D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Signor Presidente, signor sottosegretario Caliendo, voglio ringraziarla per il lavoro che ha svolto e che svolge di approfondimento e di apprezzamento delle proposte di risoluzione del nuovo polo, ma devo dirle con altrettanta sincerità e franchezza che siamo rimasti molto delusi dalla relazione del Ministro della giustizia, soprattutto se la confrontiamo con quella dell'anno precedente, in cui il ministro Alfano aveva esordito dicendo (cito testualmente) che «il 2010 passerà alla storia come l'anno della compiuta riforma ordinaria e costituzionale del sistema giudiziario». In realtà, tutto ciò non è avvenuto e credo sia obiettivamente ingeneroso e forse anche infantile sostenere la tesi che le riforme che sono in Parlamento (mi riferisco a quelle ordinarie, che sono le uniche serie che si sarebbero dovute fare, che si dovevano fare e che si devono fare) non possono andare avanti per le cosiddette tensioni politiche. Mi sembra una giustificazione infantile e poco riguardosa per il dibattito politico su un tema così delicato, complesso ed importante come quello della giustizia, che riguarda milioni di cittadini italiani e innanzi tutto il sistema economico e sociale del nostro Paese.
Dunque, noi esprimiamo un giudizio negativo sulla relazione svolta dal ministro Alfano: a nostro avviso, si tratta di una relazione di basso profilo, intenzionalmente sotto tono per cercare di sgattaiolare in Parlamento rispetto alla triste contingenza di ciò che da giorni siamo costretti a leggere sui giornali; forse è di basso profilo anche la politica in materia di giustizia fatta dal Governo negli ultimi anni. Signor Sottosegretario, se dovessimo liquidare con una battuta questa relazione, potremmo definirla come la catechesi del cancelliere. (Brusìo).