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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 490 del 20/01/2011


FAZIO, ministro della salute. La normativa comunitaria ha stabilito i valori massimi per la presenza di diossina nelle carni suine e bovine basandosi sul consumo medio dei cittadini europei ed in Italia il consumo di carne di maiale è inferiore alla media comunitaria. Inoltre, i criteri con cui sono stati fissati i valori massimi sono cento volte inferiori ai limiti che possono essere tossici per la salute e hanno lo scopo di minimizzare sempre più l'esposizione umana a tale sostanza. Per quanto riguarda il riscontro di derrate alimentari positive per la diossina provenienti dalla Germania, solo un ristrettissimo numero di campioni è risultato contaminato e per valori bassissimi; peraltro i due campioni di carne di pollame risultati contaminati provengono da allevamenti bloccati e non sono entrati nella catena alimentare. Per modificare il carico di diossina presente normalmente nell'uomo a causa dell'esposizione ai fattori ambientali andrebbero ingerite centinaia di chilogrammi di carni contaminate. Non essendovi quindi rischi per il consumatore italiano derivanti dalla presenza di diossina in alimenti prodotti in Germania, l'Italia non ha ritenuto di adottare provvedimenti diversi dal rafforzamento dei controlli, nel rispetto della normativa comunitaria in materia di libera circolazione delle merci. L'Italia continua a battersi in sede europea per l'introduzione della tracciabilità dei prodotti alimentari, in particolare delle carni e dei prodotti caseari. L'ultima vicenda ha fornito tuttavia l'occasione per la messa a punto di un nuovo piano per la protezione dei consumatori basato su: maggiore trasparenza nelle attività di autocontrollo; obbligatorietà per i laboratori analisi di effettuare segnalazioni in caso di non conformità rispetto alla normativa vigente; netta separazione tra gli stabilimenti del settore alimentare e mangimistico da altri settori; registrazione informatizzata di tutte le imprese del settore alimentare; tracciabilità e aumento dei controlli sulla sicurezza dei mangimi; monitoraggio per la ricerca di contaminanti ambientali che hanno ripercussioni nella catena alimentare e nelle produzioni agricole in aree a rischio.