MOLINARI (PD). Signora Presidente, l'ennesima riproposizione di un decreto-legge in materia di rifiuti campani pone il Senato della Repubblica nella imbarazzante condizione di provvedere alla conversione in legge, pochi mesi dopo avere ratificato -nel precedente provvedimento su analogo argomento - la fine della cosiddetta emergenza rifiuti in quella Regione. È innegabile che il Parlamento si sia trasformato (ed oggi ancora sia costretto da questo decreto-legge a trasformarsi) sia in un surrogato sia del Consiglio regionale della Campania, sia dei Consigli comunali e dei Consigli provinciali interessati, sia nel sostituto dei commissari succedutisi con inettitudine lungo questi ormai troppi anni.
Ciò che inquieta ulteriormente in questo decreto-legge, anche con riferimento alle modifiche introdottevi nel passaggio alla Camera dei deputati, è l'impressione di una assoluta mancanza di strategia di sistema e di determinazione operativa. Non c'è, infatti, alcuna certezza di una inversione di rotta (nel senso di una consapevole assunzione di responsabilità politiche, amministrative e civiche) da parte delle istituzioni locali (regionali, provinciali e comunali). Non c'è, quindi, alcuna certezza né di tempi né di modi per garantire - da parte dello Stato - a quelle popolazioni che l'emergenza (che - anzi - non si vuole nemmeno più così definire) avrà un termine e ne seguirà il rientro in una situazione di normalità, come per il resto d'Italia. C'è piuttosto l'impressione, molto negativa, che l'intero decreto rincorra la confusione esistente e sedimentata, e non affronti con la determinazione che uno Stato consapevole che il suo intervento in sussidiarietà deve dimostrarsi efficace e autorevole dovrebbe invece porre in essere la questione centrale, sinora irrisolta e volentieri innominata, della pesante intromissione della locale malavita organizzata in tutta la filiera della gestione dei rifiuti: questa cancerosa e proterva organizzazione sembra sostituire e lo Stato e le istituzioni locali in un settore, che attiene alla qualità della vita dei cittadini, sia come singoli, sia come collettività.
Occorrerebbe tutt'altro spirito a questo testo di legge ed occorrerebbe che il Governo entrasse nel merito di questo specifico tema con una più pregnante azione di positivo condizionamento degli enti locali campani. In carenza di queste condizioni di fondo, questo decreto non sarà certamente l'ultimo ad affrontare tanta problematicità. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Toni. Ne ha facoltà.