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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 472 del 13/12/2010


FANTETTI (PdL). Signora Presidente, illustre Presidente del Consiglio, illustri membri del Governo, onorevoli colleghi, intervengo a nome degli italiani all'estero che ho l'onore di rappresentare, in particolare quelli della Circoscrizione Europa, e di concerto con i colleghi eletti nel Nord America e nel Sud America. Gli italiani all'estero costituiscono un patrimonio dell'Italia: sono decine e decine di milioni di persone che continuano a guardare al nostro Paese con immutato affetto e con attenzione. A questi italiani il Governo Berlusconi ha garantito credibilità internazionale.

Potrei consegnare agli atti della seduta odierna il testo del mio intervento del 30 settembre per ribadire la fiducia al Governo, ma vorrei estendere il discorso all'orgoglio degli italiani all'estero rappresentati dal Governo Berlusconi, alla gestione sana e efficiente della crisi internazionale, all'autorevolezza dimostrata nei consessi internazionali; in particolare, per esempio, all'opera che ha portato al riavvicinamento tra la Federazione russa e la NATO, nonché, ed è di questi giorni, all'opera che, attraverso la proposta del ministro Tremonti e del ministro Juncker, potrebbe portare, sui mercati internazionali di capitali nei quali noi siamo particolarmente esposti, alla creazione di un'entità che rappresenti l'Unione europea e che garantisca su quei mercati le obbligazioni espresse in euro. Queste sono testimonianze dell'autorevolezza di questo Governo nei consessi internazionali, di cui noi italiani all'estero siamo particolarmente orgogliosi.

Noi abbiamo difficoltà all'estero a spiegare certe anomalie italiane. Abbiamo difficoltà a spiegare che, unici nel consesso dei Paesi occidentali civili, abbiamo un ordinamento giudiziario in cui l'accusa e il giudizio coincidono. Abbiamo difficoltà a spiegare che la Seconda Repubblica, di cui tutti vanno parlando, non coincide con una modifica particolare della Carta costituzionale.

E allora, quando dobbiamo entrare in queste argomentazioni, dobbiamo dare degli esempi sulla novità di questa fase: uno di quelli più calzanti è proprio il fatto di poter eleggere un Governo e una maggioranza in Parlamento sulla base di un'indicazione chiara del voto da parte degli elettori, cosa che non è mai successa prima nella nostra Repubblica. E questa indicazione del voto non può che dettare dei limiti di coerenza e di efficacia al cosiddetto vincolo di mandato. Quindi, riteniamo particolarmente irresponsabile e incoerente che in una situazione che, anche dal punto di vista legale e costituzionale, è cambiata, con questa indicazione che viene data al momento del voto, qualcuno possa, nel mezzo della legislatura, cambiare idea, di settimana in settimana, e travolgere quel percorso molto importante di riforme di cui il Paese necessita.

Riforme che si spiegano da sole perché, quando all'estero siamo costretti a difenderci dall'accusa che la nostra migliore università, quella di Bologna, l'università più antica del mondo, è al 189° posto nelle classifiche internazionali, è imbarazzante. E tanto più imbarazzante allora è dover spiegare che, mentre finalmente il nostro Governo, il Governo Berlusconi, è riuscito a mettere mano ad una riforma, e di fronte ad una crisi occupazionale che il Governo è riuscito a contenere a livelli più che accettabili, estendendo la cassa integrazione, dando lavoro e garantendo livelli di benessere e di consumo che altrove, ahimè, si sono persi, non si comprenda che ciò è una conseguenza diretta del fatto che lei, Presidente, è uno dei pochissimi leader politici italiani che ha lavorato e che ha dato lavoro. Questo fatto la accomuna a tutti gli italiani all'estero che in tutto il mondo, a prescindere da quando sono emigrati, hanno questa caratteristica essenziale: lavorano, sono dei lavoratori. Non si emigra se non per andare a cercare un lavoro, o un lavoro migliore.

Siamo estremamente orgogliosi dell'operato del Governo e delusi dal fatto che un nostro parlamentare, che ci riporta indietro negli anni ad un salto nel buio, in cui il dettato della volontà popolare non viene realizzato coerentemente, possa interrompere questo percorso. Ribadiamo dunque la fiducia al Governo e auspichiamo che tra queste riforme si possa portare avanti anche quella più specificamente diretta ai tanti giovani italiani che devono emigrare. Mi riferisco in particolare al disegno di legge approvato alla Camera e poi in Commissione al Senato sugli incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori italiani. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bonino. Ne ha facoltà.