GARRAFFA (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GARRAFFA (PD). Signora Presidente, c'era da aspettarselo: è nelle corde di questo Governo l'assenza dell'Avvocatura dello Stato, e quindi della Presidenza del Consiglio, tra le parti civili nel processo per la strage del 1993 a Firenze in via dei Georgofili. È una scelta grave e sospetta; è la dimostrazione plastica che le catture dei grandi latitanti si devono all'impegno dei magistrati, ma soprattutto alla capacità delle forze dell'ordine, sottopagate. Dico questo, in quanto la presenza tra le parti civili in un processo non dà lo stesso effetto mediatico che può produrre l'arresto di un latitante di punta.
L'assenza dello Stato in questo processo, che speriamo porti alla verità e dia giustizia ai parenti delle vittime e a tutta l'Italia, è un calcio in bocca alla lotta alla criminalità organizzata. Il Ministero faccia di tutto per cancellare questa macchia, eviti di distrarsi per individuare la strada che garantisca il salvacondotto per il Premier. È meglio applicarsi per la gestione puntuale delle cose semplici, per evitare di dare sponde sospette alla criminalità e alla mafia. Bastava poco: bastava la normalità, un'agenda, un appunto, una data, un avvocato. Ma è chiaro che questa normalità non è nel DNA di questo Governo.
Pertanto chiedo a lei, signora Presidente, di inviare questo messaggio al Presidente del Senato affinché lo invii a chi di competenza. (Applausi dal Gruppo PD).