Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (286 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 457 del 11/11/2010


RUSSO (Misto-ApI). Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, i dettagliati ma inutili resoconti di quanto accaduto in questa povera Italia stanno imperversando in quest'Aula da ormai troppe sedute.

Ieri si discuteva dell'Italia sotto l'acqua e sulle possibili cause. L'altro ieri è stata la volta del ministro Maroni che troppo frettolosamente ha definito chiuso il caso Ruby ma che, stando alle dichiarazioni del pubblico ministero che si occupò della faccenda, chiuso non è. Oggi siamo qui a discutere sulla domus dei gladiatori, così ingloriosamente venuta alla ribalta.

Un'Italia che, per raccontarla per capitoli, è sotto l'acqua. E a proposito, quale potente ministro del Sud accompagnerà il Premier a verificare gli ingenti danni provocati nel Cilento dal maltempo? O saranno usati anche questa volta due pesi e due misure a scapito delle Regioni meridionali? È un'Italia ancora sotto l'immondizia, e mi chiedo che fine ha fatto il miracolo di due anni fa. Era un vero miracolo o era soltanto un po' di spazzatura buttata sotto il tappeto? Ed è anche un'Italia sotto i crolli, che non sono solo materiali ma anche e soprattutto etici e morali.

Signor Ministro, vuole che a confutazione della sua informativa le legga quello che sul caso hanno detto e scritto autorevoli esperti, come il professor Settis ed altri? Vuole che le ricordi, come hanno fatto e faranno altri autorevoli colleghi, gli innumerevoli episodi accaduti sotto la sua gestione, come il crollo nella Casa dei casti amanti, la caduta di un pezzo del Colosseo, la frana della volta della Domus aurea? (Commenti del senatore D'Alì). Nell'enumerare tali eventi mi sembra quasi di essere tornati all'alba del 79 dopo Cristo. Sono meno di 2.000 anni, quasi che fosse una riesplosione del Vesuvio.

Ma ad onor del vero, penso che qui manchi il «convitato di pietra». Manca in quest'Aula il vero responsabile di quello che sta accadendo. Manca, non come si ostina a dire qualcuno, il fato, ma il ministro Tremonti, che con i suoi famigerati tagli lineari ha indebolito la qualità degli interventi di cui un patrimonio come quello posseduto dal nostro Paese aveva ed ha bisogno.

Ebbene, a me hanno insegnato che in tempo di vacche magre tra un ridimensionamento delle spese per le vacanze o delle spese per la cultura non ci debbano essere perplessità: si rinviano le prime e si implementano le seconde. Così non è stato. Onorevole Ministro, quisque faber fortunae suae, e la sua buona volontà, le buone intenzioni cozzano con l'amara realtà.

Signor Ministro, io penso che le dimissioni che le sono state chieste non le si debbano chiedere e che lei debba lasciare, sua sponte, per non essere riuscito ad ottenere i fondi necessari per il suo Ministero. Ma noi dovremmo invece chiedere le dimissioni del ministro Tremonti e del suo Governo che ha avallato tali scellerate scelte.

E le voglio dire, a conclusione, che noi andiamo spesso a Pompei e che la conosciamo bene, perché abitiamo in quelle zone. Alla collega Bugnano, che seguirà la questione per l'Italia dei Valori e che ieri mi ha detto che non conosceva Pompei, dico di andarci in fretta perché se, come ci ha raccontato, lei è impotente su quello che sta per avvenire, potremo avere altri eventi rovinosi che non sono certamente addebitabili al maltempo, che imperversa su quell'area da più di 2.000 anni, ma all'inadeguatezza dei fondi messi a disposizione del suo Ministero. (Applausi dei senatori Astore e Mascitelli).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bugnano. Ne ha facoltà.