l'articolo 17-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001, come modificato dalla legge 15 luglio 2002, n. 145, recante "Disposizioni per il riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio di esperienze e l'interazione tra pubblico e privato", prevede e disciplina la possibilità per un numero consistente di funzionari pubblici di essere nominati "vicedirigenti", stabilendo i requisiti necessari per un tale inquadramento;
la normativa si caratterizza per un moderno riposizionamento della funzione dirigenziale, che trova nuovo equilibrio rispetto alla durata degli incarichi e alle possibilità di accesso alla carriera pubblica dall'esterno, secondo una prassi di innovazione e qualificazione professionale già sperimentata presso i principali Paesi europei;
secondo stime del Codacons, sarebbero centinaia di migliaia i funzionari pubblici potenzialmente coinvolti dall'attuazione del provvedimento. Il numero esatto, però, non è stato ancora accertato. In tal caso, il mancato riconoscimento in termini di premialità e progressione di carriera ammonterebbe a circa 10 milioni di euro;
a fronte della mancata adozione, da parte del Ministro in indirizzo, delle previsioni di legge, sono numerose le cause pendenti presso i Tribunali del lavoro. Le pratiche già evase si sono tutte concluse con sentenza di riconoscimento dei diritti dei pubblici funzionari e con la conseguente condanna degli uffici e delle amministrazioni pubbliche, impegnate a risarcire i danni,
si chiede di sapere quali azioni intenda intraprendere il Ministro in indirizzo per colmare la grave inottemperanza alle previsioni di legge, con particolare riferimento all'esigenza di emanare tutti gli atti generali necessari per l'istituzione dell'area contrattuale della vice dirigenza nel pubblico impiego e anche a fronte dell'avvio imminente di un'azione collettiva (class action), già annunciata dalle principali associazioni di categoria e da numerose associazioni di rappresentanza dei diritti dei consumatori.
(2-00287)