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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 462 del 18/11/2010


RIZZI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RIZZI (LNP). Signor Presidente, la depressione è sicuramente una patologia subdola, che colpisce in sordina e che spesso non viene riconosciuta proprio da chi ne è affetto, vuoi per vergogna, vuoi per sottovalutazione del problema, tutti concetti già espressi nel dibattito di questa mattina, che è stato particolarmente costruttivo. In realtà, è emerso molto chiaramente che il problema esiste e ha una gravità sconvolgente.

Rinvio alle parole della presentatrice della mozione, la senatrice Baio, per quanto riguarda i possibili drammatici risvolti di questa patologia, fosse anche solo - permettetemi, il "solo" - in tema di suicidio, con i numeri che abbiamo appena sentito.

Ringraziando la senatrice Baio per aver portato in Aula la mozione e per aver sollevato il problema (e con lei ringrazio tutti coloro che hanno firmato la mozione e che sono intervenuti nella discussione), mi preme fare il punto della situazione su ciò che è emerso nelle ultime fasi di questo dibattito.

È emerso in maniera estremamente chiara che il Governo dà un parere favorevole a questa mozione e che dal punto di vista tecnico il Ministero si sta già muovendo per dare risposte in questa direzione; ma la preoccupazione che ha espresso il sottosegretario Caliendo è ovviamente quella che pervade tutte le iniziative di origine parlamentare, ed è relativa alla famosa copertura economica, all'assenza di risorse e alla coperta troppo corta per tutti.

Ebbene, gli strumenti secondo me ci sono. Rimanendo in tema di depressione, a firma mia e della collega Boldi, ad esempio, è stato depositato in data 4 marzo 2009 un disegno di legge intitolato «Modifiche alla legge 23 dicembre 1978, n. 833, e disposizioni in materia di tutela della salute mentale» che potrebbe sembrare un disegno di legge megagalattico che vuole andare a soppiantare completamente la legge n. 833. In realtà, non è assolutamente così. È un disegno di legge estremamente specifico, che ha come punto centrale proprio la terapia della depressione nella sua metodologia di sviluppo sul territorio, andando a separare nettamente le strade tra la patologia acuta e quella cronica dal punto di vista psichiatrico, e le patologie cosiddette nobili, quelle più importanti o ritenute tali dal punto di vista psichiatrico, da quelle ritenute un pochino meno pregnanti, come ad esempio la depressione.

Dietro a questa definizione, vi è problema di fondo non indifferente, e cioè, che mentre le patologie psichiatriche unanimemente conosciute sono assolutamente riconosciute e trattate in ambiente ospedaliero e territoriale, la depressione di fatto non viene trattata, perché non esiste nessun canale a cui i pazienti, affetti da questo dramma, possano afferire.

I costi ai quali la senatrice Baio e gli altri colleghi negli interventi che si sono susseguiti facevano riferimento non sono i costi reali della terapia psichiatrica, ma sono quelli indotti dalla mancata terapia della patologia psichiatrica.

Credo che questo sia il punto saliente su cui dibattere; probabilmente - anzi, oserei dire certamente, perché da questo punto di vista non ho alcun dubbio - nel momento in cui venisse messo in atto, a bassissimo costo, sul territorio un presidio di trattamento della patologia psichiatrica - infatti, nel momento in cui la patologia insorge è assolutamente curabile con risorse assolutamente limitate - andremmo a risparmiare decine di migliaia di milioni di euro dal bilancio. Una volta tanto inoltre un disegno di legge non avrebbe bisogno di coperture economiche ma determinerebbe un risparmio dal punto di vista economico, semplicemente separando le due linee di finanziamento tra la cosiddetta patologia psichiatrica nobile rispetto a questa assolutamente più subdola.

Ciò detto, questo non è l'unico disegno di legge. Apprezzo il contributo della senatrice Sbarbati e quello della collega Aderenti, che hanno voluto inserire due ulteriori due elementi fondamentali, per quanto riguarda la depressione post partum ancora più misconosciuta. Meglio sarebbe dire che tutti lo sappiamo ma nessuno ha il coraggio di parlarne e di affrontare.

La senatrice Bianchi ha depositato un disegno di legge ad hoc per questo, al quale chiedo ora di poter aggiungere la mia firma. Ma chiedo anche, non tanto al Governo ma al Parlamento, di prendere le risorse già esistenti in Parlamento per combattere questo tipo di patologia in modo da non limitarci alla mozione, che è un impegno banale, ma fare qualcosa davvero di concreto. E qui ringrazio il senatore Mascitelli che ci stimola a non avere le illusioni ma a fare qualcosa di concreto. Io credo che qualcosa di concreto sia assolutamente fattibile: la mozione è condivisa; i disegni di legge potrebbero essere assolutamente condivisi; i problemi della copertura economica potrebbero essere assolutamente superati e superabili. Potrebbe essere la volta che da una mozione nasca davvero un disegno di legge condiviso che vada a risolvere davvero un grande problema, dando una risposta concreta ad un problema reale di questo Paese che - ripeto ancora - è assolutamente misconosciuto ma presenta risvolti a dir poco drammatici. Quindi, non posso che confermare il pieno appoggio a questa mozione.

Ringraziando nuovamente la senatrice Baio, dichiaro che il voto della Lega Nord sarà convintamente favorevole. (Applausi dai Gruppi LNP, PdL, PD e IdV).