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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 498 del 09/02/2011


RUTELLI, BRUNO, MILANA, RUSSO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

da anni ormai in Italia si discute di quote latte ed è arrivato il momento di trovare una soluzione definitiva;

il Paese ha una grande tradizione agricola; i prodotti italiani sono apprezzati sui mercati di tutto il mondo come leader della straordinaria realtà del made in Italy, grazie alla fatica, alla professionalità e al coraggio di centinaia di migliaia di agricoltori, che amano la loro terra e il loro lavoro;

l'agricoltura rappresenta un comparto di eccellenza, con tantissime aziende moderne, tecnologicamente avanzate e con una zootecnia ai più alti livelli mondiali;

il latte, il burro, il grana padano, il parmigiano reggiano sono prodotti tipici apprezzati sulle tavole di tutto il mondo: sono il simbolo di un'Italia capace di coniugare tradizione e innovazione, qualità e lungimiranza;

in particolare, la zootecnia conta alcune decine di migliaia di aziende soggette al regime, imposto dall'Unione europea, delle "quote latte". Senza ripercorrere le fasi salienti di una vicenda che ha certamente alcuni elementi di contraddizione, è necessario ora adottare decisioni risolutive e conclusive;

occorre rimarcare la scelta di legalità compiuta da molti imprenditori ben consigliati dalle associazioni di categoria del mondo agricolo: più di 15.300 hanno riconosciuto di aver rispettato la normativa e accettato, con notevoli sacrifici economici, di pagare la rateizzazione delle multe anche a prezzo dell'indebitamento delle proprie aziende. È stato un gesto di grande responsabilità, di attaccamento al Paese e di rispetto delle norme in vigore;

non tutti purtroppo si sono comportati così: potendo contare sul sostegno di alcune forze politiche, una minoranza di produttori è riuscita a trovare escamotage per aggirare la normativa;

poco più di 150 aziende hanno ottenuto, ad avviso degli interroganti ingiustamente, nel giugno 2010, una proroga di sei mesi rispetto alla rateizzazione dei pagamenti delle multe, mentre circa 560 aziende, deliberatamente, non hanno mai rispettato il regime delle "quote latte" e si ritrovano a fronteggiare multe molto elevate,

si chiede di sapere:

se il Governo ritenga che tali aziende possano continuare a produrre nonostante non abbiano pagato le multe, o che debbano rispettare la legge come tutte le altre aziende;

se ritenga accettabile e corretto che il Paese sia chiamato a pagare una sanzione dell'Unione europea dell'ordine di diversi miliardi di euro, che è così posta a carico della fiscalità generale;

se si predisponga a sostenere ulteriori provvedimenti dilatori ad hoc, o maldestri tentativi di sanatoria che alcune forze politiche della maggioranza stanno già tentando di proporre;

se non ritenga, viceversa, indispensabile schierarsi dalla parte dei 40.000 agricoltori onesti, poiché non avrebbe senso stravolgere la legge e danneggiare l'intero sistema, privilegiando un gruppo di Cobas (l'1,4 per cento delle aziende e l'1 per cento della produzione) a scapito di tutti gli altri operatori.

(3-01902)