RAMPONI (PdL). Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio, sei mesi fa la situazione di questo Paese era stabile e apprezzata nel mondo. L'opposizione era boccheggiante e non sapeva cosa dire. Registravamo dei dati molto precisi: un deficit inferiore a quello di tutti i Paesi con i quali ci confrontiamo in Europa, una disoccupazione più bassa - lo è ancora - rispetto alla media europea, una capacità competitiva nelle esportazioni inferiore solo a quella della Germania. Non abbiamo minimamente toccato le tasche dei cittadini con nuove tasse. Il Governo è stato capace di sostenere coloro che hanno perso il lavoro, sia fisso che precario, senza per questo peggiorare la nostra condizione economica.
Dunque, una situazione stabile che, come ha detto il Presidente, ci metteva, non dalla parte del problema, ma dalla parte della soluzione del problema di stabilità europeo. Lì siamo ancora rimasti.
Presidenza del vice presidente CHITI (ore 11,30)
(Segue RAMPONI). A conferma di questo, abbiamo stravinto le elezioni di medio termine o amministrative.
Allora, egregi signori, in democrazia il controllo sul comportamento del Governo non è dato dalle chiacchiere che solitamente si fanno, accusando e denunciando disastri, ma dalla risposta del popolo. E il popolo ci ha dato un'ulteriore vittoria di secondo termine. Quindi, il nostro Governo operava in maniera apprezzabile e certamente valida, rispondendo alle promesse fatte in sede elettorale due anni prima.
Ma, a un certo punto, un atto inconsulto francamente inspiegabile ha deteriorato la nostra situazione. Ha fatto un regalo all'opposizione, la quale, a sua volta, secondo me, è rimasta sorpresa e non ha nemmeno saputo che cosa fare, che cosa proporre, se non aprire la stura ad una serie di fiducie raffigurando sostanzialmente un disastro, che con buona pace vostra non c'è. Non c'è nessun disastro in questo Paese; c'è in realtà soltanto un grosso rischio: il rischio che, per il comportamento irresponsabile di un piccolo gruppo di persone che ha tradito la fiducia ricevuta dal popolo, si possa fermare la macchina di questo Governo che - se avessi più tempo citerei l'elenco - ha realizzato tutta una serie di riforme, di modifiche, di iniziative di sostegno economico che hanno consentito, come dicevo, al nostro Paese di recitare un'ottima parte in ambito europeo. Questa è la verità, vi piaccia o non. Il rischio, però, c'è e io spero che coloro che hanno sbagliato rinsaviscano. Se non lo faranno, pazienza! Riandremo al popolo che saprà premiare chi è rimasto fermo nelle promesse. (Applausi dal Gruppo PdL e dai banchi del Governo).
Voglio infine esprimere il mio apprezzamento per quanto il Presidente del Consiglio e il nostro Governo hanno saputo fare nei confronti del settore che più mi è caro, quale appunto quello delle operazioni di pace, delle missioni, della difesa e della sicurezza, senatore Casson! Questo è uno dei Paesi più sicuri al mondo, checché lei ne dica. Questo è uno dei Paesi che può permettersi una vita diurna e notturna, rara in tanti altri Stati europei. Questo è un Paese che è riuscito a catturare 29 dei 30 più pericolosi latitanti. Questo è un Paese in cui i turisti vengono e sono più tranquilli che in qualsiasi altro Paese del mondo. Questo è un Paese che ha garantito la presenza di 10.000 uomini nostri nelle operazioni internazionali, dando al Presidente lo strumento fondamentale dei successi che lui ha indubbiamente raccolto in campo internazionale. Il Governo non solo ha saputo fare questo ma nell'ultimo frangente, cioè nell'ultima finanziaria, ha saputo evitare di apportare quei tagli che hanno caratterizzato i bilanci della difesa di tutti gli altri Paesi europei.
Inoltre, i bilanci e il sostegno finanziario si vedono in realtà non nel bilancio preventivo, ma nel bilancio consuntivo. E il bilancio consuntivo nel sostegno alla difesa e alla sicurezza è sempre stato più che soddisfacente. Quindi, voi con le vostre prolusioni disastrose non fermerete questa macchina. Non la fermeranno quelli che hanno mancato nel rispettare la fiducia che il popolo aveva dato loro: non preoccupatevi. (Applausi dal Gruppo PdL e dai banchi del Governo. Congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Germontani. Ne ha facoltà.