Ripresa della discussione sulla Relazione del Ministro della giustizia
sull'amministrazione della giustizia
CASSON (PD). E' difficile discutere una Relazione dimessa, inconcludente, inutile. Dopo anni di roboanti proclami, a giustificazione dei propri fallimenti il Governo chiama in causa le difficoltà economiche, le polemiche politiche, le resistenze interne del sistema giudiziario. In realtà, anziché preoccuparsi dei problemi autentici della giustizia - la lentezza dei processi, l'efficienza della macchina giudiziaria, l'effettività delle decisioni -, l'Esecutivo e la sua maggioranza si sono concentrati esclusivamente sui modi per sottrarre ai processi il Presidente del Consiglio e la cosiddetta cricca e hanno ignorato le proposte di riforma avanzate dall'opposizione. Alla luce dei recenti atti giudiziari riguardanti Silvio Berlusconi, si comprende perché non sia stato riformato il tribunale della famiglia e sia stato insabbiato il disegno di legge Carfagna per la lotta alla prostituzione. La modifica del regime delle intercettazioni non ha alcun legame con i problemi quotidiani dei cittadini: anziché soccorrere un Capo del Governo decadente, il Ministro della giustizia dovrebbe occuparsi del collasso della giustizia italiana. Il problema maggiore risiede nella carenza di disegno strategico e nell'anarchia decisionale e operativa. (Applausi dal Gruppo PD).
QUAGLIARIELLO (PdL). In un Paese normale ci si sarebbe rallegrati del forte decremento di processi civili scaturito da interventi di razionalizzazione al netto di misure di deflazione del contenzioso che devono ancora produrre effetti. Il 2010 è stato un anno operoso sotto il profilo della modernizzazione dei procedimenti e della riorganizzazione degli uffici. In cooperazione con le Forze dell'ordine e l'autorità giudiziaria il Governo ha dispiegato un'efficace azione di contrasto della criminalità organizzata, ha applicato il regime del 41-bis ad un elevato numero di boss mafiosi, ha bandito nuovi concorsi per magistrati, ha adottato misure per coprire le sedi giudiziarie disagiate e scoperte, ha affrontato l'emergenza carceraria con energia e determinazione. L'opposizione vuole tuttavia ignorare che in Italia esiste un'emergenza legata al tentativo di rovesciare per via giudiziaria i risultati delle elezioni politiche e che il senso di responsabilità impone di ricucire lo strappo tra politica e giustizia provocato da una frettolosa revisione, sull'onda di Tangentopoli, dell'articolo 68 della Costituzione. Chiedere chiarezza rispetto a ipotesi infamanti è doveroso, a condizione che l'imputato goda delle fondamentali garanzie. L'intervento attivo della magistratura nell'ambito legislativo, la spettacolarizzazione della giustizia, l'applicazione disinvolta della carcerazione preventiva e l'abuso di strumenti investigativi lesivi della privacy hanno alterato i connotati dello Stato di diritto. Occorre anzitutto ripristinare un equilibrio spezzato che mina il principio della sovranità democratica. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).
Presidenza del presidente SCHIFANI
BONINO (PD). Occorre avere il coraggio di proporre un'amnistia legale, per avviare una riforma strutturale della giustizia e far cessare l'amnistia strisciante che, al di fuori di qualsiasi controllo democratico, si attua quotidianamente attraverso la prescrizione. I provvedimenti attuati negli scorsi due anni, infatti, non sono sufficienti a promuovere una vera riforma del sistema giudiziario e la stessa diminuzione delle pendenze civili potrebbe derivare dallo scoramento dei cittadini e delle imprese, che sempre più spesso rinunciano a rivolgersi alla magistratura, data la lunghezza e la dispendiosità delle cause. (Applausi dei senatori Perduca, Poretti e Incostante).
PRESIDENTE. Ricorda che, qualora fosse accolta la proposta di risoluzione n. 3, che approva le comunicazioni del Ministro, risulteranno precluse le proposte di risoluzione nn. 4 e 5, relativamente alle parti tendenti a non approvare le comunicazioni medesime.
PISTORIO (Misto-MPA-AS). È disposto ad accogliere le considerazioni del Governo sulla proposta di risoluzione n.1, purché non abbiano carattere emendativo.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Accoglie le considerazioni del Governo sulla proposta di risoluzione n.1.
BENEDETTI VALENTINI (PdL). Si astiene sulla proposta di risoluzione n.1, non condividendo alcune prese di posizione in merito all'organizzazione degli uffici giudiziari.
Il Senato approva la proposta di risoluzione n. 1.
BONINO (PD). Chiede che vengano votati per parti separate la premessa e ciascuno dei due impegni della proposta di risoluzione n. 2.
Il Senato respinge le premesse e il secondo capoverso del dispositivo della proposta di risoluzione n. 2.
Il Senato approva il primo capoverso della proposta di risoluzione n. 2. Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva la proposta di risoluzione n. 3.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori INCOSTANTE (PD) e GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge le proposte di risoluzione nn. 4 e 5, per le parti non precluse dall'approvazione della proposta di risoluzione n. 3.
PRESIDENTE. Sospende brevemente la seduta per meglio organizzare la trattazione del successivo punto all'ordine del giorno.
La seduta, sospesa alle ore 10,59, è ripresa alle ore 11,14.
Presidenza del vice presidente NANIA