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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 464 del 23/11/2010


VIESPOLI (FLI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VIESPOLI (FLI). Signor Presidente, voteremo a favore del provvedimento. Lo faremo non con la convinzione, lo slancio e l'entusiasmo che pure dovevano essere espressi e manifestati rispetto a una riforma che finalmente arriva a un punto di approdo. Lo ricordo a me stesso: in ogni caso e comunque, l'elemento di positività, prima ancora che di merito, è proprio il fatto che dopo diversi tentativi (che addirittura risalgono agli inizi degli anni Ottanta, al 1983, con il Governo Fanfani, che affidò a una commissione di esperti l'incarico di studiare una riforma del settore delle professioni liberali, che poi non portò a compimento, e poi al 2006, con un miniprovvedimento, la cosiddetta lenzuolata, così come è stata definita e conosciuta nella denominazione politico-mediatica, che comunque, al di là del merito, rappresentava un pezzo di una riforma) sul tema delle professioni, bisogna prendere atto positivamente che finalmente arriva all'approvazione in questo ramo del Parlamento una riforma della professione forense.

Lo slancio e l'entusiasmo che avrebbero dovuto accompagnare tale traguardo sono un po' stemperati da alcuni contenuti della riforma che non ci paiono affrontare nella maniera migliore possibile almeno due grandi questioni di impostazione, rispetto alle quali abbiamo cercato di dare un contributo migliorativo attraverso gli interventi dei colleghi del Gruppo, l'attività nelle Commissioni, il dibattito in Assemblea e la vera e propria attività emendativa. Anzitutto, il tema della concorrenza, perché oggettivamente è un po' difficile poter convenire che questa riforma abbia il respiro e la coerenza dell'impostazione europea: è piuttosto dentro una dimensione che ancora affronta con difficoltà il terreno della concorrenza. Così come affronta con qualche difficoltà una grande questione aperta in un contesto molto delicato e difficile, cioè il rapporto tra la professione e l'accesso alla stessa, in particolare per i giovani. Sicché, se l'impostazione della riforma è sicuramente corretta, perché punta a recuperare il decoro, l'importanza e la funzione di una professione, tuttavia questo passaggio appare più conservativo che non inclusivo, non aperto, non tale da dare una risposta a uno dei grandi problemi che abbiamo di fronte. Mi riferisco al tema della mobilità sociale anche nell'ambito della professione forense, e non solo di questa; al tema di come si determina il ricambio generazionale; di come le soglie di accesso di una professione siano a favore dei giovani e non di chi già ha e di chi già opera.

Intorno a questi due elementi, abbiamo cercato, come dicevo, di determinare alcuni interventi migliorativi, e rivendichiamo alcuni emendamenti, che hanno appunto riguardato il rapporto tra i giovani e i titolari all'interno degli studi professionali, per cercare di determinare condizioni di rapporto che avessero un minimo di regolamentazione e, per altro verso, anche il ruolo e il diritto delle donne all'interno del mondo professionale. Abbiamo cercato in questo modo di accompagnare un processo di riforma necessario, e di farlo con quell'equilibrio di carattere generazionale che è poi una grande questione aperta e che resta uno dei grandi temi che saremo chiamati ad affrontare.

Questo provvedimento ha la stessa caratterizzazione della fase che stiamo attraversando: si ha la sensazione - e non si tratta solo di una sensazione - che si sia un po' perso lo slancio riformatore, lo slancio legato al grande cambiamento. Al di là della politica politicante, la grande questione che abbiamo di fronte è quella di recuperare questo spirito e questo clima, determinando davvero le condizioni perché un Governo e uno schieramento politico si caratterizzi, segni il percorso della sua attività in termini di riforma, di cambiamento, di spirito innovatore e di grande apertura nei confronti della società.

Questo provvedimento forse risente anche di tale clima. Proprio per tale ragione, voteremo favorevolmente ma, come dicevo all'inizio, senza slancio ed entusiasmo. (Applausi dal Gruppo FLI. Congratulazioni).