/religiosa.
Detto ciò, Signor Presidente, non posso esimermi dall'invitare il Governo, a valutare opportune azioni legislative affinché il Parlamento non sia continuamente impegnato ad approvare questi rifinanziamenti. Per tali attività internazionali è infatti possibile, e preferibile, prevedere un finanziamento annuale, visto che il continuo impegno di tempi e risorse parlamentari, che si sottraggono ad altri provvedimenti, non è certo di alcuna utilità al Paese e al funzionamento delle istituzioni.