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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 488 del 19/01/2011


RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza del vice presidente NANIA

La seduta inizia alle ore 9,07.

Il Senato approva il processo verbale della seduta antimeridiana del giorno precedente.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B ai Resoconti della seduta.

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 9,09 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Seguito della discussione della Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia

Approvazione delle proposte di risoluzione nn. 1 e 3, nonché del primo capoverso del dispositivo della proposta di risoluzione n. 2. Reiezione della parte motiva e del secondo capoverso del dispositivo della proposta di risoluzione n. 2, nonché delle proposte di risoluzione nn. 4 e 5, per le parti non precluse

PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta pomeridiana di ieri sono state presentate cinque proposte di risoluzione.

CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Nel corso degli ultimi due anni l'impegno del Governo per la digitalizzazione e informatizzazione del sistema giudiziario è stato costante e assai proficuo: a fronte di un investimento di ben 15 milioni di euro, sono infatti oggi attivi in numerosi tribunali il processo civile telematico, il sistema web di gestione dei registri informatici per la cognizione ordinaria e la consultazione via Internet dei dati. La rilevante diminuzione registrata nel numero dei procedimenti civili pendenti è frutto della riforma del processo civile, dell'informatizzazione degli uffici giudiziari, della modifica in tema di spese di giustizia ed in particolare della disciplina del contributo unificato. Anche le pendenze nel processo penale sono diminuite, sia pure meno di quelle civili. Ribadisce la volontà del Governo di presentare quanto prima un provvedimento di riduzione a tre dei riti civili fondamentali, in un'ottica di sempre maggiore semplificazione dei procedimenti. Quanto al piano carceri, la relazione del Ministro ha fornito dati concreti e non previsioni illusorie, evidenziando i fondi reperiti, la realizzazione nel corso degli ultimi due anni di ben 2.250 posti detenuti a fronte dei 2.000 realizzati nei dieci anni precedenti e l'assunzione di 1.800 unità di polizia penitenziaria: questa è la strada che il Governo intende seguire e non, come proposto in una delle proposte di risoluzione, il ricorso ad una amnistia per alleggerire il sovraffollamento nelle carceri. Auspica una sempre maggiore collaborazione tra maggioranza e opposizione a sostegno dei provvedimenti necessari per il settore della giustizia ma esprime parere contrario alle proposte di risoluzione nn. 4 e 5, fortemente critiche nei confronti dell'azione del Governo. Esprime parere favorevole alla proposta di risoluzione n. 3. Sulla proposta di risoluzione n. 1 il parere è parzialmente favorevole, atteso che vi sono alcune diversità di vedute rispetto alla posizione del Governo, anche con riferimento ai tempi di entrata in vigore dei nuovi sistemi di mediazione civile e commerciale; quanto alla proposta di apportare possibili miglioramenti alla riforma della professione forense, preannuncia la disponibilità del Governo ad un confronto con tutti i Gruppi parlamentari. Infine, con riferimento alla proposta di risoluzione n. 2, il parere è favorevole sulla prima parte del dispositivo e contrario sulle premesse e sulla seconda parte, laddove si auspica l'adozione di un provvedimento di amnistia.

PRESIDENTE. Passa alla votazione delle proposte di risoluzione.

SAIA (FLI). Nella Relazione del Ministro della giustizia si registra uno scompenso tra la mole dei dati sull'attività effettuata nello scorso anno e le scarne previsioni su ciò che resterebbe da fare nel 2011. E' singolare poi che la mancata approvazione della più volte annunciata riforma organica della giustizia venga imputata all'evoluzione del quadro politico dell'ultimo semestre e quindi, di fatto, alla nascita di Futuro e Libertà per l'Italia, quando in realtà ciò è dovuto al fatto che l'attività legislativa si è concentrata sui problemi del Presidente del Consiglio piuttosto che su quelli della giustizia e dei cittadini. La Relazione non è sicuramente improntata alla disponibilità al dialogo, all'allargamento e alla condivisione dei percorsi politici, ma dietro l'atteggiamento di autosufficienza e autoreferenzialità del Ministro si percepisce la volontà di offrire ancora una forma di protezione ai problemi personali del Presidente del Consiglio con la giustizia. Per quanto riguarda le risorse, è importante proseguire nell'azione di recupero dei cosiddetti fondi perduti e nell'individuazione delle sacche di sperpero nella spesa pubblica, tuttavia non bisogna considerare la giustizia solo come un costo, perché con le confische, la prevenzione e la repressione dei reati essa può produrre risorse. Ribadendo la disponibilità ad approvare una riforma che non sia contro i giudici e vada nell'interesse dei cittadini, annuncia infine che il Gruppo non si esprimerà a favore della relazione del Ministro, non solo perché i punti in essa contenuti non sono convincenti, ma anche perché il Governo non sembra interessato a ricercare tale convergenza. (Applausi dai Gruppi FLI, UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-Io Sud-MRE, Misto-MpA-AS e della senatrice Mariapia Garavaglia).

