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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 472 del 13/12/2010


SACCOMANNO (PdL). Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli Ministri, onorevoli colleghe e colleghi, ho chiesto di intervenire in un dibattito così importante per trattare, utilizzando un linguaggio di mercato, un argomento di nicchia. Non mi soffermerò su argomenti che i colleghi hanno già affrontato, accennerò probabilmente soltanto al passaggio sulla fiducia, ma mi soffermerò su un argomento che anche la presidente Bonino ha voluto interpretare e tracciare. Mi sento personalmente impegnato, e lo farò.

Sono molti gli impegni che ella, signor Presidente del Consiglio, rappresenta in quest'Aula nel progetto del percorso di legislatura.

Molta strada si è fatta e molta strada ancora rimane da percorrere.

Ciò richiede la forte proposizione di impegni che questo Governo intende portare a termine.

Io, modestamente, come la maggioranza dei componenti di quest'Assemblea e, auspico, dell'altro ramo del Parlamento, sono a confermare una fiducia operosa, convinta, non da persona alla finestra, ma attiva e puntuale nei luoghi che il mandato richiede.

Proprio per questo ho voluto, signor Presidente, che, a fianco delle più ampie problematiche, esposte nel suo discorso e nei puntuali interventi dei colleghi, vi fosse uno spazio per un tema che non può avere spazi per contrapposizione, se non nella incisività con cui noi, parti politiche, ci sentiamo attive promotrici.

Signor Presidente del Consiglio, provengo da umili storie di vita, ma da un costante impegno sociale e politico. Non ho mai creduto, e mi sono ribellato quando qualcuno ha voluto farmi intendere che la storia, il costume, la consuetudine e la cultura delegassero ad una parte politica - e ad una soltanto - l'esclusività dei temi della salute e del sociale. Non ho creduto a questo, mi sono comportato di conseguenza - come faccio anche oggi - e i fatti mi hanno dato ragione.

Cito un esempio positivo, richiamato anche dal senatore Cosentino: nell'ambito della Commissione d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale, abbiamo colto all'unisono il grido di dolore di molti, le preoccupazioni su disfunzioni, inefficienze e spesso anche gli interventi positivi nel mondo della salute. Ho assunto però l'impegno in questa Commissione e, poi, in quest'Aula, pochi giorni fa, attraverso un ordine del giorno sottoscritto da tutti i Gruppi politici e accolto dal Governo - rappresentato, nella circostanza, dal sottosegretario Caliendo - che, da questo Natale in poi, avremmo chiuso il ciclo delle promesse fatte a uomini abituati ormai a non sperare.

Lei ne ha fatto un motore forte della sua azione politica: il momento della speranza. Signor Presidente, vi sono solo circa 1.300 uomini e donne, trascurati, dimenticati, «messi sotto il tappeto» - come ho detto in un'altra circostanza - perché non tanto di loro, ma della loro situazione, ci vergogniamo. Dio non voglia questo: vi sono anche alcuni che si vergognano degli uomini stessi, ma io ritengo che ella non sia l'uomo che si vergogna dell'uomo.

Certamente, dobbiamo farci carico di alcuni problemi, che sono stati mal affrontati. Questi pochi uomini, che sono circa 1.300, quindi non tantissimi nel panorama delle grandi problematiche che ella ha illustrato, possono diventare un segno efficace ed attento di un impegno sociale che comunque sottende agli interventi che ella ha voluto programmare e produrre nella sua lunga attività di governo. Ho sempre sostenuto, con avversari e con amici, che il nostro impegno sociale lo si traduce nel concreto; questa volta, per questo Natale - come ho fatto in quest'Aula - io chiedo a lei un impegno, un rigo, una parola che possa rafforzare questo nostro momento di attenzione.

Abbandono e degrado, alienazione della dignità sembrano l'unica terapia applicata per ridurre i pericoli di sicurezza a persone che languono nelle carceri giudiziarie, a malati psichiatrici che non sono trattati da malati.

Voglio solo due promesse, riproponendo il contenuto dell'ordine del giorno votato all'unanimità in Aula. In primo luogo, che per Natale 300 persone, che sono state giudicate sicure dal mondo della psichiatria che li cura e dai responsabili delle carceri, possano tornare, con l'aiuto suo e delle Regioni, alle loro case e alle cure previste nel territorio.

In secondo luogo, con solo 5 milioni - scusi la digressione, signor Ministro della giustizia - si possono realizzare interventi estremamente utili per determinare un cambiamento nella dignità di queste persone e di questi uomini: credo che non sia una spesa eccessiva. Con la collaborazione delle Regioni, l'attenzione di tutti e la sensibilità di questo ramo del Parlamento, con l'attenzione e l'umanità, signor Presidente, che mi permetto, insieme all'efficacia dei suoi interventi, di sollecitare a nome di tutti, sono convinto che in tal modo avremo dato un segnale importante per questo Natale anche da parte della politica. (Applausi dai Gruppi PdL e PD e dai banchi del Governo).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Casson. Ne ha facoltà.