CARLINO (IdV). Il decreto flussi è una misura propagandistica, che nasconde in realtà una sanatoria: non programma l'ingresso di nuovi lavoratori provenienti dall'estero, richiesti nominativamente da imprese e famiglie ma da queste mai prima sperimentati, bensì regolarizza lavoratori privi del permesso di soggiorno già presenti in Italia. Allo stesso modo, la possibilità riconosciuta all'immigrato in possesso del semplice permesso di soggiorno di assumere all'estero purché il suo reddito sia almeno doppio di quello del dipendente verrà utilizzata dagli immigrati che vivono in Italia per richiedere l'ingresso di parenti e amici in veste di colf o altro. Il Governo, anziché ricorrere a strade ipocrite e contorte per promuovere iniziative nella sostanza condivisibili, meglio farebbe a prevedere la possibilità di convertire il permesso di soggiorno da turistico a lavorativo entro quote predeterminate, magari privilegiando le esigenze delle famiglie con carichi assistenziali o prevedendo l'intervento di un soggetto terzo (istituzioni locali, sindacati, volontariato). Il decreto flussi, inoltre, andrebbe meglio collegato ad un'organica politica dell'integrazione sul territorio, posto che la normativa comunitaria che vieta discriminazioni nell'accesso ai servizi di welfare per i cittadini stranieri è sovente violata, specie nelle Regioni settentrionali, dove amministratori locali alla ricerca di un facile consenso tentano l'introduzione di limiti ed ostacoli assai discutibili. Chiede infine informazioni al Ministro in ordine all'annunciata volontà di intervenire con un decreto-legge sull'attuazione della direttiva europea del 2008 in tema di espulsioni. (Applausi dal Gruppo IdV).