LI GOTTI (IdV). Il Ministro ha ammesso che nell'anno passato non ci sono state riforme strutturali nel settore della giustizia e si è molto dilungato sui progressi dell'informatizzazione, che è solo uno strumento della vera riforma, che invece consiste nella riorganizzazione degli uffici giudiziari. In tale ambito, una delle principali lacune concerne il depauperamento del personale amministrativo, perché dai primi anni Novanta non si effettuano più assunzioni e ciò comporta il venir meno di quel passaggio di conoscenze ai giovani che invece ha sempre caratterizzato gli uffici pubblici. L'ufficio per il processo, contenuto in un disegno di legge proposto nella passata legislatura, andava proprio nella direzione opposta e prevedeva, individuando peraltro precise coperture finanziarie, l'assunzione di cancellieri e la formazione del personale amministrativo. Altrettanto indispensabile è la revisione della distribuzione, ora squilibrata, degli uffici giudiziari sul territorio. Le opposizioni hanno delle proposte riguardo alla riforma della giustizia e la risoluzione n. 5 va nella direzione delle proposte già formulate. Il Governo dovrebbe aprirsi al dialogo con l'opposizione sui temi della giustizia. È inoltre necessaria più sobrietà istituzionale: è sconcertante che il Ministro della giustizia abbia partecipato ad un dibattito televisivo in cui ha svolto il ruolo di avvocato e ha accusato i magistrati. Annuncia infine il voto favorevole del Gruppo Italia dei Valori sulle risoluzioni nn. 5 e 4. (Applausi dai Gruppi IdV e PD e dei senatori Astore e Serra. Congratulazioni).

PISTORIO (Misto-MPA-AS). Nella sua Relazione il Ministro stesso ha ammesso che il 2010, annunciato come l'anno in cui la riforma strutturale della giustizia avrebbe dovuto esser portata compimento, è invece passato invano, scandito da provvedimenti tampone, finalizzati a risolvere i problemi giudiziari del Presidente del Consiglio. Pertanto, anche quella della giustizia si unisce alle altre riforme che sono state solo annunciate senza tradursi in realtà a causa della debolezza e precarietà del Governo. È apprezzabile il tono del Ministro, improntato ad un'apertura e alla volontà di allargare l'area di consenso in un momento tanto delicato, tuttavia a tal riguardo sono condivisibili le osservazioni di quanti lo invitano ad una maggiore sobrietà istituzionale e a non interferire nei procedimenti giudiziari con posizioni di parte. La relazione si è concentrata sulle questioni marginali, senza trattare però i temi strutturali. Anche le questioni più concrete sono state affrontate in maniera deludente: non sono stati sciolti i nodi dell'edilizia carceraria e delle carenze di organico della polizia penitenziaria e della magistratura nelle aree più difficili del Paese; così, per la durata irragionevole dei processi si è pensato al processo breve piuttosto che a interventi relativi alla procedura e all'organizzazione, ed infine, per risolvere la questione del sovraffollamento carcerario, si potrebbe pensare alla depenalizzazione o a pene alternative. L'MpA è contrario a qualsiasi ipotesi di riforma che leda l'indipendenza e l'autonomia della magistratura o indebolisca il controllo di legalità; è invece disponibile ad una revisione della Carta costituzionale che ridisegni il sistema di relazione tra i poteri dello Stato, sempre nel solco rigidissimo della separazione. Annuncia infine il voto contrario dell'MpA alla risoluzione n. 3 della maggioranza, che approva la Relazione del Ministro, ed il voto favorevole alla proposta di risoluzione n. 1. (Applausi dai Gruppi Misto-MpA-AS e UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-Io Sud-MRE).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Nella precedente Relazione il ministro Alfano aveva preannunciato intereventi memorabili in materia di giustizia, la cui mancata realizzazione è ora stata giustificata in modo infantile chiamando in causa tensioni politiche che sono peraltro maturate all'interno del centrodestra. Quest'anno il Ministro ha svolto un intervento di basso profilo, che risente delle vicende personali del Presidente del Consiglio e della pochezza della politica governativa in materia di giustizia. Nei primi due anni e mezzo della legislatura il Parlamento è stato costretto a occuparsi di norme aberranti in tema di processo breve e intercettazioni telefoniche. Ritenendo di essere perseguitato per motivi politici il Premier dà ragione all'ex Presidente del Brasile che ha negato l'estradizione di un terrorista con la motivazione che il sistema giudiziario italiano non offrirebbe sufficienti garanzie. E' vero che il Parlamento ha approvato norme condivise per aggredire i patrimoni mafiosi e ha riformato il rito civile, ma occorre anche procedere ad una riforma organizzativa delle circoscrizioni giudiziarie che sono eccessivamente polverizzate. Un altro intervento necessario per razionalizzare l'uso delle risorse è la riforma del sistema delle notifiche. Anziché puntare su un riforma costituzionale che dispiegherà effetti solo tra alcuni anni e invocare in modo ideologico la separazione delle carriere, per conseguire gli obiettivi della durata ragionevole del processo e della certezza del diritto bisognerebbe garantire l'unità della giurisdizione. In conclusione, invita il Presidente del Consiglio a presentarsi di fronte ai magistrati che lo stanno indagando per il rispetto dovuto alle istituzioni e per la serenità del Paese. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-Io Sud-MRE, FLI, Misto-MPA-AS e PD e del senatore Pardi. Congratulazioni).

