PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Ministro della salute.
È iscritto a parlare il senatore Digilio. Ne ha facoltà.
DIGILIO (FLI). Signor Presidente, colleghi, l'informativa del Ministro non soddisfa molto le attese del mio Gruppo, perché non volevamo una relazione sulle modalità con cui viene misurata la quantità di diossina. Mi sarei aspettato una relazione con considerazioni concernenti la politica italiana in sede europea. Non è possibile che quando in Italia ci sono degli allarmi, anche falsi, il problema si espande a livello europeo e l'allarmismo diffuso porta a conseguenze sulla nostra economia, mentre ciò non accade quando si tratta della Germania o di qualche altro Paese. La questione della diossina, come lei, signor Ministro, ha sottolineato, non si è sviluppata soltanto in Irlanda: abbiamo avuto dei casi anche in Belgio, in Germania e in altri Stati, e l'abbiamo sempre saputo dopo un certo periodo. Il fenomeno recente si è verificato in Germania e le autorità sanitarie tedesche sapevano già a marzo ciò che era successo. Il fatto che però la notizia si sia diffusa soltanto a dicembre, dopo le feste natalizie, mi lascia francamente un po' perplesso.
L'impostazione che dovremmo dare non riguarda tanto la questione dei controlli interni alle nostre Regioni. Del resto, abbiamo già un monitoraggio nazionale svolto dai NAS, i quali puntualmente, ogni settimana o ogni 15 giorni, visitano ai nostri allevamenti; il problema quindi é di mettere in rete il risultato dei controlli effettuati dalle nostre forze dell'ordine.
Signor Ministro, tenga presente che quanto è successo in Germania è drammatico dal punto di vista economico, specialmente in Italia. Forse non è così in altri Paesi, perché noi abbiamo già messo in atto l'etichettatura dei prodotti. Purtroppo, le lobby degli affari sia tedesche che di altri Paesi non vogliono accettarle in Europa, ma non vedo perché non dovremmo continuare su questa strada. Ripeto, in Italia, per quanto ne so, il problema probabilmente l'abbiamo già risolto e non dobbiamo aspettare di mettere in rete i risultati delle Regioni o aspettare i finanziamenti. Abbiamo delle forze dell'ordine, i NAS, che stanno operando bene: le posso assicurare che fanno visite in tutti gli allevamenti, specialmente sulla questione dei mangimi, con cadenza settimanale o al massimo quindicinale; basta mettere in rete i risultati di tali controlli.
Un ulteriore problema deriva dal fatto che la diossina non proviene soltanto dai mangimi o dalle farine animali di vario tipo. Il problema della diossina è anche nell'ambiente. Noi dovremmo preoccuparci, ad esempio, di non far allevare gli animali lungo le autostrade o nei pressi di inceneritori o grandi aziende, così come dovremmo impedire che agli animali vengano dati i foraggi prodotti in quelle stesse aree. Lei sa benissimo, signor Ministro, che cosa significa la presenza di diossina nell'aria.
Per questo noi dovremmo cercare di portare un po' più di politica in Europa e dovremmo forse farci valere di più. Abbiamo approvato, ad esempio, la legge sulla rintracciabilità dei prodotti: credo che dovremmo spingere l'Europa a fare lo stesso, visto che ultimamente sta nicchiando su tali questioni.
Ecco perché, signor Ministro, dovremmo fare in modo che il Governo si impegni a tutelare maggiormente il prodotto italiano. Si tenga presente che, quand'è venuta fuori la vicenda dell'ipotetica presenza della diossina nel latte e nelle mozzarelle di bufala, il cosiddetto allarme rosso è scattato subito in Europa, nel giro di una settimana: se una vicenda analoga si fosse verificata in un altro Stato, ci sarebbero voluti almeno sette-dieci mesi perché scattasse il medesimo allarme.
Credo che sia necessario difenderci di più, per la tutela dei consumatori, nonché per la tutela e la commercializzazione dei prodotti italiani.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Di Nardo. Ne ha facoltà.
DI NARDO (IdV). Signor Ministro, lei ci ha portato dei dati: io voglio ricordare qui quelli in mio possesso.
