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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 498 del 09/02/2011


Informativa del Ministro dell'interno sulla regolarizzazione di lavoratori extracomunitari e sui flussi di ingresso e conseguente discussione (ore 17,12)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: «Informativa del Ministro dell'interno sulla regolarizzazione di lavoratori extracomunitari e sui flussi di ingresso».

Ha facoltà di parlare il ministro dell'interno, onorevole Maroni.

MARONI, ministro dell'interno. Signor Presidente, onorevoli senatori, nella seduta dell'Assemblea del 1° febbraio scorso è stato chiesto di fornire le informazioni di cui il Governo è in possesso sulla regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari e sulla programmazione dei flussi di ingresso. Per l'importanza e la delicatezza della questione, il Governo ha dato subito la propria disponibilità.

Mi accingo quindi ad illustrare i più recenti sviluppi del fenomeno dell'immigrazione nel nostro Paese alla luce dei due principi cardine della politica del Governo: l'emersione dal lavoro irregolare, che ha riguardato sia i cittadini italiani e comunitari che i cittadini extracomunitari, e la programmazione dei flussi di ingresso nel nostro Paese dei lavoratori extracomunitari, che si propone di corrispondere alle esigenze delle imprese e delle famiglie. Un governo dell'immigrazione equilibrato e rispondente alle esigenze reali deve realizzare un giusto bilanciamento tra il rigore nel contrasto all'immigrazione clandestina e la fissazione di regole di ingresso per l'immigrazione legale, che rappresenta, quando è regolare, una risorsa per il nostro Paese.

Questa è la logica della cosiddetta legge Bossi-Fini, per la quale l'ingresso per motivi di lavoro sul territorio nazionale dei cittadini immigrati deve essere collegato alla disponibilità di un regolare contratto di lavoro.

Alla medesima logica si è fatto riferimento per la procedura di emersione dal lavoro irregolare introdotta e disciplinata dall'articolo 1-ter del decreto-legge n. 78 del 2009, convertito nella legge 3 agosto 2009, n. 102. Con tale procedura, il Governo ha voluto venire incontro ai bisogni delle famiglie, permettendo l'emersione dei rapporti di lavoro irregolari instaurati tanto con cittadini italiani e comunitari, quanto con cittadini extracomunitari, anche privi del titolo di soggiorno, impiegati presso le famiglie nell'assistenza alle persone affette da patologie o disabilità e nel lavoro domestico.

Alla procedura di emersione non sono stati ammessi i cittadini extracomunitari in precedenza espulsi per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato, per motivi di prevenzione del terrorismo, oppure perché appartenenti alle categorie delle persone ritenute pericolose per la sicurezza pubblica o indiziate di appartenere ad associazioni di tipo mafioso. Inoltre, sono stati esclusi i cittadini extracomunitari che risultino segnalati ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato, o che risultino condannati, anche in via non definitiva o con sentenza di patteggiamento, per uno dei reati previsti dagli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale, per i quali è obbligatorio o facoltativo l'arresto in flagranza di reato.

I datori di lavoro, nel periodo dal 1° al 30 settembre 2009, hanno avuto la possibilità dì presentare la dichiarazione di sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per l'immigrazione presso la prefettura competente. La procedura si è svolta esclusivamente ed interamente mediante l'impiego della tecnologia informatica, con l'acquisizione in via telematica della domanda e del parere della questura.

È stato inoltre assicurato l'invio telematico della comunicazione obbligatoria di assunzione all'INPS entro 24 ore dalla sottoscrizione del contratto di soggiorno. Se la procedura si conclude positivamente con l'accoglimento dell'istanza di emersione da parte dello sportello unico per l'immigrazione, la questura provvede al rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

I dati aggiornati che offrono un bilancio della procedura di emersione dei lavoratori extracomunitari, riferita alla citata norma del 2009, sono i seguenti. Entro i termini fissati dalla legge, sono pervenute al Ministero dell'interno 295.126 domande di emersione. Alla data del 7 febbraio scorso, ne sono state accolte 215.255, mentre si registrano 32.376 provvedimenti di rigetto e 2.671 rinunce, per un totale complessivo di 250.302 pratiche definite.

I permessi di soggiorno finora rilasciati ammontano a 196.454. La procedura è in via di ultimazione e si conta di pervenire, in tempi molto brevi, alla sua conclusione, anche grazie ai 650 lavoratori a tempo determinato impiegati presso gli sportelli unici per l'immigrazione e gli uffici immigrazione delle questure, per i quali il Governo ha prorogato i contratti di lavoro mediante una apposita previsione normativa inserita nel decreto-legge di fine anno sulla proroga dei termini.

Vengo ora all'altro aspetto dell'informativa, che riguarda la programmazione dei flussi.