DIVINA (LNP). Ignorando i principi del garantismo, l'opposizione sta sfruttando in modo strumentale il dibattito sulla Relazione del Ministro della giustizia per porre l'accento su indagini in corso riguardanti il Presidente del Consiglio, per le quali, peraltro, Sulle vicende del Presidente del Consiglio, sottolinea l'anomalia di capi di imputazione che sembrano essere smentiti dalle dichiarazioni delle presunte vittime di concussione e sfruttamento della prostituzione. L'efficienza degli uffici e la conseguente velocizzazione della macchina della giustizia è stato l'obiettivo principale del Governo e l'arretrato civile ha iniziato ad essere smaltito. Sul problema del sovraffollamento delle carceri il Governo è intervenuto facendo ricorso non all'indulto ma ad un piano edilizio e all'applicazione degli arresti domiciliari per l'ultimo anno di pena, nei casi indicati dalla legge. Anche il settore della giustizia ha risentito del periodo di crisi economica e dei conseguenti tagli lineari alla spesa, ma non sempre maggiori finanziamenti comportano maggiore efficienza: l'esempio della procura di Bolzano dimostra il contrario. In molti uffici giudiziari occorrono capacità gestionali più che risorse. La collaborazione tra il Ministro della giustizia e il Ministro dell'interno ha dato risultati apprezzabili sul fronte della lotta alla criminalità organizzata: le Forze dell'ordine hanno arrestato un elevato numero di latitanti e hanno effettuato confische per un valore di diciotto miliardi di euro. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Commenti dal Gruppo PD).

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluta gli studenti del liceo scientifico "Augusto Righi" di Roma, presenti in tribuna. (Applausi).

Ripresa della discussione sulla Relazione del Ministro della giustizia
sull'amministrazione della giustizia

CASSON (PD). E' difficile discutere una Relazione dimessa, inconcludente, inutile. Dopo anni di roboanti proclami, a giustificazione dei propri fallimenti il Governo chiama in causa le difficoltà economiche, le polemiche politiche, le resistenze interne del sistema giudiziario. In realtà, anziché preoccuparsi dei problemi autentici della giustizia - la lentezza dei processi, l'efficienza della macchina giudiziaria, l'effettività delle decisioni -, l'Esecutivo e la sua maggioranza si sono concentrati esclusivamente sui modi per sottrarre ai processi il Presidente del Consiglio e la cosiddetta cricca e hanno ignorato le proposte di riforma avanzate dall'opposizione. Alla luce dei recenti atti giudiziari riguardanti Silvio Berlusconi, si comprende perché non sia stato riformato il tribunale della famiglia e sia stato insabbiato il disegno di legge Carfagna per la lotta alla prostituzione. La modifica del regime delle intercettazioni non ha alcun legame con i problemi quotidiani dei cittadini: anziché soccorrere un Capo del Governo decadente, il Ministro della giustizia dovrebbe occuparsi del collasso della giustizia italiana. Il problema maggiore risiede nella carenza di disegno strategico e nell'anarchia decisionale e operativa. (Applausi dal Gruppo PD).