Il Gruppo Italia dei Valori ed io personalmente abbiamo avanzato più di una settimana fa la richiesta che lei venisse a riferire in Parlamento sulla questione; le assicuro che non c'era affatto, come ho letto in qualche dichiarazione anche del suo collega, ministro Galan, la volontà di sollevare un inutile allarmismo.
Credo che il Ministro della salute abbia il compito di garantire i cittadini - e lei lo ha fatto questa mattina - per cui è doveroso che si attivi in tal senso e riferisca agli organi che rappresentano i cittadini, qualora si possa prefigurare una situazione di emergenza.
Era chiaro infatti - ed è chiaro - che lo scandalo della carne e delle uova alla diossina non era certamente un problema della sola Germania, e vorrei citare in proposito i dati della Coldiretti: «L'Italia è un forte importatore di carne di maiale dalla Germania, carne destinata soprattutto alla produzione di prosciutti (circa 13 milioni di pezzi all'anno), per un totale di 220 milioni di chili nei primi nove mesi del 2010, con un aumento del 12 per cento rispetto allo scorso anno».
Signor Ministro, lei prima ha parlato di valori: non è il valore, però, che a noi interessa, ma capire - com'è stato detto giustamente anche dal collega - come si comporta il Governo. Infatti, se per una mozzarella di bufala a Caserta è scattato in tutto il mondo un meccanismo che ha portato a casa 12.000 operatori del settore, che non lavorano più, chiediamo al Ministro di spiegare che cosa sta succedendo in Germania, perché 13 milioni di quei pezzi arrivano poi in Italia.
Ma allora, quale allarmismo abbiamo creato? Non penso che sia stato creato nessun allarmismo; al contrario, noi ribaltiamo questa accusa, perché non si tratta di fare allarmismo, ma di conoscere la verità. La trasparenza è infatti la migliore garanzia per evitare allarmismi inutili, informando in maniera esaustiva l'opinione pubblica, come ha fatto lei questa mattina, e riconoscendo il merito a chi opera nel settore alimentare in maniera onesta.
A tal proposito, ricordo che abbiamo presentato un'altra richiesta sulla nota vicenda della legge n. 283 del 1962, che permette di perseguire chi adultera i cibi. L'unica certezza che abbiamo riguardo a questa legge è che ci sono due interpretazioni antitetiche: quella del giudice di Torino, che cita una sentenza della Cassazione, che avrebbe già stabilito che la norma è decaduta dallo scorso dicembre; e quella del Governo, ribadita anche alla Camera, per cui, poiché nel titolo della legge ci sono le parole «Testo unico», la norma non sarebbe toccata dal decreto taglia leggi.
Non è la prima volta che questo decreto crea problemi simili. C'è dunque la necessità di fare chiarezza, ed una chiarezza massima: non sarebbe forse meglio ammettere l'errore e ricorrere ad una nota interpretativa, spiegando agli italiani il problema? Non è allarmismo questo: è chiarezza, è trasparenza. Questo è quanto chiediamo.
Tutto ciò va fatto subito, perché i cittadini hanno il sacrosanto diritto di sapere se la loro salute è tutelata, non solo dall'attuale sistema dei controlli dei cibi, ma anche da una norma che punisca le frodi alimentari! La vicenda di cui discutiamo qui oggi, lo abbiamo detto, nasce in Germania ma è conseguenza di una situazione italiana: quella mancata tutela ambientale e del nostro settore agricolo nazionale che sta aumentando la nostra dipendenza dalle importazioni alimentari dall'estero e creando gravi conseguenze sociali, specialmente nel Meridione.
Mentre oggi noi discutiamo dei problemi provenienti dalla Germania, non possiamo dimenticare che è di poche settimane fa la notizia - e lo ricordava anche lei - dell'ennesimo abbattimento di massa di capi di bestiame contaminati da diossina nella zona di Taranto. Dal 2008 ad oggi sono più di 1.700 i capi di bestiame che sono stati uccisi nella zona di Taranto, dove l'industria siderurgica ha inquinato irrimediabilmente le zone di pascolo. L'abbattimento di questo elevato numero di capi di bestiame contaminati è dipeso proprio dal pericolo che le loro carni venissero immesse sul mercato alimentare.
