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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 464 del 23/11/2010


LI GOTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LI GOTTI (IdV). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, il 18 febbraio 2010 la Commissione parlamentare antimafia ha approvato all'unanimità un codice di autoregolamentazione, al fine di sollecitare i partiti ad una selezione delle candidature, in previsione delle imminenti elezioni regionali, provinciali e comunali. Dopo quella data era nostra intenzione che anche in quest'Aula venisse recepita quella forte condivisione vissuta in quella sede, facendoci pervenire, con la mediazione accorta del presidente Pisanu, ad un testo da tutti condiviso.

Avevamo avuto l'impressione che, nonostante quella condivisione su un codice che tutti volevamo fortemente, ci fosse freddezza da parte delle forze politiche, come se la Commissione bicamerale d'inchiesta sul fenomeno della mafia fosse un corpo estraneo ai due rami del Parlamento e non fosse invece espressione del Parlamento. Si era colta questa sensazione parlando tra colleghi, quasi che la Commissione antimafia avesse voluto correre troppo, quasi imporre ai partiti una selezione della classe dirigente attraverso il richiamo a precetti cui si ispira la Commissione antimafia in virtù della legge istitutiva della stessa. Con quest'ultima il Parlamento ha voluto assegnare alla Commissione antimafia il compito di studiare gli strumenti e verificare in che modo le forze politiche arrivano alla selezione della classe dirigente attraverso le candidature. Questo faceva parte e fa parte della legge istitutiva della Commissione antimafia.

Quindi, ci siamo mossi in quell'ottica: provocare un dibattito in quest'Aula di condivisione e adesione a quel codice di autoregolamentazione che la Commissione antimafia ha fortemente voluto ed approvato. E come Italia dei Valori siamo riusciti a determinare questa adesione a quel codice, perché la nostra mozione parte da un postulato: adesione e condivisione del codice di autoregolamentazione approvato dall'Antimafia. Il testo della mozione condivisa di cui è primo firmatario il senatore Centaro parte dal medesimo postulato. Quindi significa che il punto principale di questa nostra intenzione, ossia il coinvolgimento convinto di tutti i partiti, ha trovato un punto di riscontro positivo. Era opportuna e sentita questa possibilità di lettura condivisa, in considerazione di qualche critica che c'era stata.

Quindi, proprio perché la nostra mozione voleva avere questo spirito, abbiamo valutato di non poterla far morire, in quanto avremmo tradito lo spirito per cui era stata proposta. Pertanto non potevamo annullare quella nostra intenzione, pur riconoscendo la positività di molti dei passaggi della mozione condivisa dagli altri Gruppi. Però ci siamo resi conto che se noi avevamo vissuto un momento, e quindi richiamato l'attenzione del Parlamento su un documento, non potevamo poi farlo morire.

Siamo quindi soddisfatti del punto di approdo. Saremmo stati e saremmo più soddisfatti se la nostra mozione fosse stata condivisa da tutta l'Aula. Ci rendiamo però conto delle diversità di posizione, che comunque non riguardano la condivisione da parte di tutti - e da questo momento nessuno se ne potrà dimenticare - del codice di autoregolamentazione antimafia. La politica ha dato un segnale: deve coltivarlo, non soltanto con le parole ma con i fatti. Noi, politica, abbiamo assunto un impegno. Penso che il Governo si farà parte diligente nel non ostacolare le nostre iniziative parlamentari e nel farsi promotore di proprie iniziative legislative. Abbiamo iniziato un percorso: portiamolo avanti.

Ovviamente, il nostro voto sarà favorevole sulla mozione presentata dall'Italia dei Valori e su quella presentata dal Gruppo del Partito Democratico, a prima firma della senatrice Della Monica. Esprimeremo però un voto di astensione sulla terza mozione in esame, la n. 351, in quanto la condividiamo al 99,9 per cento. (Applausi dal Gruppo IdV).