QUAGLIARIELLO (PdL). In un Paese normale ci si sarebbe rallegrati del forte decremento di processi civili scaturito da interventi di razionalizzazione al netto di misure di deflazione del contenzioso che devono ancora produrre effetti. Il 2010 è stato un anno operoso sotto il profilo della modernizzazione dei procedimenti e della riorganizzazione degli uffici. In cooperazione con le Forze dell'ordine e l'autorità giudiziaria il Governo ha dispiegato un'efficace azione di contrasto della criminalità organizzata, ha applicato il regime del 41-bis ad un elevato numero di boss mafiosi, ha bandito nuovi concorsi per magistrati, ha adottato misure per coprire le sedi giudiziarie disagiate e scoperte, ha affrontato l'emergenza carceraria con energia e determinazione. L'opposizione vuole tuttavia ignorare che in Italia esiste un'emergenza legata al tentativo di rovesciare per via giudiziaria i risultati delle elezioni politiche e che il senso di responsabilità impone di ricucire lo strappo tra politica e giustizia provocato da una frettolosa revisione, sull'onda di Tangentopoli, dell'articolo 68 della Costituzione. Chiedere chiarezza rispetto a ipotesi infamanti è doveroso, a condizione che l'imputato goda delle fondamentali garanzie. L'intervento attivo della magistratura nell'ambito legislativo, la spettacolarizzazione della giustizia, l'applicazione disinvolta della carcerazione preventiva e l'abuso di strumenti investigativi lesivi della privacy hanno alterato i connotati dello Stato di diritto. Occorre anzitutto ripristinare un equilibrio spezzato che mina il principio della sovranità democratica. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

Presidenza del presidente SCHIFANI

BONINO (PD). Occorre avere il coraggio di proporre un'amnistia legale, per avviare una riforma strutturale della giustizia e far cessare l'amnistia strisciante che, al di fuori di qualsiasi controllo democratico, si attua quotidianamente attraverso la prescrizione. I provvedimenti attuati negli scorsi due anni, infatti, non sono sufficienti a promuovere una vera riforma del sistema giudiziario e la stessa diminuzione delle pendenze civili potrebbe derivare dallo scoramento dei cittadini e delle imprese, che sempre più spesso rinunciano a rivolgersi alla magistratura, data la lunghezza e la dispendiosità delle cause. (Applausi dei senatori Perduca, Poretti e Incostante).

PRESIDENTE. Ricorda che, qualora fosse accolta la proposta di risoluzione n. 3, che approva le comunicazioni del Ministro, risulteranno precluse le proposte di risoluzione nn. 4 e 5, relativamente alle parti tendenti a non approvare le comunicazioni medesime.

PISTORIO (Misto-MPA-AS). È disposto ad accogliere le considerazioni del Governo sulla proposta di risoluzione n.1, purché non abbiano carattere emendativo.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Accoglie le considerazioni del Governo sulla proposta di risoluzione n.1.

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Si astiene sulla proposta di risoluzione n.1, non condividendo alcune prese di posizione in merito all'organizzazione degli uffici giudiziari.

Il Senato approva la proposta di risoluzione n. 1.

BONINO (PD). Chiede che vengano votati per parti separate la premessa e ciascuno dei due impegni della proposta di risoluzione n. 2.

Il Senato respinge le premesse e il secondo capoverso del dispositivo della proposta di risoluzione n. 2.

Il Senato approva il primo capoverso della proposta di risoluzione n. 2. Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva la proposta di risoluzione n. 3.

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori INCOSTANTE (PD) e GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge le proposte di risoluzione nn. 4 e 5, per le parti non precluse dall'approvazione della proposta di risoluzione n. 3.

PRESIDENTE. Sospende brevemente la seduta per meglio organizzare la trattazione del successivo punto all'ordine del giorno.

La seduta, sospesa alle ore 10,59, è ripresa alle ore 11,14.

Presidenza del vice presidente NANIA

Discussione del disegno di legge:

(2507) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 novembre 2010, n. 196, recante disposizioni relative al subentro delle amministrazioni territoriali della regione Campania nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

ORSI, relatore. Nella presente legislatura la vicenda dei rifiuti in Campania è stata affrontata con vigore e determinazione, attraverso un iniziale impegno del Governo nella gestione dello smaltimento e nella realizzazione di nuovi impianti, a cui si è sostituita dal 2009 la responsabilità diretta degli enti territoriali. Non può essere quindi negato il miglioramento strutturale della situazione, grazie all'attivazione di nuovi impianti e alla crescita della quota di raccolta differenziata. Dunque il provvedimento, lungi dall'avocare nuovamente alla responsabilità dello Stato la gestione del ciclo dei rifiuti, offre alla Regione e ai Comuni campani un aiuto significativo, valorizzandone il ruolo, per consolidare i miglioramenti ed estenderli a tutto il territorio regionale. Ricordando la presentazione di un emendamento che accoglie una proposta del senatore De Luca sull'utilizzo prioritario delle cave dismesse come potenziali siti di stoccaggio, ribadisce la volontà della maggioranza e del Governo di valutare in modo aperto i suggerimenti dell'opposizione. Annuncia infine la presentazione di alcuni emendamenti che accolgono i rilievi mossi della Commissione bilancio.