Cosa sta facendo il Governo per queste drammatiche situazioni che si verificano non in Germania, non in Belgio, ma "a casa nostra", come amano sempre dire i colleghi della Lega? Cosa state facendo lei e il ministro Galan per sanare queste drammatiche situazioni e tutelare anzitutto la salute dei cittadini ed un'importantissima (forse l'unica vera) risorsa alimentare e naturale dell'Italia?
Finalmente ieri la Camera dei deputati ha approvato la legge sull'etichettatura dei prodotti alimentari. C'è voluto questo ultimo scandalo: non si neghi che tanti di quelli che oggi festeggiano, ieri mettevano i bastoni tra le ruote a questa legge! Da anni l'Italia dei Valori chiedeva una legge sull'etichettatura trasparente, proprio al fine di non vanificare lo sforzo di quelle imprese alimentari che investono sulla qualità e di dare ai consumatori il diritto di scelta. L'Italia dei Valori si è fatta promotrice di una simile iniziativa anche al Parlamento europeo.
Certo, da sola l'etichettatura di origine non è una misura sufficiente, in quanto appare necessario intervenire soprattutto per garantire che gli agricoltori possano continuare a produrre qualità. Ma ora tocca al Governo impegnarsi perché almeno questo provvedimento abbia effettivamente una rapida ed efficace applicazione, attraverso l'emanazione degli appositi provvedimenti attuativi.
L'Italia dei Valori sarà, come sempre, vigile e pronta a segnalare se ciò non dovesse avvenire. (Applausi dal Gruppo IdV).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gustavino. Ne ha facoltà.
GUSTAVINO (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Signor Presidente, ringrazio molto il signor Ministro per avere questa mattina svolto una relazione puntuale, che fa riflettere su almeno due questioni: la prima è che occorrerebbe essere un poco orgogliosi quando vi sono dati positivi. Il sistema dei controlli, per quanto riguarda la salute dei cittadini in relazione ai cibi assunti, in questo nostro Paese a me pare serio e più avanzato di quello di molti Paesi europei.
Io sono un convinto assertore del fatto che il futuro di questo Paese sia dentro l'Europa e sono convinto che la serietà, prima o poi, paghi. Vi è un'antica vicenda in questo Paese, ormai quasi dimenticata per fortuna, che mise in ginocchio totalmente un settore importante della nostra produzione agricola e che qualcuno ricorderà bene: fu il caso dell'etanolo. La serietà con la quale si lavorò per riprendersi da quella che fu una scellerata vicenda porta oggi la nostra industria enologica ad essere tra le più serie, tra le più seguite, tra le più apprezzate del mondo.
Io credo che la serietà paghi: la serietà con cui ci si applica ai controlli e, in questo caso, anche a spiegare. Davvero, infatti, io penso che si debba rassicurare, quando è giusto rassicurare, e che forse è anche giusto preoccuparsi, quando occorre preoccuparsi: ma in questo caso occorreva rassicurare. Questo stile, a mio avviso, paga.
Certamente, esiste il problema di far recepire all'interno dell'Unione europea queste buone cose. È un problema di peso politico, probabilmente, ed è un problema complesso; e alcuni colleghi hanno rilevato come vi siano aspetti riguardanti anche il nostro Paese. Però, penso che questa sia la via giusta. I dati relativi ai picogrammi che ci ha fornito sono utili per gli addetti ai lavori. Sono contento perché la questione va raccontata anche così. Quello che deve apparire fuori è che viviamo, da questo punto di vista, in un tempo e in un Paese sicuro. Secondo me, questo è un buon messaggio di cui essere seriamente orgogliosi. In questo momento, direi che basta così. (Applausi della senatrice Rizzotti).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Astore. Ne ha facoltà.
ASTORE (Misto). Signor Presidente, signor Ministro, ho chiesto di intervenire perché mi sembra che su queste vicende dobbiamo superare le diversità politiche e andare alquid della questione che riguarda la tutela della salute della nostra popolazione. Anch'io la ringrazio, signor Ministro, per il tono rassicurante con cui in questi giorni ha parlato alla comunità nazionale. Mi è sembrato che lei abbia sdrammatizzato il problema: come sa, quando si parla di diossina, di inquinamento ambientale e simili, l'opinione pubblica si allarma molto; non ha generato paura e credo che abbia anche fatto bene, in base alla relazione che ci ha presentato, ad adottare tutti quei provvedimenti e quelle azioni politiche verso la Comunità europea.