La normativa prevede che la determinazione delle quote di ingresso degli stranieri da ammettere nel territorio dello Stato - per lavoro subordinato, stagionale o autonomo - sia fissata annualmente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sulla base dei criteri generali individuati nel documento programmatico triennale relativo alla politica dell'immigrazione.

In caso di mancata adozione del documento programmatico e del relativo decreto annuale, è possibile determinare i flussi di ingresso, in via transitoria, con decreto del Presidente del Consiglio, nel limite delle quote stabilite nell'ultimo decreto emanato.

In attesa dell'emanazione del documento programmatico 2009-2011, sono stati quindi determinati in via transitoria i flussi di ingresso, relativamente agli anni 2008, 2009 e 2010.

Per quanto riguarda l'anno 2008, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 dicembre 2008 si è prevista una quota complessiva massima di 150.000 unità per lavoro subordinato non stagionale, da soddisfare utilizzando le domande di nulla osta al lavoro valide ed ammissibili presentate ai sensi del precedente decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 ottobre 2007 (relativo al decreto flussi 2007) e risultate in esubero rispetto alla quota complessiva d'ingressi autorizzata.

Sempre nella prospettiva di favorire i bisogni delle famiglie, tale decreto ha previsto la ripartizione della quota complessiva massima in una quota di 105.400 unità riservata al lavoro domestico e di assistenza alla persona, accanto ad una quota di 44.600 unità riservata ai cittadini dei Paesi che hanno sottoscritto accordi bilaterali con l'Italia.

Le domande transitate sono risultate 451.613. Allo stato attuale ne sono state esaminate 122.118: sono stati rilasciati 60.927 nulla osta, mentre 61.191 domande sono state chiuse a seguito di rinuncia o rigetto. Questo per quanto riguarda l'anno 2008.

Per l'anno 2009, la programmazione transitoria ha riguardato solo il lavoro stagionale, in quanto la Presidenza del Consiglio dei ministri, d'intesa con le altre amministrazioni interessate, ha ritenuto di non autorizzare nuovi ingressi per lavoro subordinato, in considerazione dell'avvio della procedura di emersione cui ho fatto prima riferimento. In particolare, la programmazione è stata indirizzata a soddisfare le esigenze di alcuni settori specifici del mercato del lavoro stagionale e, precisamente, del settore agricolo e turistico-alberghiero.

A tal fine, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 20 marzo 2009 ha previsto per quell'anno una quota di 80.000 ingressi per lavoro subordinato stagionale relativi, in particolare, a lavoratori di Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, Croazia, India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka e Ucraina; a lavoratori dei Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria, in particolare Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto; a cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale negli anni 2006, 2007 e 2008.

A fronte della quota di 80.000 ingressi, sono state presentate, per il 2009, 106.824 domande, di cui 82.391 risultano già esaminate. Di queste ultime, 37.244 sono state chiuse per rigetto o rinuncia. Sono stati invece rilasciati 48.147 nulla osta.

Per quanto riguarda infine l'anno 2010, con due distinti decreti del Presidente del Consiglio dei ministri sono stati definiti in via transitoria i flussi di ingresso dei lavoratori stagionali e non stagionali.

Il primo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, del 1° aprile 2010, ha previsto, per l'anno scorso, una quota di 80.000 ingressi per lavoro subordinato stagionale. Anche in tal caso, il provvedimento ha riguardato: i lavoratori dei Paesi che ho prima citato, ossia Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, Kosovo, Croazia, India, Ghana, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka e Ucraina; i lavoratori dei Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria; i lavoratori titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale nei tre anni precedenti.

Lo stesso provvedimento ha consentito anche, come anticipazione della quota massima di ingresso di lavoratori extracomunitari non stagionali per l'anno 2010, l'ingresso per motivi di lavoro autonomo di 6.000 cittadini stranieri non comunitari residenti all'estero (4.000 per lavoro autonomo e 2.000 a favore di stranieri che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nel Paese di origine).

A fronte di questo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sono state presentate 105.541 domande, delle quali 53.462 sono state finora esaminate. Sono stati rilasciati attualmente 34.153 nulla osta. Le domande chiuse per rigetto o rinuncia sono invece 19.309.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 novembre 2010 sono stati definiti quindi, in via transitoria, i flussi di ingresso dei lavoratori non stagionali nel territorio dello Stato, per l'anno 2010. La quota massima indicata nel decreto è pari a 98.080 unità, in aggiunta alla quota di 6.000 unità che era già stata fissata, in via di anticipazione, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° aprile 2010.