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

ANDRIA (PD). La lunga vicenda emergenziale dei rifiuti di Napoli testimonia il fallimento complessivo delle istituzioni di tutti i livelli, guidate dal centrosinistra e dal centrodestra, l'immaturità delle classi dirigenti locali e dei cittadini nella gestione dei rifiuti e la nefasta incidenza dei veti incrociati delle forze politiche e sociali sulle ipotesi di localizzazione degli impianti di smaltimento. Non va inoltre dimenticato il ruolo della malavita organizzata, la presenza di numerose discariche abusive e il deposito di rifiuti industriali e tossici provenienti da altre Regioni d'Italia. È dunque errato individuare singoli capri espiatori, come l'ex governatore campano Bassolino o l'attuale sindaco di Napoli, su cui addossare l'intera responsabilità dei numerosi fallimenti nella gestione dei rifiuti. Per quanto riguarda il merito del provvedimento, occorre definire con chiarezza le competenze degli enti locali, al fine di accantonare i conflitti istituzionali in atto, e lasciare ai Comuni la competenza sulla riscossione dei tributi ambientali e sulla raccolta dei rifiuti. Il provvedimento disattende il principio della vicinanza territoriale tra impianti e luoghi di maggiore produzione dei rifiuti, previsto dalla normativa italiana ed europea; vanno migliorati i meccanismi sanzionatori per le amministrazioni inadempienti, rendendoli più equilibrati e meno discrezionali. Le indicazioni del Partito Democratico sul tema sono contenute in un disegno di legge a prima firma del senatore De Luca, finalizzato a risolvere il problema in modo duraturo attraverso un lavoro efficace e produttivo, che responsabilizzi lo Stato, le autonomie locali e il mondo delle imprese, definendo norme semplici e chiare. (Applausi dal Gruppo PD).

Presidenza della vice presidente BONINO

MOLINARI (PD). Il provvedimento in esame è privo di strategie di sistema e di determinazione operativa e non vi è alcuna garanzia di un'assunzione di responsabilità da parte degli enti locali, né certezza sui tempi e sui modi di superamento dell'emergenza rifiuti. Al contrario, il decreto-legge sembra rincorrere la confusione esistente e ormai sedimentata in Campania e non affronta il nodo centrale e spesso ignorato del problema, ossia la pesante intromissione locale in tutta la filiera della gestione dei rifiuti della criminalità organizzata, che sembra ormai aver sostituito lo Stato e le istituzioni locali in un settore di primaria importanza per la qualità della vita dei cittadini. (Applausi dal Gruppo PD).

DE TONI (IdV). Le inefficienze del ciclo dei rifiuti che si sono riscontrate negli ultimi anni in Campania non sono quasi mai dipese da ostacoli di carattere burocratico o amministrativo, quanto piuttosto dall'inidoneità del sistema derogatorio emergenziale a risolvere le problematiche: il regime commissariale ha infatti contribuito gradualmente negli anni ad alimentare l'emergenza stessa, colpevolmente deresponsabilizzando gli enti locali e diffondendo l'errata convinzione secondo cui un problema gestionale va necessariamente affrontato disapplicando le leggi e introducendo un regime di straordinarietà. Per l'ennesima volta il Governo interviene con un provvedimento di emergenza, derogando alle regole di valutazione di impatto ambientale, al codice dei lavori pubblici e alle norme ordinarie sulla conferenza dei servizi, mentre sarebbe necessario affrontare con serietà il problema sotto il profilo della legalità, contrastando il sistema di criminalità organizzata ormai capillarmente organizzato e rafforzando i mezzi di indagine e le strutture investigative. Allo stesso tempo, il Governo è chiamato ad operare per garantire, come richiesto dalla stessa Unione europea, la tracciabilità dei rifiuti e il rispetto dei parametri di tutela della salute dei cittadini, di qualità dell'aria, delle falde acquifere e dei suoli, anzitutto impedendo che vengano bruciati nei termovalorizzatori i rifiuti organici, che devono invece essere smaltiti con altre tecnologie. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Rivolge un saluto agli studenti della scuola media statale «Virgilio» di Lavinio di Anzio, in provincia di Roma, presenti in tribuna. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2507

