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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 496 del 02/02/2011


PRESIDENTE.

BUTTI, segretario. Dà lettura del parere di nulla osta espresso dalla Commissione bilancio sui nuovi emendamenti riferiti all'articolo 16.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 12 (Delega al Governo per la disciplina della fiducia).

LEDDI (PD). Motiva la proposta di stralcio dell'articolo 12 con l'opportunità di disciplinare il contratto di fiducia attraverso un intervento legislativo più organico, anche per evitare il rischio di incongruenze e di difficoltà interpretative. (Applausi dal Gruppo PD).

DELLA MONICA (PD). Illustra l'emendamento 12.201 con il quale si intende sopprimere l'articolo 12. L'introduzione del contratto di fiducia attraverso una delega al Governo non risponde all'esigenza di adempiere ad un obbligo comunitario, bensì a quella di tutelare interessi privati del Presidente del Consiglio. E' opportuno rinviare la materia alla Commissione di merito, presso cui pendono diversi disegni di legge in materia. (Applausi dal Gruppo PD).

PEDICA (IdV). L'emendamento 12.201 mira a sopprimere l'articolo, che dispone una delega legislativa in favore del Governo su una materia che non rientra nel contenuto proprio della legge comunitaria. La genericità e l'indeterminatezza della delega, inoltre, non appaiono coerenti con il disposto costituzionale, specialmente laddove autorizzano il coordinamento della nuova disciplina con le norme tributarie vigenti e consentono di operare deroghe alle normative in materia di tutela dei creditori e di cessione dei crediti futuri, di strumenti finanziari e fallimentare. La discrezionalità concessa al Governo comporta una pericolosa attenuazione dei principi di trasparenza e delle misure di prevenzione dell'elusione fiscale. Inoltre, rende possibile un utilizzo disinvolto del nuovo istituto in favore dei grandi patrimoni tornati in Italia in seguito alla normativa sullo scudo fiscale.

GERMONTANI (FLI). L'ordine del giorno G12.100 impegna il Governo a dare attuazione alla delega sulla disciplina del contratto di fiducia, prevedendo un coordinamento con la normativa tributaria vigente, per evitare incertezze ed incongruenze in materia di applicazione dell'imposizione fiscale indiretta, che potrebbero causare un'operatività limitata della nuova disciplina. Auspica quindi che il Governo accolga l'ordine del giorno, che intende rendere più efficace l'intervento normativo. (Applausi dal Gruppo FLI).

BOLDI, relatrice. Si rimette al Governo sulla proposta di stralcio S12.1 e sugli emendamenti 12.200, 12.201, 12.202 e 12.203. Invita ad accogliere l'ordine del giorno G12.100 come raccomandazione e a ritirare l'emendamento 12.0.200 - che alla lettera e) propone una sanatoria senza limiti temporali - altrimenti il parere è contrario.

SCOTTI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Invita al ritiro della proposta di stralcio S12.1 e degli emendamenti 12.200, 12.201, 12.202 e 12.203 - ritenendo necessario regolare normativamente un fenomeno giuridico di fatto già presente nell'ordinamento - altrimenti il parere è contrario. È disposto ad accogliere come raccomandazione l'ordine del giorno G12.100, condividendo i principi che lo ispirano, che potranno essere utilizzati come linee guida per la predisposizione della normativa delegata. Invita infine al ritiro dell'emendamento 12.0.200, per le medesime ragioni illustrate dalla relatrice.

Con votazione seguita da controprova mediante procedimento elettronico chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge la proposta di stralcio S12.1. Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori DELLA MONICA (PD) e GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge gli emendamenti 12.200 (identico agli emendamenti 12.201 e 12.202) e 12.203.

INCOSTANTE (PD). Per un errore, il suo voto favorevole all'emendamento 12.203 non è stato registrato dal dispositivo elettronico.

GERMONTANI (FLI). È favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno G12.100 come raccomandazione, alla luce delle argomentazioni del rappresentante del Governo.

PRESIDENTE. Accolto dal Governo come raccomandazione, l'ordine del giorno G12.100 non viene posto ai voti.

Il Senato approva l'articolo 12.

ADAMO (PD). L'emendamento 12.0.200 stabilisce alcuni indirizzi sulla base dei quali il Governo è delegato a recepire la direttiva in materia di sanzioni nei confronti dei datori di lavoro che impiegano immigrati irregolari. Per consentire una sua approvazione è pertanto disponibile ad una riformulazione della lettera e) che, non applicando le sanzioni a carico dei datori di lavoro che scelgano di autodenunciarsi, costituirebbe - a parere del relatore e del rappresentante del Governo - una sorta di sanatoria senza limiti temporali. È infatti necessario vincolare la delega ad alcuni principi, impegnando il Governo a prevedere incentivi per il lavoratore che denunci lo sfruttamento, a introdurre norme di contrasto all'intermediazione abusiva di manodopera e a verificare la possibile estensione delle norme anche allo sfruttamento in nero dei lavoratori italiani. (Applausi dal Gruppo PD).

BOLDI, relatrice. Considerando che la legislazione italiana in materia di sanzioni contro il lavoro nero è piuttosto stringente, ritiene opportuno offrire al Governo una delega ampia, per consentire un efficace coordinamento della direttiva comunitaria con la normativa nazionale. Va inoltre ricordato che le Commissioni parlamentari competenti potranno esaminare successivamente i decreti delegati ed esprimere un loro parere in proposito.

SCOTTI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Chiede di trasformare l'emendamento 12.0.200 in un ordine del giorno di analogo contenuto, riformulando però il contenuto della lettera e).

MARINARO (PD). È disponibile ad una trasformazione dell'emendamento in un ordine del giorno, previa riformulazione della lettera e), pur evidenziando che la normativa italiana risulta in molti casi difforme dai principi della direttiva comunitaria, le cui disposizioni sono destinate a prevalere sulla legislazione nazionale.

BOLDI, relatrice. Concorda con la proposta del Governo.

PRESIDENTE. L'emendamento 12.0.200 viene accantonato, per consentire la formulazione dell'ordine del giorno.

Il Senato approva l'articolo 13 (Qualità delle acque destinate al consumo umano).