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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 482 del 23/12/2010


LANNUTTI, MASCITELLI, CARLINO, PEDICA - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della giustizia - Premesso che:

l'Agenzia delle Entrate e la sede di Equitalia SpA di Avellino continuano inspiegabilmente a non procedere agli sgravi susseguenti a decisioni favorevoli ai contribuenti delle Commissioni tributarie di 1° e 2° (immediatamente esecutive) rispettivamente di Avellino e della Regione Campania;

così facendo in un momento di profonda crisi economica del Paese centinaia di lavoratori rischiano di finire sul lastrico, si affossa l'economia, portando al fallimento le piccole e medie imprese, siano esse individuali o società di persone o di capitale;

Equitalia alle richieste di sgravio si trincera dietro l'Agenzia delle entrate, sostenendo che essa è soltanto un'esecutrice e che spetta all'Agenzia delle entrate competente provvedere allo sgravio, in un indecente gioco allo scaricabarile sulla pelle delle piccole e medie imprese;

considerato che:

con la circolare n. 49/E del 1° ottobre 2010, l'Agenzia delle entrate sottolinea il carattere prioritario, rispetto ad altre tipologie, dei rimborsi derivanti dalle sentenze delle commissioni tributarie. Per ottenere le somme, il contribuente non deve far nulla: né avanzare richieste specifiche né avviare solleciti. Il documento, precisa, infatti, che gli uffici del contenzioso devono dare via al rimborso dal momento in cui ricevono la comunicazione del dispositivo della sentenza, a condizione che sia possibile determinare con esattezza l'importo da restituire. Le strutture territoriali competenti, pertanto, sono invitate a provvedere al pagamento delle somme non appena vengono a conoscenza dell'esito sfavorevole del contenzioso, senza attendere la notifica della sentenza;

anche se il contribuente è in attesa dello sgravio, Equitalia iscrive ipoteca su beni mobili ed immobili, spingendo il presunto debitore a ricorrere all'usura, in quanto le banche con l'iscrizione dell'ipoteca procedono all'immediata revoca degli eventuali fidi concessi;

questi comportamenti dell'Agenzia delle entrate, in palese contrasto con la Carta dei diritti del contribuente, riescono a produrre inutili, illegittimi e velleitari contenziosi con i contribuenti, al solo scopo di guadagnare tempo, producendo così un danno irrecuperabile ai malcapitati;

l'iscrizione ipotecaria viene fatta tenendo conto della rendita catastale e non del valore commerciale dell'immobile, di modo che un debito commerciale di 10.000 euro produce un blocco immobiliare dieci volte superiore;

in particolare se la vendita dell'immobile prevede la valutazione secondo la rendita catastale e il venditore procede alla vendita, all'atto della registrazione, l'ufficio accerta il contribuente sul valore commerciale;

Equitalia è la società per azioni, a totale capitale pubblico (51 per cento in mano all'Agenzia delle entrate e 49 per cento all'Inps), incaricata dell'esercizio dell'attività di riscossione nazionale dei tributi;

la riscossione dei tributi è stata affidata ad Equitalia SpA con il fine di rendere più efficace il recupero del credito attraverso la riduzione dei costi a carico dello Stato e la semplificazione del rapporto con il contribuente;

considerato inoltre che Equitalia ha inviato e continua ad inviare per conto degli enti migliaia di cartelle esattoriali che devono essere annullate per errori formali o sostanziali, vessando i cittadini con cartelle esattoriale con somme esorbitanti, le cosiddette "cartelle pazze". Anche se il cittadino fa ricorso e ottiene una sentenza favorevole, Equitalia continua le procedure di riscossione finché l'ente non dà l'ordine di desistere. Il cittadino non ha difese, neppure se invia copia della sentenza: Equitalia risponde che provvederà allo sgravio solo quando l'ente annullerà la procedura,

si chiede di sapere:

se il Governo sia al corrente di tali illegittimi e velleitari contenziosi con i contribuenti, al solo scopo di guadagnare tempo, che producono un danno irrecuperabile ai malcapitati cittadini;

se il Ministro dell'economia e delle finanze intenda procedere ad un'ispezione per l'Agenzia delle entrate e l'Equitalia SpA di Avellino che continuano inspiegabilmente a non procedere agli sgravi susseguenti a decisioni favorevoli ai contribuenti delle Commissioni tributarie di 1° e 2° (immediatamente esecutive) rispettivamente di Avellino e della Regione Campania;

se il Governo non intenda assumere ulteriori iniziative volte ad accertare e quindi censurare tali comportamenti illeciti e vessatori dell'Agenzia delle entrate, in palese contrasto con la Carta dei diritti del contribuente.

(3-01836)