Credo che questo episodio - signor Ministro, vado al sodo della questione - ci debba far riflettere. Tenga conto che è successo in Germania, cioè in un Paese in cui la disciplina è proverbiale. Alcuni vizi di guadagno facile, una volta tutti latini, si trasferiscono oltre le Alpi e credo che l'industria di mangimi non sia l'unica interessata, ma questa voglia smodata di guadagno si allarga a danno della salute. Dobbiamo anche riflettere, signor Ministro, sull'inquinamento che oggi in Italia si registra in tante aree. Non sono tra coloro che sostengono che dal Nord sono venuti a mettere la diossina, benché sia vero, perché ci sono processi in atto, condanne, relazioni di ordine scientifico e tecnico di magistrati e di periti dei tribunali. Noi abbiamo in Italia alcune aree totalmente inquinate. Mi riferisco, ad esempio, al mio Molise: in questi giorni sta su tutte le cronache nazionali quanto sta accadendo nel basso Molise, con riferimento all'acqua e al percolato. Ci sono stati anche alcuni arresti di persone che tuttora reputo perbene, benché i documenti diano loro totalmente torto. Ci sono anche la Puglia e la Basilicata, per non parlare poi della Campania.
Signor Ministro, dobbiamo cogliere questa occasione per incrementare fortemente la prevenzione. Non possiamo fare a scaricabarile tra le Regioni. Le cito un episodio per farmi capire meglio. Dobbiamo stare, come sanità, attenti ai LEA. L'unico compito forte e globale, se vuole, rimasto oggi allo Stato è quello di tutelare i livelli essenziali di assistenza. Mi dica perché in tante Regioni e in tante aree a rischio del Meridione non c'è ancora il registro tumori, che è molto importante. Si generano allarmismi e spesso leggiamo sui giornali che ci sono tante morti, e magari si forniscono percentuali diverse o non corrispondenti al vero. Credo che certe industrie o certi modi di fare possano generare determinati atteggiamenti. Perché con la sua sensibilità, signor Ministro, non interviene su questi aspetti che riguardano l'interesse di tutti i cittadini e spesso l'interesse dei più deboli? Ieri siamo stati contenti per la misura sulla tracciabilità dei prodotti, che era da tempo attesa. In presenza del Presidente della Commissione agricoltura, dico che dobbiamo cominciare veramente a fare degli sbarramenti seri quando importiamo circa il 50 per cento di alcuni prodotti. Nel mio piccolo Molise ci illudevamo che il latte locale potesse servire per alcuni prodotti di eccellenza, ma poi abbiamo scoperto che anche per questi si è ricorso all'importazione dalla Germania. Ci vuole, quindi, collaborazione tra gli enti, le Regioni e lo Stato nell'interesse del cittadino.
In ogni caso, approvo la sua relazione e credo che dobbiamo andare avanti su detta strada. Questo è uno dei casi in cui, signor Ministro, tutto il Parlamento la pensa allo stesso modo. L'Italia è l'unico Stato in Europa nel quale ha alla Sanità il controllo dei prodotti alimentari - come mi è sembrato di capire - e questo ci ha dato gloria, serietà e rispetto da parte degli altri Paesi, ma soprattutto ci ha dato controllo sui prodotti dell'agricoltura. Mi sembra che in altri Stati - in Germania la competenza è addirittura dell'Agricoltura - avvengono fenomeni che da noi non possono succedere. (Applausi del senatore Scarpa Bonazza Buora).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vallardi. Ne ha facoltà.
VALLARDI (LNP). Signor Ministro, a nome di tutto il Gruppo della Lega Nord, la ringrazio per la sua esposizione molto esaustiva, la quale ci tranquillizza in merito ad una vicenda che ha destato molta preoccupazione nei cittadini del nostro Paese. Mi riferisco alla vicenda delle uova alla diossina, questo triste fenomeno che - come tutti sappiamo - è avvenuto in Germania. Ricordo che dalla Germania il nostro Paese importa non solo uova ma anche carne ed altri prodotti alimentari, e in particolar modo grandi quantità di latte e formaggi.
Per quanto concerne le uova, devo dire che non abbiamo avuto problemi, dal momento che la loro produzione nel nostro Paese supera il fabbisogno. Per citare un dato, faccio presente che produciamo il 105 per cento del nostro fabbisogno, per cui non abbiamo importato rilevanti quantità di uova. Ciò però non avviene per quanto riguarda altri tipi di derrate alimentari. Mi riferisco in particolare modo alla carne di maiale, della quale importiamo rilevanti quantità. Fonti della Coldiretti riportano che importiamo oltre 220 milioni di chili di carne di maiale tra carne a pezzi e animali vivi. Dico questo per dare un'idea della quantità di carne che importiamo nel nostro Paese, e aggiungo purtroppo, dal momento che conosciamo molto bene le potenzialità della nostra agricoltura. Credo che potremmo produrne molta di più nel nostro Paese, ma questo chiaramente è un altro tipo di ragionamento.
Quando abbiamo saputo che il mangime prodotto nei mangimifici della Germania era contaminato, forte è stata la preoccupazione che ha colpito tutti i cittadini, anche perché i mass media hanno doverosamente, e giustamente, creato un certo allarme.
Per la questione delle uova contaminate, fortunatamente non abbiamo avuto problemi, perché nel nostro Paese dal 2004 è obbligatoria l'etichettatura che identifica in maniera certa ed analitica, come una specie di carta di identità, la provenienza delle uova e la data di produzione, fornendo anche altre indicazioni che informano in modo preciso e corretto sull'origine del prodotto. Questo ci fa capire oggi più che mai quanto sia importante per noi, per il nostro Paese, per tutti i cittadini e consumatori, quel felice provvedimento finalmente arrivato al nostro esame, dopo essere stato approvato questa settimana, esattamente nella giornata di martedì, alla Camera dei deputati, relativo all'etichettatura, di cui ho sentito tanto parlare, e ringrazio tutti i colleghi che mi hanno preceduto. L'etichettatura mette finalmente in luce positiva, per tutti i cittadini e i consumatori, la trasparenza, la genuinità ed il valore dei prodotti del nostro Paese, che sono di per se stessi una garanzia di qualità. Nel nostro Paese abbiamo riconosciuto tutti insieme il valore della dieta mediterranea, che abbiamo approvato come patrimonio immateriale dell'umanità. Chiaramente l'etichettatura non fa che esaltare le caratteristiche di cui ho finora parlato.
Devo aggiungere che siamo molti fieri del provvedimento dell'etichettatura, in quanto è partito proprio dal nostro ex Ministro dell'agricoltura, oggi presidente della Regione Veneto. Ricordo questo anche al senatore Di Nardo che ha prima citato il provvedimento in questione, sostenendo che la Lega non ha fatto molto. Possiamo dire che oggi questo rilevante provvedimento ha tanti padri ed è giusto riconoscere che un anno e mezzo fa l'allora ministro Luca Zaia lo ha proposto alla Camera dei deputati. Credo che l'etichettatura sia un valido aiuto per la salute di tutti i cittadini e che ci aiuterà a prevenire situazioni come quella di cui oggi stiamo parlando. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Mongiello. Ne ha facoltà.
MONGIELLO (PD). Signor Presidente, signor Ministro, colleghi senatori, l'allarme suscitato in Italia dallo scandalo delle uova alla diossina ci riporta alla triste realtà di come sia vulnerabile il sistema dei controlli. È necessario dotare gli alimenti di una vera e propria carta d'identità che ne riveli in qualunque momento la provenienza, gli ingredienti, il luogo di trasformazione.
Tali episodi evidenziano sempre più la necessità, signor Ministro, da parte del consumatore di essere costantemente informato sull'uso consapevole di tali prodotti e tutelato da eventuali inganni, come i prodotti di alcune industrie tedesche, che spero siano punite con pene severe e certe, poiché si tratta di fatti delittuosi.
Sappiamo che l'Italia è un forte importatore di maiali dalla Germania - lo ha evidenziato il collega Di Nardo - soprattutto di quelli destinati alla produzione di prosciutti. Ricordo a noi tutti che carne di maiale e salumi non contengono l'etichettatura con l'origine come le uova. Un litro di latte su cinque proviene dalla Germania e oltre alle uova anche il latte tedesco potrebbe essere stato contaminato a seguito dell'utilizzazione di mangimi alla diossina che ha portato alla chiusura di circa 4.700 allevamenti di polli e suini in Germania. Ci chiediamo quanti di questi prodotti stiano vagando per il mondo.
Non possiamo sempre rincorrere le emergenze sanitarie come quella, estremamente grave, accaduta in Germania. È necessaria la trasparenza dell'informazione. Le uova - lo ha ricordato il collega Vallardi - hanno un sistema di tracciabilità dal 2004, che consente di distinguere il Paese di provenienza e il metodo di allevamento. Ma io chiedo quanti di noi ne erano a conoscenza, quanti italiani sapevano come identificare le uova di provenienza italiana.
La legge sulla etichettatura qui evocata da tutti e votata definitivamente da Camera e Senato fa da apripista all'Unione europea. Ricordo al collega Vallardi che questa è stata una battaglia parlamentare che è nata in quest'Aula grazie al lavoro di tutti i colleghi del Senato. È stata votata all'unanimità da parte di quest'Aula; poi, improvvisamente, è stato incardinato alla Camera un provvedimento ministeriale che ci ha fatto perdere un anno e mezzo di tempo. Quindi - lo ricordo a noi tutti - avremmo potuto approvare questa legge in tempi molto rapidi e recare beneficio ai nostri prodotti e alla nostra agricoltura, anche se è necessario varare una normativa europea sulla tracciabilità dei prodotti. Questa rende giustizia del lavoro e della fatica degli agricoltori e tutela la salute e la sicurezza dei consumatori.
Quando è in gioco, signor Ministro, la salute dei cittadini non si può perdere tempo e cedere alle pressioni delle grandi lobby interessate. Bene ha fatto il Parlamento a legiferare, e bene ha fatto il Governo - gliene do atto - a mantenere quella posizione in Europa, ma ora bisogna insistere affinché l'Unione europea possa varare una normativa sulla tracciabilità. A tale proposito, insieme a tutti i colleghi del Partito Democratico, abbiamo scritto ai parlamentari europei per sostenere in Europa la tracciabilità dei prodotti. Diversamente, il nostro lavoro si renderebbe vano. Ecco cosa significa maggior impegno del Parlamento e del Governo. Solo così si tutelano i prodotti alimentari e si può arginare un triste fenomeno che è tutto italiano, quello dell'agropirateria e del falso made in Italy, che conta un fatturato di 60 miliardi all'anno nella più totale illegalità. Ecco perché dobbiamo sostenere questa iniziativa in Europa. Voglio ricordare a tutti che è il made in Italy a fare gola e ad essere imitato, e non certamente quanto prodotto negli altri Paesi europei.
Solo nei primi mesi del 2010 i NAS hanno sequestrato alimenti fuorilegge per circa 10 milioni di euro, il 40 per cento in più rispetto al primo semestre del 2009. La repressione, caro Ministro, oltre ad intervenire solo a valle, cioè una volta che il danno si è determinato, è effettuata con mezzi sproporzionati per difetto alla vastità delle dimensioni del problema. Il lavoro dei NAS è encomiabile, e a loro va il nostro plauso, ma non può far fronte alle incognite, specie in tempi di globalizzazione.
Un accenno al tema dell'inasprimento delle pene. Ricordo subito che il ministro Calderoli ha cancellato una legge che puniva le adulterazioni alimentari. Sarebbe bene che il Ministero intervenisse in questa disputa e prendesse una posizione chiara, altrimenti noi del Partito Democratico presenteremo un emendamento ad hoc al decreto milleproroghe.
È paradossale che l'Italia ospiti sul suo territorio l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, con sede a Parma, istituita nel 2002 a seguito di un'altra emergenza, quella della mucca pazza. E se il Governo precedente ha istituito l'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, con sede a Foggia, completamente finanziata, questo Governo si è affidato al solo ruolo, insostituibile, di repressione e controllo dei NAS e alle resistenze, è il caso di dirlo, da parte di alcuni organi ministeriali, che pongono un freno ai decreti attuativi, a differenza di ciò che hanno fatto altri Paesi europei.
