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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 498 del 09/02/2011


PETERLINI - Al Ministro degli affari esteri - Premesso che:

il Movimento indipendentista, che rappresenta le forze progressive ed è un settore importante della società basca, ha optato per l'uso esclusivo delle vie politiche e democratiche per il conseguimento degli obiettivi politici escludendo qualsiasi forma di violenza o coazione;

l'illegalità nello Stato spagnolo di questa forza politica, attraverso la legge sui partiti del 2002, ha rappresentato un duro colpo per i principi democratici e di partecipazione politica;

l'esclusione dalla attività istituzionale di questa forza politica ha ostacolato la ricerca di una soluzione al conflitto politico in atto. Con la Dichiarazione di Alsasua e Venezia, l'assunzione dei principi contenuti nel manifesto Zutik Euskal Herria e nell'Accordo di Gernika, la Sinistra indipendentista ha compiuto un passo definitivo per un ambito politico dove tutte le opzioni politiche possano esprimersi su un piano di parità di diritti e dove i loro progetti possano concretizzarsi. Un ambito politico che escluda qualsiasi forma di violenza nel perseguire il raggiungimento degli obiettivi;

la Sinistra indipendentista ha deciso di costituire uno nuovo partito politico i cui principi rispettano totalmente quelli stabiliti dalla legge sui partiti del 2002, criticata da organismi internazionali come la Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite o Amnesty International ma avallata dal Tribunale europeo dei diritti umani;

questa scelta vuole essere una dimostrazione della volontà della Sinistra indipendentista di affrontare sul terreno politico il processo di pace e democratico in Euskal Herria, una scelta che vuole essere allo stesso tempo un invito allo Stato spagnolo a fare altrettanto;

un rifiuto da parte delle autorità spagnole di legalizzare questa formazione politica rappresenterebbe un serio ostacolo per questo processo e sarebbe contrario agli standard democratici europei,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire presso il Governo spagnolo affinché garantisca la legalizzazione di questo nuovo partito politico, per favorire il processo di pace e in accordo ai principi democratici;

se non ritenga di dover fare un appello all'Unione europea perché si faccia garante del rispetto dei diritti democratici per questo nuovo partito politico. In questo modo anche l'Italia contribuirà al processo democratico, come d'altra parte hanno fatto una ventina di personalità internazionali, tra cui Desmond Tutu, Frederik W. De Klerk, Albert Reynolds, John Hume, Jonathan Powell, Raymond Kendal, che hanno sottoscritto un documento (Dichiarazione di Bruxelles) nel quale, oltre a dare il proprio sostegno al percorso intrapreso dalla Sinistra indipendentista hanno chiesto all'ETA un alt al fuoco "generale, permanente e verificabile" ed al Governo spagnolo di rispondere di conseguenza. L'ETA il 10 gennaio 2011 ha accolto questa esigenza mentre il Governo spagnolo continua a negare azioni che favoriscano la soluzione del contenzioso politico, non ultimo, manifestare la propria opposizione alla legalizzazione della Sinistra indipendentista.

(4-04519)