MONGIELLO (PD). Signor Presidente, signor Ministro, colleghi senatori, l'allarme suscitato in Italia dallo scandalo delle uova alla diossina ci riporta alla triste realtà di come sia vulnerabile il sistema dei controlli. È necessario dotare gli alimenti di una vera e propria carta d'identità che ne riveli in qualunque momento la provenienza, gli ingredienti, il luogo di trasformazione.
Tali episodi evidenziano sempre più la necessità, signor Ministro, da parte del consumatore di essere costantemente informato sull'uso consapevole di tali prodotti e tutelato da eventuali inganni, come i prodotti di alcune industrie tedesche, che spero siano punite con pene severe e certe, poiché si tratta di fatti delittuosi.
Sappiamo che l'Italia è un forte importatore di maiali dalla Germania - lo ha evidenziato il collega Di Nardo - soprattutto di quelli destinati alla produzione di prosciutti. Ricordo a noi tutti che carne di maiale e salumi non contengono l'etichettatura con l'origine come le uova. Un litro di latte su cinque proviene dalla Germania e oltre alle uova anche il latte tedesco potrebbe essere stato contaminato a seguito dell'utilizzazione di mangimi alla diossina che ha portato alla chiusura di circa 4.700 allevamenti di polli e suini in Germania. Ci chiediamo quanti di questi prodotti stiano vagando per il mondo.
Non possiamo sempre rincorrere le emergenze sanitarie come quella, estremamente grave, accaduta in Germania. È necessaria la trasparenza dell'informazione. Le uova - lo ha ricordato il collega Vallardi - hanno un sistema di tracciabilità dal 2004, che consente di distinguere il Paese di provenienza e il metodo di allevamento. Ma io chiedo quanti di noi ne erano a conoscenza, quanti italiani sapevano come identificare le uova di provenienza italiana.
La legge sulla etichettatura qui evocata da tutti e votata definitivamente da Camera e Senato fa da apripista all'Unione europea. Ricordo al collega Vallardi che questa è stata una battaglia parlamentare che è nata in quest'Aula grazie al lavoro di tutti i colleghi del Senato. È stata votata all'unanimità da parte di quest'Aula; poi, improvvisamente, è stato incardinato alla Camera un provvedimento ministeriale che ci ha fatto perdere un anno e mezzo di tempo. Quindi - lo ricordo a noi tutti - avremmo potuto approvare questa legge in tempi molto rapidi e recare beneficio ai nostri prodotti e alla nostra agricoltura, anche se è necessario varare una normativa europea sulla tracciabilità dei prodotti. Questa rende giustizia del lavoro e della fatica degli agricoltori e tutela la salute e la sicurezza dei consumatori.
Quando è in gioco, signor Ministro, la salute dei cittadini non si può perdere tempo e cedere alle pressioni delle grandi lobby interessate. Bene ha fatto il Parlamento a legiferare, e bene ha fatto il Governo - gliene do atto - a mantenere quella posizione in Europa, ma ora bisogna insistere affinché l'Unione europea possa varare una normativa sulla tracciabilità. A tale proposito, insieme a tutti i colleghi del Partito Democratico, abbiamo scritto ai parlamentari europei per sostenere in Europa la tracciabilità dei prodotti. Diversamente, il nostro lavoro si renderebbe vano. Ecco cosa significa maggior impegno del Parlamento e del Governo. Solo così si tutelano i prodotti alimentari e si può arginare un triste fenomeno che è tutto italiano, quello dell'agropirateria e del falso made in Italy, che conta un fatturato di 60 miliardi all'anno nella più totale illegalità. Ecco perché dobbiamo sostenere questa iniziativa in Europa. Voglio ricordare a tutti che è il made in Italy a fare gola e ad essere imitato, e non certamente quanto prodotto negli altri Paesi europei.
Solo nei primi mesi del 2010 i NAS hanno sequestrato alimenti fuorilegge per circa 10 milioni di euro, il 40 per cento in più rispetto al primo semestre del 2009. La repressione, caro Ministro, oltre ad intervenire solo a valle, cioè una volta che il danno si è determinato, è effettuata con mezzi sproporzionati per difetto alla vastità delle dimensioni del problema. Il lavoro dei NAS è encomiabile, e a loro va il nostro plauso, ma non può far fronte alle incognite, specie in tempi di globalizzazione.
Un accenno al tema dell'inasprimento delle pene. Ricordo subito che il ministro Calderoli ha cancellato una legge che puniva le adulterazioni alimentari. Sarebbe bene che il Ministero intervenisse in questa disputa e prendesse una posizione chiara, altrimenti noi del Partito Democratico presenteremo un emendamento ad hoc al decreto milleproroghe.
È paradossale che l'Italia ospiti sul suo territorio l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, con sede a Parma, istituita nel 2002 a seguito di un'altra emergenza, quella della mucca pazza. E se il Governo precedente ha istituito l'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, con sede a Foggia, completamente finanziata, questo Governo si è affidato al solo ruolo, insostituibile, di repressione e controllo dei NAS e alle resistenze, è il caso di dirlo, da parte di alcuni organi ministeriali, che pongono un freno ai decreti attuativi, a differenza di ciò che hanno fatto altri Paesi europei.
Ministro, lei ha parlato questa mattina dell'organizzazione del suo Ministero a seguito di questa emergenza, però voglio ricordarle che un conto è la gestione del rischio - e bene ha fatto ad istituire la relativa task force - e un conto è la valutazione del rischio, che non spetta al Ministero della salute, ma dovrebbe spettare ad un organo indipendente, che deve garantire il carattere di terzietà alla stessa valutazione. Ecco perché non comprendo la posizione del Ministero. Questo è il momento di decidere, caro Ministro. Basta giocare con la salute dei cittadini. Bene i controlli e bene l'etichettatura. Ora è il momento dell'Agenzia. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saccomanno. Ne ha facoltà.