MAZZATORTA (LNP). Signor Presidente, colleghi, signor Ministro, desidero innanzitutto ringraziare il Ministro per l'esauriente relazione che ha svolto in ordine sia all'azione dell'Esecutivo sul governo dei flussi migratori sia in ordine alla fase d'avvio delle domande di nulla osta al lavoro per i lavoratori extracomunitari non stagionali conclusasi pochi giorni fa.
Da parte nostra, abbiamo rilevato in questa Aula dei toni pacati, diversamente da quanto letto in questi giorni. Questo decreto flussi è stato definito in vari modi: «disperata lotteria », «roulette russa», «ipocrita lotteria», «sanatoria mascherata». Abbiamo sentito toni assolutamente esagerati e fuori luogo da parte di alcuni sindacati - mi riferisco alla CGIL - che hanno visto in questa procedura, appunto, una sorta di ipocrita lotteria. La realtà è che questa procedura, codificata dalla legge sull'immigrazione (la legge Turco-Napolitano del 1998 già prevedeva questo meccanismo), come ha ricordato il Ministro, si è già svolta nel 2007 in maniera assolutamente analoga. Allora arrivarono 750.000 domande, a differenza di quanto è avvenuto nel quadro della procedura attuale, che ha visto affluire circa 396.000 domande.
Quel sistema ha funzionato allora e ha funzionato perfettamente in questa occasione. Francamente, non abbiamo visto riportare, nelle rassegne dei giornali di allora, dichiarazioni analoghe a quelle di oggi, e definire la procedura «ipocrita lotteria» o «roulette russa». Questo fa capire che spesso sul fenomeno immigrazione c'è strumentalizzazione da parte di alcuni partiti di centrosinistra. (Commenti del senatore Perduca). Quando il Ministro dell'interno si chiama Giuliano Amato, questi ultimi dicono (se vuole le leggo anche il comunicato stampa del 2007): «Il sistema messo a punto dal ministro dell'interno Amato per il decreto flussi sta funzionando perfettamente». Se allora funzionava perfettamente, credo che abbia funzionato perfettamente anche oggi.
Non abbiamo sentito i toni esasperati che qualche direttore della Caritas ha voluto rivolgerci in questi giorni. Abbiamo letto le dichiarazioni di don Pistolato, direttore della Caritas di Venezia, che ha detto che il decreto flussi 2010 apre un conflitto etnico e umano insieme. In seguito, il capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori Donadi ha dichiarato che mettere la propria firma sotto quel decreto flussi è in questo momento inopportuno e sbagliato.
Anche in questo caso si esasperano i toni in modo che, francamente, ci pare assurdo. È una procedura che serve proprio a consentire ai datori di lavoro, alle imprese e alle famiglie di richiedere nominativamente l'ingresso di nuovi lavoratori stranieri. Dunque, siamo lontani da procedure di sanatoria: non sono domande di emersione del lavoro nero. Il decreto flussi serve per l'ingresso di nuovi lavoratori stranieri, richiesti - ripeto - nominativamente, e non è possibile sanare la posizione di uno straniero che sia entrato illegalmente nel nostro territorio attraverso la sua diretta assunzione ad opera di un datore di lavoro.
È stato poi detto dal collega D'Alia che occorre riflettere sul meccanismo di determinazione dei flussi. Su questo punto, francamente, siamo pronti a confrontarci, anche perché ancora oggi non comprendiamo - collega Livi Bacci, dopo ascolteremo le sue parole - quale sia la posizione del partito principale dell'opposizione. Abbiamo da un lato ascoltato la posizione dell'Italia dei Valori, che parla di un recupero del disegno di legge Amato-Ferrero, quindi della procedura dello sponsor e addirittura del permesso di soggiorno per la ricerca di lavoro, e dall'altra parte abbiamo visto il documento del Partito Democratico approvato a Busto Arsizio nel novembre 2010 nel quale si parla di una politica migratoria selettiva e di una ammissibilità degli immigrati nel nostro territorio legata - leggo dal documento - a una valutazione delle caratteristiche degli immigrati, perché venire e, ancora più, restare in Italia è una opportunità e non un diritto.
Noi siamo attenti alla posizione del principale partito di opposizione e cerchiamo di capire se prevarrà una posizione massimalista, che consente gli ingressi senza nessuna regola e un minimo di rigore, oppure se prevarrà invece un ragionamento di meccanismo selettivo che possa anche superare quello del click day, che si basa su un ordine cronologico di arrivo delle richieste. Su questo punto avevamo proposto il permesso di soggiorno a punti, cercando di sviluppare quel sistema a punti che in altri Paesi (in Canada, in Australia, in Nuova Zelanda, ma anche in Danimarca e in Repubblica Ceca ultimamente) sta funzionando bene. Quindi, siamo pronti anche a un dibattito parlamentare su questo tema.
Termino il mio intervento, signor Ministro, ribadendo innanzitutto il nostro appoggio alla sua azione di governo e stigmatizzando quello che è avvenuto nella città di Brescia pochi giorni fa, dove un gruppo di immigrati, al grido "diritti per tutti", voleva invadere la prefettura e ha scatenato dei violenti tumulti, cercando di forzare anche il cordone che era stato creato dalle forze di polizia attorno alla prefettura. Questi immigrati si rifacevano alla famosa direttiva rimpatri, ma anche su questo tema ci vorrebbe un po' di coerenza.
Quest'ultima - mi ricordo - venne definita una direttiva della vergogna dalla sinistra, perché introduceva il termine di 18 mesi per il trattenimento nei CIE. Mi ricordo l'appello dei soliti Moni Ovadia e di tutti quegli intellettuali di sinistra che dicevano che quella direttiva era una vergogna, e nel Parlamento europeo molti deputati europei, anche radicali, votarono contro questa direttiva. Adesso quest'ultima è diventata la direttiva assolutamente principe da portare ad esempio di come la legislazione comunitaria debba prevalere sulla legislazione italiana.
Purtroppo non accadrà questo, e noi sosterremo qualsiasi iniziativa del Governo su questo tema. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Livi Bacci. Ne ha facoltà.