Ministro, lei ha parlato questa mattina dell'organizzazione del suo Ministero a seguito di questa emergenza, però voglio ricordarle che un conto è la gestione del rischio - e bene ha fatto ad istituire la relativa task force - e un conto è la valutazione del rischio, che non spetta al Ministero della salute, ma dovrebbe spettare ad un organo indipendente, che deve garantire il carattere di terzietà alla stessa valutazione. Ecco perché non comprendo la posizione del Ministero. Questo è il momento di decidere, caro Ministro. Basta giocare con la salute dei cittadini. Bene i controlli e bene l'etichettatura. Ora è il momento dell'Agenzia. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saccomanno. Ne ha facoltà.
SACCOMANNO (PdL). Signor Presidente, onorevoli senatrici, onorevoli senatori, desidero innanzitutto ringraziare il signor Ministro per aver ampiamente illustrato, in sette punti, quindi con una sintesi anche estremamente chiara, le azioni intraprese dal Governo in un momento di allerta internazionale che si è venuta a determinare per quanto accaduto in Germania. Il fatto che in Italia oggi abbiamo la certezza, riconosciuta anche dagli interventi dei colleghi, che tutto ciò non costituisca pericolo per i nostri consumatori è un merito che va ascritto anche alle azioni di questo Governo. C'è un momento di grande serenità che, con la chiarezza che gli è propria, il Ministro ha illustrato in questo nostro incontro.
Desidero esprimere apprezzamento per come sono stati tempestivamente previsti dei controlli straordinari, programmando peraltro anche misure a lungo termine, che vanno incontro alle problematiche, che non hanno creato allarme, sollecitate dall'opposizione e dalla maggioranza anche in questo dibattito, ma che indubbiamente richiedono dei momenti di attenzione cui il Governo ha corrisposto. Tra breve mi permetterò di sottolineare in che modo.
È indubbio che la tutela della produzione agroalimentare del nostro Paese è una bandiera del made in Italy, che viene sostenuta con un alto livello di sicurezza alimentare. Ricordava il collega Gustavino prima che l'organizzazione sanitaria italiana, che prevede, insieme, il controllo veterinario, il controllo della sicurezza alimentare e della nutrizione e il controllo dell'intero sistema sanitario, è vanto internazionale, visto che negli altri Paesi europei non c'è. Si tratta di un momento di forza importante che abbiamo potuto rilevare e constatare, non solo oggi, ma anche in altre emergenze apparse in ambito internazionale, come nel caso dell'aviaria, quando abbiamo avuto condizioni di sicurezza eccezionali. Quindi, apprezzamento per tutta questa tempestività e per un'organizzazione che certamente è importante motivo di orgoglio.
Voglio prendere lo spunto dalle osservazioni del collega Di Nardo per dire ancora una volta grazie perché il Governo e il mondo sanitario si uniscono alla tutela ambientale nei momenti in cui diventa sinergico l'obiettivo della tutela dei siti di interesse nazionale. In quelle aree fortemente antropizzate, dove naturalmente anche una serie di attività alimentari o zootecniche si svolgono con i pericoli sollevati e denunciati in quest'Aula, il Governo - che interviene sui siti di interesse nazionale, con una nuova politica, un nuovo impegno mirato - agisce nel senso chiesto da tutti per quanto riguarda la sicurezza: anche in quei luoghi, come l'area industriale di Taranto, diventata il simbolo negativo di una serie di problematiche connesse ai fenomeni antropici in quelle sedi. Voglio ricordare che proprio nell'area di Taranto si sono cimentati diversi Governi nazionali e regionali, ingaggiando una lotta che non ha raggiunto risultati ottimali. Probabilmente, questa sinergia tra Ministero dell'ambiente e Ministero della salute potrà creare una svolta importante anche in termini di sicurezza in quei siti.
Sempre in termini di sicurezza, dopo la legge approvata definitivamente ieri alla Camera sulla tracciabilità alimentare, vorrei sottolineare che l'intervento del Governo nel Consiglio dei ministri dell'Unione europea è stato ottimale, perché ci consente di proporre, a tutela, anche qui, di quelle grandi importazioni di carni suine un momento di serenità importante. Abbiamo una nuova possibilità nel Consiglio dei ministri europeo, che richiederà naturalmente un'approvazione con i due terzi, che riconosce all'Italia un ruolo estremamente attivo e positivo nel processo che consentirà la tracciabilità delle carni suine e dei prodotti latteari. Anche questo corrisponde ad una esigenza che l'Aula quest'oggi ha rilevato e rinnovo l'elogio per quanto il Governo ha fatto e per quanto continuerà indubbiamente a fare in tale ambito.