MAZZUCONI (PD). Il provvedimento, oltre a testimoniare che l'emergenza rifiuti in Campania non è affatto finita, come invece più volte dichiarato dal Presidente del Consiglio, modifica per l'ennesima volta l'elenco della localizzazione delle discariche, con ciò contribuendo ad aumentare la confusione e la sfiducia dei cittadini nella credibilità delle istituzioni, che in tal modo sembrano dare ascolto alle popolazioni che più protestano e alzano la voce. Il provvedimento non è inoltre affatto condivisibile in quanto espressione di una perdurante politica centralista che, anziché responsabilizzare gli enti locali nella risoluzione dei problemi, li considera un elemento di disturbo e di contrasto e mira ad estrometterli dalla gestione del territorio e dei rifiuti. Le competenze dei commissari non vengono inoltre definite con precisione e la disciplina in materia di nuovo codice dei rifiuti non dà alcuna garanzia che il cambio di codice avvenga dopo che tutti i rifiuti sono stati sottoposti alla procedura di biostabilizzazione, con il rischio che i rifiuti potranno essere disseminati nelle discariche e dentro le cave. Occorre infine operare con razionalità per quanto riguarda il trasferimento delle ecoballe, per non provocare gravi danni ambientali in altre Regioni non adeguatamente attrezzate. (Applausi dal Gruppo PD).

CORONELLA (PdL). Nell'esprimere apprezzamento per il provvedimento, rileva che la legislazione concorrente in materia di gestione dei rifiuti non è un elemento di aiuto alla soluzione del problema rifiuti in Campania e che le stesse ordinanze di protezione civile che si sono succedute nel corso degli anni hanno contributo ad apportare confusione e ad alimentare conflitti istituzionali. Occorre che ciascuna istituzione svolga i compiti che le competono, senza sovrapposizioni e sostituzioni. A tal fine, andrebbe recuperato e valorizzato lo spirito che ispirò il decreto-legge n. 90 del 2008, il quale si è mosso in un'ottica di promozione della solidarietà istituzionale e di cooperazione tra i diversi livelli di governo, nel rispetto delle rispettive competenze e ambiti di intervento. La criminalità organizzata è senz'altro presente nel settore dei rifiuti, ma non deve per questo essere utilizzata come alibi per giustificare carenze e omissioni da parte dei soggetti competenti, posto, ad esempio, che andrebbero fornite delle risposte chiare e puntuali in ordine ai due termovalorizzatori destinati ai Comuni di Napoli e Salerno che ancora non sono stati realizzati. Chiede di aggiungere la firma all'emendamento 1.4, il quale, al fine di garantire un maggior equilibrio territoriale, prevede la soppressione di una discarica nella provincia di Caserta, la quale ha fino ad oggi dato un contributo assai elevato alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti in Campania. (Applausi del senatore Sarro).

RUSSO (Misto-ApI). Pur non condividendo numerose disposizioni, preannuncia il voto favorevole al provvedimento, nella speranza che questo possa riaccendere la fiducia del popolo campano per una vicina soluzione al problema dei rifiuti, il quale affonda le sue radici nella mancata attuazione del lodevole piano rifiuti varato dal Governo Prodi, che è stato osteggiato per il prevalere di interessi settoriali e di parte. Nonostante le rassicurazioni fornite dal Governo, l'emergenza non è affatto finita: i rifiuti sono ancora per strada, non si sa come verranno smaltite milioni di ecoballe e non vi è ancora una valida ed efficiente rete integrata per la gestione della raccolta differenziata. Il Governo farebbe bene a riconoscere le proprie colpe e responsabilità, come ha fatto assai meritatamente lo stesso presidente Bassolino, e ad attivarsi promuovendo azioni efficaci, ad esempio favorendo la sostituzione del combustibile fossile con il combustibile rinnovabile proveniente dai rifiuti, che apporterebbe benefici anche di carattere economico. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Gustavino e Di Nardo).

