DELLA MONICA (PD). Signor Presidente, intervengo brevemente per illustrare l'emendamento soppressivo 12.201, perché le motivazioni già addotte dalla senatrice Leddi e dalla senatrice Fontana sono esaurienti. Vorrei dire soltanto che si ritiene di inserire nella legge comunitaria un istituto che finisce col trascinare nell'ambito del nostro sistema il trust, perché il contratto di fiducia altro non è che una forma di trust italiano.
Su questa materia vi sono discussioni che durano da anni, e già in precedenti occasioni, anche in Aula, disposizioni legislative sono state stralciate per approfondimenti.
Che cosa è accaduto? Non abbiamo un obbligo comunitario in materia e tanto meno un obbligo in scadenza. Abbiamo, tra l'altro, una sottrazione della materia alla Commissione giustizia, dove pende il disegno di legge governativo recante la delega al Governo per apportare modifiche al codice civile in materia di disciplina della fiducia, ossia l'Atto Senato n. 2284. Di questo disegno di legge non è iniziato l'esame, mentre c'è necessità di un forte approfondimento.
Pertanto, al di là delle polemiche che sono sorte circa la possibilità che si tratti di un'ulteriore norma ad personam per facilitare i problemi ereditari e le situazioni del divorzio del Presidente del Consiglio, e che non voglio toccare, mantenere la materia in questa sede presenta problemi di carattere tecnico, perché si trasferisce un istituto che ha altre tipologie negli ordinamenti anglosassoni, e gli si danno caratteristiche di contratto, con una serie di incongruità che naturalmente renderanno ancora più difficili le attività degli operatori del settore. Trattandosi di dare un necessario approfondimento alla materia, alcuni colleghi hanno proposto lo stralcio; personalmente, propongo, con l'emendamento 12.201, la soppressione dell'articolo proprio per poter discutere nella Commissione di merito - che è stata assolutamente saltata, anche nell'espressione del parere su questo disegno di legge comunitaria - un fatto che deve essere rimesso alla Commissione giustizia, e ritengo di agire anche nell'interesse del regolare funzionamento del Parlamento. (Applausi dal Gruppo PD).