la Regione autonoma della Sardegna, da diversi mesi, al fine di rispettare il proprio Patto di stabilità, ha ridotto l'erogazione dei finanziamenti che sarebbero dovuti arrivare nelle casse dei Comuni;
questi tagli hanno impedito a molti Comuni il rispetto del Patto di stabilità relativo al 2010;
il Consiglio regionale ha approvato la legge n. 16 del 19 novembre 2010, concernente "Disposizioni relative al Patto di stabilità territoriale";
successivamente la Giunta regionale ha deliberato a favore di alcuni enti locali gli stanziamenti in peggioramento necessari per rispettare l'obiettivo assegnato;
durante una riunione indetta dall'Associazione nazionale comuni italiani con i Sindaci della Sardegna, era stata fornita assicurazione che le ripercussioni negative del blocco dei finanziamenti regionali non sarebbero ricadute sugli incolpevoli enti locali, che avevano fatto affidamento sulle somme concesse con decreti di finanziamento, ma erogate solo parzialmente;
in assenza dei trasferimenti regionali o di parte di essi, molti Comuni si troverebbero nell'impossibilità di garantire tutti i servizi sinora erogati, compresi alcuni servizi essenziali,
si chiede di conoscere:
se il Ministro in indirizzo non intenda sostenere l'inserimento di una proposta emendativa nel corso dell'esame parlamentare del disegno di legge di conversione del decreto-legge cosiddetto milleproroghe al fine di consentire ai Comuni di non tener conto, ai fini del rispetto del Patto di stabilità, delle spese sostenute e rendicontate in virtù dei finanziamenti concessi dalla Regione e mai percepiti o percepiti solo in parte;
se non ritenga che il mancato rispetto del Patto non debba essere imputato ai Comuni, ma alla Regione che aveva l'obbligo di erogare i finanziamenti concessi.
(3-01861)