DIGILIO (FLI). La nozione di ciclo integrato dei rifiuti indica un sistema complesso volto a gestire l'intero processo dei rifiuti, dalla raccolta, al trasporto, al trattamento, al riciclaggio e quindi allo smaltimento. A questo riguardo, secondo la normativa europea è prioritario mettere in atto un'azione di minimizzazione dei rifiuti, intesa come riduzione della loro quantità e della loro nocività per l'ambiente, attraverso un'opera di prevenzione, riducendone la produzione e procedendo al riciclaggio e al riuso dei materiali. L'Italia si trova ancora in una posizione decisamente arretrata rispetto a tali pratiche virtuose e il decreto-legge in esame certamente non offre prospettive di adeguamento alla normativa europea. Il problema relativo al ciclo dei rifiuti va affrontato secondo una prospettiva nazionale e non guardando solo al caso napoletano e, se è vero che le amministrazioni locali devono assumersi le loro responsabilità, nell'analisi della drammatica situazione napoletana non possono essere taciute le responsabilità messe in luce da numerose inchieste giudiziarie che hanno dimostrato come al Sud vengono smaltiti anche molti rifiuti del Nord, specie quelli nocivi e che ciò ha pesantissime ricadute sulla salute delle popolazioni meridionali. Non bisogna infine dimenticare che tale vicenda danneggia l'immagine dell'Italia a livello internazionale e incide in maniera negativa sul turismo. (Applausi dei senatori Valditara e De Feo).

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti della scuola secondaria statale di primo grado «Giuseppe Maria Cante» di Giugliano, in provincia di Napoli, presenti nelle tribune. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2507

DI NARDO (IdV). Colpisce il fatto che in alcuni degli interventi pronunciati la camorra e la malavita organizzata non vengano citate in relazione all'emergenza rifiuti a Napoli, mentre è nota l'incidenza e la forza delle ecomafie. Gli interventi messi in campo dall'ex sottosegretario Bertolaso si sono dimostrati insufficienti e oggi, dopo tanti anni, ci si aspettava una legge organica in grado di avviare una politica strutturale della gestione dei rifiuti; invece il decreto-legge si muove nel solco degli interventi precedenti, dimostratisi inconcludenti. Continua infatti a mancare una visione complessiva: in particolare, la mancanza di investimenti su produzione, imballaggi, riciclaggio e riuso è retaggio di una impostazione vecchia che l'Europa ha abbandonato da tempo. Lo sviluppo della raccolta differenziata domiciliare è molto arretrata e priva di adeguati investimenti e di più forti misure sanzionatorie nei confronti dei Comuni inadempienti. Si è inoltre scelto di continuare a perseguire la via della provincializzazione delle competenze sul ciclo dei rifiuti, ma tale visione, oltre ad aver provocato durissimi contrasti all'interno della maggioranza, è irragionevole perché sottrae competenze e risorse ai Comuni virtuosi. Ugualmente carente all'interno del provvedimento è il tema della tracciabilità: sistemi di monitoraggio dell'origine e della destinazione dei rifiuti si susseguono e si sovrappongono, ma non entrano pienamente a regime, pur con l'ingente quantità di risorse spese. Il decreto-legge tralascia altresì di affrontare il problema delle ecoballe, che non possono essere trattate termicamente perché ottenute in modo non conforme alla normativa nazionale ed europea. Per tutte queste ragioni il decreto-legge in esame rappresenta la strada sbagliata per risolvere il problema dei rifiuti in Campania, che nel frattempo sta distruggendo le due principali attività economiche della Regione: l'agricoltura e il turismo. L'ordine del giorno G103 impegna a rafforzare, come chiesto anche dall'Unione europea, la tutela penale dell'ambiente. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori De Luca e Armato).

GUSTAVINO (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). L'emergenza rifiuti a Napoli si è riproposta nei mesi scorsi in maniera drammatica. Non è dunque servito l'avvicendamento negli ultimi anni di diversi Governi nazionali e locali, né il continuo ricorso alla legislazione d'urgenza, al commissariamento, alla deroga rispetto alle normative nazionali, all'utilizzo dell'Esercito e della Protezione civile. Annuncia il voto favorevole del Gruppo sul provvedimento in esame in nome di un principio di: questo, infatti, non è solo un problema della Campania, ma di tutta l'Italia, sia per i suoi riflessi sull'immagine del Paese a livello internazionale, ma soprattutto perché le responsabilità di questa situazione non sono solo meridionali. È necessario che lo Stato intervenga perché la percezione della drammatica realtà attuale genera sfiducia nelle istituzioni e questo sentimento è terreno fertile per la criminalità organizzata. Il decreto-legge è certamente migliorabile, ma rappresenta comunque un punto di partenza per addivenire ad una soluzione strutturale e non emergenziale.

DE FEO (PdL). Quanto è successo a Napoli negli ultimi mesi del 2010 è desolante, soprattutto perché era ampiamente prevedibile. Le cause della continua emergenza rifiuti nella città sono varie, a partire dalla cessazione del commissariamento. Inoltre, la società incaricata di raccogliere i rifiuti, vantando crediti nei confronti del Comune, ha minacciato di cessare la raccolta e ha sospeso il pagamento degli stipendi del personale; su questa situazione di sono innestate le proteste dei lavoratori e le interessate iniziative della camorra. Mancano infine, malgrado i finanziamenti regionali stanziati, gli impianti di compostaggio che avrebbero potuto contribuire a risolvere il problema.