Questa è una politica di chiarezza e di trasparenza, mi consento di dire al collega Digilio. A mio avviso, invece, si può rilevare, con un apprezzamento unanime, che il Governo in questo settore, in modo trasparente, si sente impegnato e sta realizzando un momento di forte attenzione che porta grandi garanzie in ambito europeo e che ci rasserena. Questo è un dato per il quale intendo ringraziare il Governo ed intendo, come tutti, naturalmente, sollecitare un prosieguo di questo percorso di attenzione e di attivismo importante dell'Italia nel settore, che ci caratterizza e che naturalmente crea anche l'orgoglio della nostra produzione nazionale agroalimentare. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il Presidente della 9a Commissione, senatore Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.
SCARPA BONAZZA BUORA (PdL). Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola, visto che il mio intervento non era previsto. Sarò brevissimo. Ritengo doveroso, come Presidente della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare del Senato, aggiungere due parole per testimoniare - come è stato fatto da tutti i colleghi di tutti i Gruppi - al ministro Fazio e al Governo l'apprezzamento per la grande efficacia che si è registrata anche in questa occasione (e particolarmente in questa occasione) non solo nell'effettuazione dei controlli e nella predisposizione di tutto ciò che è necessario per garantire sicurezza alimentare, che è compito precipuo del Ministero della salute, ma anche per non ingenerare quell'allarmismo che abbiamo avuto in altre epoche. Sono in Parlamento da qualche anno e ricordo crisi di interi settori e comparti della nostra agricoltura determinate proprio da allarmismi creati ingiustificatamente, a volte anche da membri del Governo.
Bene, questa volta ciò non è accaduto. Questo è sicuramente un merito della serenità e della capacità, non solo politica ed organizzativa del nostro Ministro della salute, ma anche scientifica.
Voglio anch'io ricordare che il Senato nel suo complesso, con tutti i senatori di tutti i Gruppi, ha dato avvio ad una importante iniziativa legislativa che ha avuto successo, che è stata suggellata l'altro ieri da un voto positivo da parte della Camera dei deputati, e che adesso è affidata alla capacità negoziale del Ministro della salute da un lato e del Ministro dell'agricoltura dall'altro, nel consesso comunitario.
Abbiamo notato ieri qualche presa di posizione un po' distonica e preoccupata da parte del commissario europeo, che poteva forse attendere di leggere meglio la normativa. Ricordo infatti a me stesso che è una normativa che rinvia a decreti interministeriali, filiera per filiera, che dovranno essere prodotti, concordati e poi notificati all'Unione europea. La nostra è quindi una legge assolutamente coerente con la costruzione comunitaria e con la nostra appartenenza.
È però vera anche un'altra cosa, signor Ministro, di cui lei è testimone ogni volta che si reca ai Consigli dei ministri della salute dell'Unione europea, come del resto lo è il ministro Galan; siamo tutti europeisti, ma non intendiamo l'Europa come un Moloch che ci induce a recepire unicamente quanto viene da essa prodotto. Riteniamo, come soci fondatori dell'Europa, di dover essere parte attiva nella costruzione di una normativa europea per garantire maggiore sicurezza alimentare, valorizzazione della qualità di tutte le produzioni agricole, in particolare di un Paese come l'Italia, che è al primo posto in Europa per la produzione di valore aggiunto e, quindi, di qualità.
La norma che abbiamo prodotto tutti insieme l'altro giorno - ed è un successo straordinario per il Parlamento italiano - è anche un mandato autorevole che viene conferito al Governo, al Ministro della salute ed al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, per poter combattere con successo in sede comunitaria, sapendo di avere l'appoggio di tutto il Parlamento e di tutto il popolo italiano.
Vi ringrazio quindi per quello che avete fatto e, ancor di più, per quello che farete. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione sull'informativa resa dal Ministro della salute, che ringrazio per la sua disponibilità e tempestività.