Detta quota di 98.080 unità è ripartita come segue: 52.080 ingressi sono riservati ai cittadini di Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione con l'Italia in materia di immigrazione. I Paesi in questione sono, con quote diverse che variano da 1.000 a 8.000, Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Filippine, Ghana, Marocco, Moldavia, Nigeria, Pakistan, Senegal, Somalia, Sri Lanka, Tunisia, India, Perù, Ucraina, Niger e Gambia. 1.000 quote, infine, sono riservate ai cittadini di quei Paesi che concludono con l'Italia accordi per la regolamentazione dei flussi di ingresso e delle procedure di riammissione.

Inoltre, 30.000 ingressi, che concorrono al totale di 98.080, sono riservati ai cittadini extracomunitari, provenienti da Paesi diversi da quelli che ho elencato, da impiegare nel settore del lavoro domestico e di assistenza e cura alla persona.

Nel limite della quota massima, è prevista una riserva complessiva di 16.000 unità destinata: alla conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale (permessi di soggiorno per studio, per tirocinio e formazione, per lavoro stagionale, per soggiornanti di lungo periodo); alla conversione in permessi di soggiorno per lavoro autonomo (500 unità); all'ingresso di stranieri che abbiano svolto programmi di formazione nel Paese di origine (4.000 unità) e agli stranieri di origine italiana residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile che chiedono di essere inseriti in un apposito elenco istituito presso le rappresentanze diplomatiche o consolari italiane nei Paesi indicati.

La ripartizione delle quote a livello territoriale viene effettuata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei dati forniti dal Ministero dell'interno concernenti le richieste di nulla osta al lavoro ricevute dagli sportelli unici dell'immigrazione sul territorio nazionale. In questo, si intende realizzare un effettivo collegamento tra la ripartizione delle quote ed il fabbisogno di manodopera a livello locale. Per le 16.000 quote riservate alle conversioni dei permessi di soggiorno ed alle altre categorie sopraindicate non si procede alla ripartizione territoriale, restando gestite a livello nazionale dal Ministero del lavoro, in funzione delle richieste che giungeranno agli sportelli unici dell'immigrazione.

Il decreto flussi 2010 ha previsto tre date di inizio (i cosiddetti click day) per l'inoltro, anche in questo caso sempre e solo telematico, delle domande di nulla osta al lavoro: il 31 gennaio, il 2 ed il 3 febbraio (date differenziate in base alla nazionalità dei lavoratori ed alla tipologia della richiesta). Tutta la procedura viene svolta con modalità informatiche, tramite apposito link disponibile sulla home page del Ministero dell'interno. In questo modo si sono evitate le code che si sono verificate negli anni passati in occasione di iniziative come questa. E' stato inoltre previsto un servizio di help desk per fornire assistenza agli utenti e ragguagli sia di natura tecnica che di natura giuridica. Per le associazioni ed i patronati accreditati rimarrà disponibile il numero verde già in uso.

L'adozione della tecnologia informatica ha comportato significativi benefici, in termini di maggiore economicità e speditezza della procedura, eliminando la necessità di acquisizione e di trattamento di documenti cartacei. Il richiedente, inoltre, può visionare on line lo stato di avanzamento delle proprie pratiche.

A seguito dei click day, sono pervenute al sistema informativo del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno complessivamente 396.802 domande, di cui 326.425 da parte di cittadini dei Paesi che hanno sottoscritto accordi con l'Italia, suddivise in 231.987 per lavoro domestico (di cui 28.189 badanti e 203.798 colf) e 94.438 per lavoro subordinato (click day del 31 gennaio); 63.147 domande nell'ambito della quota riferita al lavoro domestico, divise in 55.443 per colf e 7.704 per badanti (click day del 2 febbraio); le restanti 7.230 domande riguardano conversioni di permesso di soggiorno, lavoratori formati all'estero e lavoratori di origine italiana (click day del 3 febbraio).

Voglio precisare che il sistema di acquisizione e gestione delle domande ha efficacemente risposto all'ingentissimo numero di invii telematici affluiti sin dai primi secondi successivi all'avvio delle procedure. Sulla base della distribuzione a livello provinciale delle quote, che risulta già avviata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, gli sportelli unici per l'immigrazione hanno iniziato, a partire da ieri, l'istruttoria delle istanze pervenute, attraverso l'acquisizione, sempre in via informatica, del parere delle direzioni provinciali del lavoro, delle questure e dei centri per l'impiego.

La procedura quindi non ha avuto gli intoppi che pure qualcuno lamentava, temeva o ipotizzava. Questo si è verificato grazie al potenziamento delle strutture del sito del Ministero dell'interno, che ha consentito di gestire in modo efficace l'impatto di tutte le domande. È ora in atto la procedura in modo spedito e, anche grazie alla misura che ha consentito il rinnovo del contratto di lavoro per i 650 lavoratori, pensiamo di poterla concludere in tempi piuttosto rapidi. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).