FRANCO Vittoria (PD). Signora Presidente, direi che è proprio il momento giusto per sfiduciare questo Governo: ve ne sono tutte le ragioni. E forse anche per voi, signori del Governo, è il momento di prendere atto del vostro fallimento su tutti i fronti, dal disastro economico all'etica pubblica.
È sorprendente l'arroganza con la quale avete giustificato tagli ingiustificabili, come quelli alla scuola, all'università, alla ricerca e alla cultura. Con quanta arroganza la ministro Gelmini - me lo consenta, signora Ministro - ha parlato dei docenti universitari come dei baroni, dunque da punire, e dei ricercatori come dei privilegiati, dunque da cancellare. Con quanta supponenza ha parlato degli insegnanti e della loro assunzione nella scuola come ammortizzatore sociale: dunque, per questo, da mandare a casa. Con quanta rozzezza il ministro Tremonti ha dichiarato che «con la cultura non si mangia», e così anche lui ha giustificato altri tagli, enormi ed ingenti, ai beni culturali, al cinema e al teatro.
Invece, noi siamo convinti proprio del contrario, che è senza la cultura che non si mangia. L'hanno capito bene gli studenti, che manifestano facendosi scudo con i libri, con i titoli dei classici: «Decameron», «Il principe», «I fratelli Karamazov», «Don Chisciotte», «Gomorra». (Commenti del senatore Azzollini). Gli studenti hanno capito che possono avere futuro solo se hanno cultura, se hanno studiato, se hanno delle competenze, se si sono appropriati del sapere. Altrimenti, c'è emarginazione, c'è disoccupazione. Gli studenti sanno che l'istruzione è oggi, ancora più di ieri, la migliore assicurazione sociale di cui un giovane possa dotarsi per evitare un'età adulta fatta di emarginazione, per l'appunto. Gli studenti vivono sulla loro pelle il fatto che non c'è futuro per il Paese e per loro stessi senza istruzione, senza formazione, senza ricerca e senza innovazione. Per questo difendono il loro diritto allo studio, che voi avete tagliato, come avete continuato a tagliare sull'offerta formativa nella scuola, come se non bastassero gli 8 miliardi di tagli già dal 2008. Volete proprio distruggere la scuola pubblica e lo volete fare addirittura in nome della lotta agli sprechi e in nome del merito. È davvero comico, se non fosse tragico! Tra i Paesi che aderiscono all'OCSE, siamo all'ultimo posto per la percentuale di spesa in istruzione. Dunque, il problema certamente è riformare, ma non distruggere.
Lo stesso vale per l'università. La ministro Gelmini si è vantata di aver reperito nuove risorse, necessarie al funzionamento minimo dell'università, ma ormai lo sanno tutti che non di nuove risorse si tratta, ma soltanto di un reintegro parziale di risorse già tagliate. Parziale, dal momento che mancano ancora 300 milioni alle somme dovute per il 2011. Si pretende di fare una riforma, che viene definita epocale, riducendo le risorse. Forse per voi bastano i Bignami offerti dal CEPU, così affettuosamente visitato e trattato dal nostro Presidente del Consiglio, come se fosse la «Bocconi» di Milano.
Senza risorse, ministro Bondi, crolla Pompei, uno dei simboli universali della nostra storia, simbolo anche, purtroppo, della crisi civile in cui siamo piombati con il berlusconismo. Crolla il turismo, un pilastro della nostra economia. I beni culturali, tesoro del nostro Paese, vengono gettati nell'incuria. Nelle istituzioni culturali si sta facendo un deserto. Istituzioni di prima grandezza, come biblioteche nazionali, archivi, istituti culturali, Accademia della Crusca, sono in enormi difficoltà, semichiuse o in procinto di chiudere se non si inverte la tendenza, fondata sulla vostra illusione consapevole che la cultura possa essere affidata al mercato, che la si possa privatizzare. Sappiamo che non è così, soprattutto senza vantaggi fiscali.
Per il cinema restano ancora solo promesse sulla conferma dei benefici introdotti dal centro-sinistra, come tax credit e tax shelter. Il Fondo unico per lo spettacolo è ridotto ad un'inezia, ma così si mortifica la creatività e la produzione culturale di cinema e spettacolo. Evidentemente per voi, destra al Governo, la cultura deve essere solo quella televisiva, leggera, acritica, che non faccia funzionare troppo il cervello. Forse per questo una trasmissione intelligente come quella di Fazio e Saviano vi ha dato tanto fastidio (Applausi della senatrice Marinaro. Commenti dal Gruppo PdL) perché risponde a quell'opinione pubblica più esigente, stanca del berlusconismo, che tutto appiattisce perché vuole un'Italia mediocre e cittadini rassegnati. Ma l'Italia vera, operosa, onesta si sta svegliando, reagisce e vuole mandarvi a casa.
Meritano ascolto e non ironia, signor Presidente del Consiglio, gli studenti che manifestano, magari anche sui tetti, insieme con i loro docenti e i loro insegnanti, gli operatori del cinema e dello spettacolo, dei beni culturali, della televisione pubblica. Si chieda perché lo fanno e non parli, anche lei, di difesa di privilegi, per favore, perché diventa davvero patetico. (Applausi dal Gruppo PD).
Non si può governare se non si è in grado di fare scelte e di stabilire le priorità su cui investire, e non si può disinvestire da settori chiave per lo sviluppo e la competitività del Paese, come la ricerca scientifica, l'innovazione, il sapere e la cultura. Averlo fatto è la più grande miopia di questo Governo, che si rivela sempre più inadeguato ai bisogni del Paese.
La sua retorica rassicuratrice, signor Presidente del Consiglio, non riesce più a camuffare e a nascondere il totale fallimento di una politica populista, centrata sull'Unico e sui suoi problemi con la giustizia, col fisco, con le associazioni segrete. Per questo è necessario ed urgente chiudere questa pagina deprimente ed aprire una fase nuova che dia fiato e speranza all'Italia, almeno per responsabilità verso i nostri giovani. (Applausi dal Gruppo PD e dal senatore Pardi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fantetti. Ne ha facoltà.