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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 490 del 20/01/2011


BONFRISCO (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BONFRISCO (PdL). Signor Presidente, spesso si coglie proprio l'occasione della fine della seduta per fare delle dichiarazioni che, sono certa, sono poi tutte utili al prosieguo del nostro dibattito. I temi sollevati dai senatori Stradiotto e Lannutti sono entrambi di grande importanza.

Innanzitutto, da parlamentare veneto mi permetto di sottolineare che il tema di questi Comuni, e in special modo di alcuni Comuni veneti, che si sono venuti a trovare in questa particolarissima situazione è all'attenzione di tutti, dell'opposizione come della maggioranza e, sono certa, anche del Governo che probabilmente, nell'ambito della conversione in legge del decreto milleproroghe troverà il modo per sanare questa specifica e particolare situazione, senza mettere mano all'impianto complessivo del Patto di stabilità che, come tutti sappiamo, ci chiama ad assumere impegni che non dipendono solo da noi, ma che stanno nell'equilibrio della nuova governance economica europea.

Vorrei aggiungere alle parole di grande preoccupazione che ha appena espresso il senatore Lannutti una sola considerazione. Penso che nel nostro Paese, dove gli effetti della crisi finanziaria hanno prodotto un'onda d'urto inferiore rispetto a quella di altri Paesi, a distanza di molti anni dalle ultime leggi e testi bancari che regolano la vita delle nostre banche, delle nostre società finanziarie e dei vari istituti che a vario titolo, come anche i fondi d'investimento, operano su un fronte delicatissimo come quello del risparmio gestito, sia arrivato forse il momento di aprire una riflessione più ampia (a freddo rispetto alla crisi datata due anni fa, ma ancora sufficientemente a caldo per vederne tutti gli effetti negativi anche nel nostro sistema Paese) insieme al Governo, in un continuum tra Parlamento e Governo, su un tema di così rilevante importanza, perché si proceda per gradi, ma complessivamente e in modo unitario, a una riforma della legge bancaria italiana: dalle banche popolari alle fondazioni, ai fondi d'investimento, al risparmio gestito.

Una nuova legge bancaria che aggiorni, alla luce di quanto accaduto nel resto del mondo, ma anche nel nostro Paese in questi ultimi anni, e che ci consenta di accompagnare il sistema bancario e finanziario, così importante, gamba fondamentale del sistema economico e del sistema Paese, in un processo di modernizzazione e di evoluzione nella direzione della trasparenza, dell'efficienza e dei minori costi che devono poi ricadere sui risparmiatori, che sono la linfa vitale di questo Paese.

Se il nostro Paese ha potuto affrontare questa crisi, non dimentichiamolo mai, lo ha potuto fare in virtù di un risparmio privato elevatissimo, che gli consente di avere garanzie sufficienti per potere ogni mattina, quando si apre la Borsa, resistere alle intemperie dei mercati finanziari. Certamente, però, è arrivato il momento di affrontare una riflessione più importante e pensare a una nuova legge per le banche. (Applausi del senatore Lannutti).