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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 490 del 20/01/2011


DIGILIO (FLI). Signor Presidente, colleghi, l'informativa del Ministro non soddisfa molto le attese del mio Gruppo, perché non volevamo una relazione sulle modalità con cui viene misurata la quantità di diossina. Mi sarei aspettato una relazione con considerazioni concernenti la politica italiana in sede europea. Non è possibile che quando in Italia ci sono degli allarmi, anche falsi, il problema si espande a livello europeo e l'allarmismo diffuso porta a conseguenze sulla nostra economia, mentre ciò non accade quando si tratta della Germania o di qualche altro Paese. La questione della diossina, come lei, signor Ministro, ha sottolineato, non si è sviluppata soltanto in Irlanda: abbiamo avuto dei casi anche in Belgio, in Germania e in altri Stati, e l'abbiamo sempre saputo dopo un certo periodo. Il fenomeno recente si è verificato in Germania e le autorità sanitarie tedesche sapevano già a marzo ciò che era successo. Il fatto che però la notizia si sia diffusa soltanto a dicembre, dopo le feste natalizie, mi lascia francamente un po' perplesso.

L'impostazione che dovremmo dare non riguarda tanto la questione dei controlli interni alle nostre Regioni. Del resto, abbiamo già un monitoraggio nazionale svolto dai NAS, i quali puntualmente, ogni settimana o ogni 15 giorni, visitano ai nostri allevamenti; il problema quindi é di mettere in rete il risultato dei controlli effettuati dalle nostre forze dell'ordine.

Signor Ministro, tenga presente che quanto è successo in Germania è drammatico dal punto di vista economico, specialmente in Italia. Forse non è così in altri Paesi, perché noi abbiamo già messo in atto l'etichettatura dei prodotti. Purtroppo, le lobby degli affari sia tedesche che di altri Paesi non vogliono accettarle in Europa, ma non vedo perché non dovremmo continuare su questa strada. Ripeto, in Italia, per quanto ne so, il problema probabilmente l'abbiamo già risolto e non dobbiamo aspettare di mettere in rete i risultati delle Regioni o aspettare i finanziamenti. Abbiamo delle forze dell'ordine, i NAS, che stanno operando bene: le posso assicurare che fanno visite in tutti gli allevamenti, specialmente sulla questione dei mangimi, con cadenza settimanale o al massimo quindicinale; basta mettere in rete i risultati di tali controlli.

Un ulteriore problema deriva dal fatto che la diossina non proviene soltanto dai mangimi o dalle farine animali di vario tipo. Il problema della diossina è anche nell'ambiente. Noi dovremmo preoccuparci, ad esempio, di non far allevare gli animali lungo le autostrade o nei pressi di inceneritori o grandi aziende, così come dovremmo impedire che agli animali vengano dati i foraggi prodotti in quelle stesse aree. Lei sa benissimo, signor Ministro, che cosa significa la presenza di diossina nell'aria.

Per questo noi dovremmo cercare di portare un po' più di politica in Europa e dovremmo forse farci valere di più. Abbiamo approvato, ad esempio, la legge sulla rintracciabilità dei prodotti: credo che dovremmo spingere l'Europa a fare lo stesso, visto che ultimamente sta nicchiando su tali questioni.

Ecco perché, signor Ministro, dovremmo fare in modo che il Governo si impegni a tutelare maggiormente il prodotto italiano. Si tenga presente che, quand'è venuta fuori la vicenda dell'ipotetica presenza della diossina nel latte e nelle mozzarelle di bufala, il cosiddetto allarme rosso è scattato subito in Europa, nel giro di una settimana: se una vicenda analoga si fosse verificata in un altro Stato, ci sarebbero voluti almeno sette-dieci mesi perché scattasse il medesimo allarme.

Credo che sia necessario difenderci di più, per la tutela dei consumatori, nonché per la tutela e la commercializzazione dei prodotti italiani.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Di Nardo. Ne ha facoltà.