D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Signor Presidente, signor Ministro, anche noi la ringraziamo per i dati che ci ha fornito e per la sua puntuale relazione sulla vicenda della procedura di emersione del lavoro irregolare (quella che, come lei ricordava, nasce dalla legge n. 102 del 2009) e sui criteri relativi alle modalità attraverso cui il Governo ha definito le quote e i decreti flussi.
Non intendo fare degli appunti o delle considerazioni specifiche che riguardino i click day e l'efficienza di questo sistema o i numeri relativi alla determinazione delle quote di ingresso o altri aspetti; penso però che, proprio in ragione dei dati che lei ci ha fornito, sia arrivato il momento di fare una riflessione sul funzionamento della disciplina che riguarda l'immigrazione nel suo complesso, cioè sia con riferimento alla legge Turco-Napolitano che con riferimento alle modifiche introdotte agli inizi della XIV legislatura.
Se infatti guardiamo ai dati relativi alle regolarizzazioni, a quelle che impropriamente sono state definite sanatorie, notiamo che nel 2002 (l'anno in cui fu approvata la legge cosiddetta Bossi-Fini) furono attuate le prime azioni volte all'emersione di lavoro extracomunitario irregolare, da cui risultò che i lavoratori irregolari ammontavano a circa 650.000 unità, anche se si trattava di soggetti che avevano titolo perché svolgevano un rapporto di lavoro. Quindi, vi era un presupposto che non legittimava una sanatoria indiscriminata, ma che consentiva l'emersione di lavoro nero extracomunitario e che certificava che il meccanismo di incontro fra la domanda e l'offerta di lavoro extracomunitario e il sistema di controlli, allora contenuti nella legge Turco-Napolitano soltanto, non avevano funzionato.
Se, infatti, in quel periodo il Ministero dell'interno, l'amministrazione dello Stato, ha censito 650.000 lavoratori irregolari che avevano titolo perché svolgevano comunque un rapporto di lavoro e quindi erano comunque integrati in un circuito virtuoso di legalità, significava che quel sistema di regolamentazione dell'immigrazione non funzionava.
Se guardiamo i dati del 2007, cui lei stesso, onorevole Ministro, ha accennato e che riguardano il maxidecreto flussi messo a punto all'epoca dal Governo Prodi, ci rendiamo conto che quel decreto flussi fu utilizzato come sanatoria mascherata, tanto è vero che attraverso quel decreto flussi sono state impropriamente regolarizzate circa 350.000 unità di lavoratori extracomunitari, cioè di soggetti che attraverso una procedura predeterminata per l'ingresso legale hanno trovato una loro sistemazione pur non essendo, se dobbiamo essere chiari fino in fondo, fisicamente fuori dal territorio nazionale e, quindi, soggetti alla disciplina che ne prevede l'ingresso attraverso la procedura prevista dalla legge Bossi-Fini.
Oggi, noi leggiamo che dai dati che riguardano la procedura di emersione del lavoro irregolare extracomunitario - parziali, perché, sbagliando, voi avete consentito solo ad alcune categorie di lavoratori extracomunitari irregolari di accedere alla procedura di emersione - risulta che sono state presentate quasi 300.000 domande di emersione, e che ne sono state accolte circa 215.000. Tutto questo sta a significare che nel giro di due anni il sistema ha prodotto una sacca di irregolarità forte, se la consideriamo con riferimento ai rapporti di lavoro, cioè persone extracomunitarie irregolari che si trovano in Italia non per delinquere, non per non fare nulla, ma che hanno ed avevano un rapporto di lavoro in nero, che volevano integrarsi, ai quali la legge non consentiva e non consente di mettersi nelle condizioni di lavorare in regola e, quindi, di fare il loro mestiere in serenità all'interno della comunità nazionale.
Questi dati sono confermati anche dalla programmazione dei flussi, dai dati relativi ai decreti flussi e alle domande presentate nel 2009 e nel 2010. Lei molto opportunamente ha fatto fare una correzione di rotta al suo partito in ordine alla proposta di bloccare gli ingressi, quasi che l'offerta e la domanda di lavoro extracomunitario fossero, in qualche modo, cristallizzate o sterilizzate dalla crisi economica. I dati che lei ci ha fornito dicono infatti l'esatto opposto, e noi prendiamo atto che su questo tema la Lega ha cambiato opinione.
Resta però il punto centrale della vicenda, che è il meccanismo d'ingresso dei cittadini extracomunitari, che giustamente premia coloro i quali provengono da Paesi che hanno accordi di cooperazione con il nostro Paese. Esso però non funziona e produce irregolarità, e non soltanto quella quota fisiologica di irregolarità che poi alimenta la popolazione carceraria. Su questo tema, signor Ministro, credo che il ministro Alfano dovrebbe venire a fornirci alcuni dati sulla popolazione carceraria extracomunitaria, con particolare riferimento alle norme che voi avete introdotto per prevedere l'espulsione immediata dei detenuti extracomunitari che debbano scontare una pena superiore ai due anni, se non ricordo male.
Vorremo capire se queste norme funzionano e come, perché non mi pare che i dati fornitici nella relazione del ministro Alfano sull'andamento della giustizia siano confortanti. Ci sembrano confermare, infatti, il fallimento di alcune politiche di contrasto all'immigrazione clandestina, fatte solo per spot da questa maggioranza e da questo Governo.
Credo, conclusivamente, che sarebbe il caso di interrogarci se il meccanismo della cosiddetta legge Bossi‑Fini sulla determinazione dell'incontro della domanda e dell'offerta di lavoro extracomunitario, cioè del mercato del lavoro extracomunitario, sia efficiente. I dati che riguardano diversi Governi - di destra, di sinistra, di centrodestra, di centrosinistra - vanno tutti in quella direzione: i dati riguardanti l'emersione di lavoro irregolare che hanno esattamente la stessa dimensione numerica per ogni anno che noi censiamo.
Chiediamo, quindi, se non sia il caso di intervenire per modificare quelle parti della cosiddetta legge Bossi-Fini che non hanno prodotto alcun effetto positivo e che costringono lei a fare decreti flussi che sono delle sanatorie mascherate, e a dover intervenire, giustamente, con procedure di emersione di lavoro irregolare che riguardano parecchi lavoratori immigrati. Ciò non aiuta a capire, infatti, quale sia realmente l'esigenza del mercato del lavoro, quale sia realmente la domanda delle piccole, medie e grandi imprese, sia in termini quantitativi che qualitativi. In buona sostanza c'è bisogno di un nuovo meccanismo selettivo. Di questo credo che dovremmo parlare con serenità, senza che vi impicchiate, sempre e comunque, ideologicamente, a bandiere che ormai sono un po' logore. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE e PD).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mazzatorta. Ne ha facoltà.