LEONI (LNP). Come esponente della Lega Nord non ha una concezione individualista della vita e della politica, ritiene invece essenziale l'impegno sociale. La cultura federalista infatti insegna a coniugare i valori apparentemente antitetici dell'autonomia e della solidarietà, della libertà individuale e dell'appartenenza alla comunità, così come la cultura cristiana insegna che l'amore di sé non può essere disgiunto dall'amore del prossimo. Per risollevarsi dalla situazione di degrado, che permane da troppi anni, Napoli ha bisogno di persone responsabili che amino la propria città e un'organizzazione federale dello Stato può favorire un mutamento radicale delle coscienze. Provenendo da un Comune in cui la raccolta differenziata dei rifiuti ha raggiunto il settantacinque per cento si sente offeso dall'ipotesi che alcune città del Nord abbiano spedito la spazzatura nel Mezzogiorno: è bene tuttavia che la magistratura indaghi e faccia chiarezza sui legami tra gestione dei rifiuti e camorra. (Applausi dal Gruppo LNP e della senatrice Negri).

ARMATO (PD). Condivide il richiamo a principi di responsabilità e di trasparenza. Il problema della gestione dei rifiuti non può essere scaricato sugli enti locali e il Governo ha commesso un errore dichiarando precipitosamente chiusa l'emergenza. Il passaggio alla gestione ordinaria presuppone infatti la razionalizzazione delle competenze e la dotazione di risorse e mezzi adeguati. (Applausi dal Gruppo PD). Consegna una integrazione scritta all'intervento affinché sia pubblicata in allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).

SIBILIA (PdL). Il decreto-legge in esame nasce dalla necessità di chiarire meglio alcuni procedimenti amministrativi per il passaggio dalla fase emergenziale a quella ordinaria di gestione dei rifiuti sancito dalla legge n. 26 del 2010. Le province campane infatti presentano situazioni e problematiche sensibilmente differenti. In primo luogo il sistema impiantistico della Regione è inadeguato per la mancanza di discariche, siti di compostaggio, termovalorizzatori e inceneritori. Per individuare i siti dove collocare e realizzare gli impianti occorre prorogare i poteri straordinari ai Presidenti delle Province. I servizi di raccolta gestiti dalle società provinciali richiedono una diversa regolamentazione: il recupero dei costi attraverso la TARSU non appare strumento idoneo a garantire certezza dell'incasso. Il Comune dovrebbe rendersi garante e parte attiva nel procedimento che regola il rapporto finanziario tra committente e prestatore di servizi. Alle Province che ne hanno l'opportunità va consentito il finanziamento delle attività del ciclo dei rifiuti con l'avanzo di amministrazione. Occorre poi disciplinare il percorso amministrativo per liquidare i consorzi di bacino. Infine, è necessario un intervento a sostegno degli enti locali nell'adempimento delle obbligazioni sorte nel periodo emergenziale. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

ORSI, relatore. Ringrazia i senatori intervenuti nella discussione che hanno riconosciuto la necessità del provvedimento.

PRESIDENTE. Rinvia il seguito dell'esame alla seduta pomeridiana.

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. Comunica che, per accordi intercorsi tra i Gruppi, l'ordine del giorno della seduta pomeridiana è integrato con l'elezione dei componenti dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa-UEO.

Per lo svolgimento di interrogazioni

LANNUTTI (IdV). Sollecita la risposta all'interrogazione 3-01823 che verte sul congelamento dei risparmi da parte di un istituto di credito romagnolo e sulla nomina da parte del governatore Draghi di un commissario per il Banco emiliano romagnolo che è indagato per reato di usura.

PARAVIA (PdL). Sollecita la risposta all'interrogazione 3-01698 che, a fronte di denunce di falso in bilancio, invita il Ministro competente a inviare ispettori al Comune di Salerno.

PRESIDENTE. La Presidenza solleciterà la risposta del Governo.

Sulla necessità di una rivisitazione del Patto di stabilità interno

STRADIOTTO (PD). Facendo riferimento al caso paradossale del Comune di Maserada sul Piave, in provincia di Treviso, sollecita una revisione del Patto di stabilità interno che consenta alle amministrazioni virtuose di operare nell'interesse dei cittadini.

PRESIDENTE.Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.

La seduta termina alle ore 13,13.