i lavoratori della Eaton di Massa si trovano in una condizione estremamente difficile; da due anni sono in cassa integrazione, e dal 6 ottobre 2010 occupano gli stabilimenti dell'azienda per cercare di attirare l'attenzione dell'opinione pubblica e di una proprietà irresponsabile che non dà loro risposte;
l'ennesimo esito fallimentare dell'incontro tra la proprietà dell'azienda e il Ministero dello sviluppo economico ha gettato nello sconforto più totale i lavoratori, consapevoli che dal 15 dicembre prossimo, ovvero dal giorno in cui cesserà la cassa integrazione, si ritroveranno senza alcuna forma di reddito e alcuna prospettiva di lavoro;
di fronte all'ennesimo rifiuto della multinazionale americana di accettare il ricorso alla cassa integrazione in deroga, necessaria per rendere possibili e realizzabili progetti di reindustrializzazione dell'area, il 17 novembre l'assemblea dei lavoratori ha deciso di promuovere un corteo pacifico diretto verso il casello dell'autostrada A12, allo scopo di andare incontro al prefetto di Massa Carrara che, di ritorno dall'incontro a Roma, avrebbe potuto fornire loro ulteriori informazioni sulla vertenza in atto;
a circa 100 metri dal suddetto casello, immotivatamente e senza nessun preavviso, il corteo è stato brutalmente caricato dalle Forze dell'ordine; molti lavoratori e due dirigenti sindacali, Alessio Castelli e Gioacchino Pitanti, vengono feriti e trasportati all'ospedale,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del fatto riportato e quali siano le sue valutazioni in merito;
se abbia avviato o intenda avviare gli atti necessari per fare piena luce sull'accaduto adottando gli opportuni provvedimenti nei confronti di coloro che si siano resi responsabili del ferimento dei lavoratori e dei due dirigenti sindacali;
come valuti l'operato di chi dirigeva le Forze dell'ordine;
se in tale circostanza le Forze dell'ordine abbiano agito sulla base di direttive emanate dal Ministero e, in caso affermativo, se il Ministro in indirizzo ritenga di fronteggiare il crescente disagio sociale che la grave situazione occupazionale ha determinato nel nostro Paese attraverso l'utilizzo della forza e della violenza durante le manifestazioni in corteo dei lavoratori.
(4-04135)