DELLA MONICA (PD). Il codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione antimafia rappresenta un grosso impegno di carattere unitario con cui si è cercato di creare una frattura nel rapporto tra criminalità organizzata e politica, individuando dei criteri per la selezione dei candidati alle elezioni amministrative. I primi risultati dimostrano però che, nonostante l'iniziativa della Commissione antimafia, la composizione delle liste elettorali per le amministrative presenta criticità molto più allarmanti di quanto si immaginava. Sottoponendo la mozione n. 345 (testo 2) all'attenzione dell'Assemblea si chiede pertanto un maggiore impegno per l'adozione di iniziative legislative che possano estendere il campo d'azione del codice di autoregolamentazione anche alle elezioni politiche nazionali e del Parlamento europeo, al fine di incidere in maniera più pervasiva sulla selezione della classe politica. Si propone altresì una riflessione complessiva rispetto alle misure contenute nel disegno di legge d'iniziativa governativa in materia di contrasto alla corruzione e per la trasparenza nella vita pubblica, prevedendo condizioni di ineleggibilità e di decadenza dalla carica per i cittadini e gli amministratori pubblici implicati in reati connessi ad attività di carattere mafioso o in illeciti contro la pubblica amministrazione, peraltro strettamente connessi con quelli di carattere mafioso. Si richiede, infine, anche un impegno dell'Esecutivo, affinché coloro che assumono cariche di Governo dichiarino di non trovarsi in situazioni particolari, quali quelle di essere rinviato a giudizio, essere stato oggetto di una misura cautelare, anche non definitiva, o di una sentenza di condanna, alla quale è equiparata anche la sentenza in rito abbreviato e di patteggiamento. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi. Congratulazioni).