VALDITARA (FLI). Specie in un contesto fortemente condizionato dalla grave crisi internazionale, è giunto il momento di avviare una nuova fase nella politica italiana, consentendo la formazione di un Governo che abbia il coraggio delle scelte e rispetti le promesse fatte agli elettori. Occorre un'inversione di tendenza sulle politiche dell'istruzione, dell'università, della ricerca. Il tessuto produttivo italiano, imperniato sulla piccola e media impresa, ha bisogno di un forte sistema pubblico di ricerca: investire sulla ricerca e sull'università è quindi un fattore decisivo di crescita e tale viene considerato da tutti i Paesi industrializzati. In Italia invece, solo grazie all'impegno di Futuro e Libertà è stato possibile ridurre i tagli al sistema di istruzione superiore e di ricerca previsti nella manovra finanziaria e la pur condivisibile riforma dell'università rischia di essere condizionata dall'esiguità delle risorse disponibili. L'università ha responsabilmente accettato la riduzione di corsi di laurea, la decurtazione delle retribuzioni dei docenti, il blocco del turnover, la riduzione delle sedi, ma il Governo non ha mantenuto le promesse. Ed altrettanto deludente è la politica scolastica: la riforma del reclutamento, destinata a selezionare meritocraticamente i docenti, giace da ormai due anni in Commissione ed è impraticabile fino a quando non si porrà rimedio al problema del precariato, per il quale il Governo non ha accettato la proposta, razionale e finanziariamente conveniente, di Futuro e Libertà di prepensionare gli insegnanti demotivati e assumere migliaia di giovani docenti. Per ragioni economiche (non valide però quando si tratta di soddisfare le pretese della Lega e di pagare le multe all'Unione europea per la vicenda delle quote latte) non si dà vita neppure all'altra grande riforma della scuola che lega le retribuzioni degli insegnanti al merito ed ai risultati ottenuti. I tagli alla spesa sono praticati alla cieca, in modo lineare, invece di prendere decisioni coraggiose, promesse peraltro in campagna elettorale, quali la soppressione delle Province e l'accorpamento dei Comuni. (Applausi dal Gruppo FLI e del senatore Rusconi).