DELLA MONICA (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DELLA MONICA (PD). Signora Presidente, voglio intervenire sul punto già in parte trattato dal senatore Garraffa.
Oggi ho ritirato una mozione a mia firma che riguarda un impegno in materia di antimafia. L'ho fatto per una convergenza su questa materia di tutte le forze politiche. Altrettanto abbiamo fatto per gli emendamenti presentati in materia di piano di contrasto a tutte le mafie, sottoscrivendo un ordine del giorno che avrebbe impegnato il Governo a favorire l'approvazione entro il 30 novembre di quest'anno di normative indispensabili, e come tali ritenute da tutte le forze investigative e dalla magistratura che si sta occupando delle stragi (mi riferisco ad antiriciclaggio, voto di scambio, normativa sui pentiti), cosa che puntualmente non sta avvenendo.
A questa situazione se ne aggiunge un'altra: una incolpevole dimenticanza, si dice; una gravissima dimenticanza, una grave carenza, perché la Presidenza del Consiglio dei ministri non si costituisce parte civile per lo Stato attraverso l'Avvocatura distrettuale in un processo che riguarda le stragi di mafia del 1993 avvenute a Firenze, a Roma, a Milano. La notifica è stata fatta correttamente per pubblici proclami ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Questo dato per la Presidenza del Consiglio e per l'Avvocatura distrettuale dello Stato era assolutamente conoscibile e preventivabile, direi doveroso, considerando che le stragi di mafia del 1993 costituiscono un argomento all'ordine del giorno, continuamente richiamato dagli organi di stampa.
Tra l'altro, la Commissione parlamentare antimafia ha discusso pubblicamente la relazione sulle stragi di mafia; si è recata a Palermo a svolgere attività specifiche di indagine, ed il presidente Pisanu si è fatto portatore di un grande impegno affinché politicamente da una parte si rafforzasse l'attività della magistratura inquirente per raggiungere la verità e dall'altra si facesse luce sotto questa ottica. Sono in corso audizioni, anch'esse pubbliche, per ricostruire politicamente pagine inquietanti che il lavoro della magistratura a Firenze, a Palermo, a Caltanissetta ha messo in luce.
Questo comportamento, quindi, che è inspiegabile, deve trovare una giustificazione. E io la prego, Presidente, di farsi portatrice di questa richiesta del Partito Democratico affinché il Ministro della giustizia venga a riferire in Aula. (Applausi dal Gruppo PD).