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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 487 del 18/01/2011


GALPERTI (PD). Signora Presidente, signor Ministro, onorevoli senatori, mi sembra che la relazione di rito, annuale, sullo stato della giustizia sia inversamente proporzionale, nella sua lunghezza, ai fatti, agli obiettivi, alle cose concrete conseguite. Mi pare quest'anno che anche la difesa dell'ottimo senatore Benedetti Valentini mostri qualche difficoltà, e la stessa baldanza del Ministro - lo dico con rispetto - che avevamo riscontrato negli anni scorsi registri qualche cenno di disincanto. D'altronde, potrebbe essere diversamente quando una maggioranza fortissima in un anno si scioglie come neve al sole, evidenziando talune difficoltà che, al di là del dibattito sulla politica, quando ci si misura sui fatti concreti, dimostrano tutta la gravità della situazione?

Al di là dell'azione di governo meramente amministrativa dei tanti che credo lavorino al Ministero (ci associamo in un ringraziamento per il lavoro svolto), è fuori dubbio che veniamo da un anno in cui il Parlamento e il Governo sono stati ancora stressati su alcuni temi quali la sospensione del processo, il legittimo impedimento, la costituzionalizzazione del lodo Alfano, mentre purtroppo tutte le questioni che elencava il senatore Benedetti Valentini in precedenza, dopo tre anni, sono al palo e vengono ripetute di anno in anno con una cadenza che non ci fa però pensare a nulla di buono.

Mi riferisco alla riorganizzazione degli uffici giudiziari, su cui abbiamo un'idea diversa da quella sentita prima; mi riferisco al disegno di legge sulla corruzione, peraltro d'iniziativa della maggioranza; mi riferisco alla semplificazione dei riti, che per l'ennesima volta è stata citata in una relazione; mi riferisco alla più volte annunciata iniziativa della maggioranza in materia di diritto di famiglia; mi riferisco alla riforma della magistratura ordinaria, nuovamente riproposta come indicazione delle cose da fare in futuro (e siamo - credo - alla quarta o quinta proroga). Persino la riforma della professione forense, dopo essere stata approvata dal Senato, resta al palo. Per non parlare del piano carceri, circa il quale forse oggi si è appreso che siamo in prossimità della stesura di un progetto preliminare, tant'è vero che anche quest'anno abbiamo dovuto varare un provvedimento che, andando ad intervenire sulla parte finale della pena, cercava in qualche misura di lenire una situazione davvero insopportabile.

Quindi, questo è, a mio avviso, quello che appare: una ripetizione di cose in relazione alle quali ci si propone di raggiungere gli obiettivi ed un risultato, un fatturato di azioni d'iniziativa politica davvero poco soddisfacente, tant'è vero - e questa può essere, forse, la buona notizia - che le grandi riforme (che riguardano il rapporto tra autorità giudiziaria e polizia giudiziaria, la separazione delle carriere e, infine, l'altro terzo cardine più volte invocato, la discrezionalità dell'azione penale) quest'anno le abbiamo viste - se non ho ascoltato male - espunte dalla relazione del Ministro. Ci auguriamo che questa possa essere una buona notizia, nel senso che l'auspicio è che ci possiamo magari avviare - anche se il clima e i numeri della situazione politica dicono altro - ad un anno di lavoro sugli aspetti condivisi (e ve ne sono) ed importanti relativi al funzionamento della giustizia, distogliendoci dai temi che in questi anni hanno contraddistinto l'azione del Governo e della maggioranza parlamentare. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà.