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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 447 del 27/10/2010


DIVINA (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DIVINA (LNP). Signora Presidente, parlando ai colleghi, io vorrei trasmettere uno scatto di orgoglio, proprio perché, in ambito di sfruttamento sessuale minorile, il nostro Paese, rispetto a tutti gli altri Paesi europei, è considerato fra i più avanzati, avendo già recepito nel proprio ordinamento nuove norme in ambito di nuove tipologie di reato proprio in materia di abusi sessuali. Bisogna anche dire che l'Italia ha recepito per prima la Convenzione sulla protezione dei bambini dagli abusi sessuali, approvata dal Consiglio d'Europa il 12 luglio 2007 e che noi, lo stesso anno, il 7 novembre, abbiamo sottoscritto.

La Convenzione di cui stiamo parlando adesso, la Convenzione di Lanzarote, è il primo strumento a livello internazionale che considera reati tutte le diverse forme di abuso sessuale in danno di bambini e di adolescenti. Infatti, dobbiamo riconoscere anche in questo caso orgogliosamente da italiani, che è stata la delegazione italiana la più attiva nel consentire che le proposte più importanti venissero poi recepite all'interno della Convenzione. Sono le proposte che prevedono il nuovo reato di grooming, ossia di manipolazione psicologica dei minori; che hanno previsto la creazione di unità investigative specializzate, chiaramente sotto copertura, per indagare sulla pedopornografia; che hanno previsto il rafforzamento della cooperazione internazionale per combattere la dimensione transnazionale di questi reati; la creazione di un fondo per le vittime degli abusi; l'introduzione del reato di corruzione di minore; l'allontanamento del reo dal nucleo familiare, qualora ne fosse un membro; l'identificazione dei minori ritratti su materiale pedopornografico; la creazione di osservatori nazionali; la previsione di altre misure a protezione del minore.

Oggi, nel nostro ordinamento, con la legge di recepimento, introduciamo altri aspetti del diritto di carattere più procedurale e penale, come il raddoppio dei termini di prescrizione se l'interessato è un minore di età inferiore a 14 anni; l'inasprimento delle pene per l'associazione a delinquere finalizzata a reati sessuali, nonché la nuova aggravante per omicidio in occasione di reati sessuali nei confronti di minori. Questo, in risposta alle osservazioni del collega Li Gotti, che parzialmente, o forse totalmente, sono state già recepite.

Vorrei aggiungere che, come Lega Nord, ci siamo trovati quasi sempre in prima fila per combattere questo fenomeno. Vorrei ricordare che la settimana scorsa abbiamo depositato un'ulteriore proposta di legge sui reati efferati o, meglio, quelli realizzati con particolare crudeltà, dove è previsto un inasprimento di pene e, soprattutto, è previsto di escludere queste figure, questi soggetti, dai benefici della legge Gozzini: niente benefici e niente sconti di pena. Abbiamo introdotto nell'ordinamento penitenziario un articolo 41-ter che va a sommarsi al 41-bis, meglio conosciuto come carcere duro per i mafiosi ancora pericolosi. Ricordiamo anche l'azione di questo Governo: infiniti sono stati i decreti sicurezza del nostro ministro Maroni; inoltre, su questa materia è stato introdotto il reato di stalking, ossia per ogni tipo di molestia, come pure pene più severe per tutti i reati che hanno un certo impatto sociale.

Volevo ricordare, infine, una cosa abbastanza curiosa che è accaduta nell'affrontare l'esame di uno di questi decreti-sicurezza. In Commissione si è ritenuto collegialmente di dover inasprire le pene per tutti i reati a sfondo sessuale, e ci siamo trovati sostanzialmente tutti d'accordo: c'è stata molta unità su questo punto. Sennonché, come capita spesso in Commissione, nello stendere gli emendamenti si può anche incorrere in qualche pasticcio. Ci siamo infatti accorti, il giorno dopo, che andando ad inasprire le pene sugli articoli 609-quater e sul 609-bis del codice penale, cioè sui reati di atti sessuali e di violenza sessuale, avevamo previsto l'arresto obbligatorio soltanto per l'atto sessuale, in caso di lieve entità, mentre questo non è previsto per la violenza. Cosa stava a significare? Che se due minori, ad esempio un sedicenne e una tredicenne, venivano colti da un pubblico ufficiale nell'atto di scambiarsi delle effusioni rischiavano l'arresto, in caso di flagranza; ma se quel ragazzino, in procinto di essere arrestato, avesse dichiarato: no, sto violentando questa ragazza, il pubblico ufficiale non avrebbe potuto più fare nulla. Chiaramente era un palese errore, una contraddizione, una disarmonia. Pensiamo di aggiustare il danno combinato, anche perché volevamo evitare che dei ragazzini finissero in carcere loro malgrado; ma ahimè, come capita spesso, la questione viene strumentalizzata e alcuni colleghi fanno addirittura girare su quelle catene comunicative simili a blog che i presentatori di questa sistemazione - se mi si passa il termine - ossia i senatori Bricolo, Divina, Mazzatorta e Gasparri che avevano firmato l'emendamento, messi così alla gogna - sarebbero stati i protettori dei pedofili.

Ma figuriamoci! Siamo qui per fare leggi - lo stiamo dimostrando - per perseguirli, per far sì che le pene siano certe, per condannarli; figuriamoci se siamo qui per difendere i pedofili. Al di là di questo, però, tamponare quei sistemi di divulgazione a catena, a cascata, per cui una notizia falsa diventa una catena di notizie false non è proprio così facile. Noi comunque siamo convinti che siano i fatti e le azioni a rendere poi giustizia. Proprio oggi, ahimè, non è stato accolto - noi pensiamo per disarmonia con il testo - un emendamento mio e del collega Mazzatorta che prevedeva addirittura l'introduzione di un reato definito di turismo sessuale, proprio perché conosciamo i meccanismi che alimentano il fenomeno. Non è passato in questa occasione: ci sarà il contenitore più adatto per riarmonizzare il tutto. Però va detto, colleghi, che è molto triste vedere che tanti in quest'Aula manifestano la tendenza a fare speculazioni su un tema così delicato che, semmai, dovrebbe rendere tutti molto responsabili mettendo da parte le questioni ideologiche o politiche ed evitando di giocare con il fuoco. Anche perché - e concludo, signora Presidente - parliamo di un fenomeno che probabilmente non riusciremo a combattere solo con delle leggi, ma dovranno essere previste anche azioni sia formative che preventive che dovranno coinvolgere una pluralità di soggetti: pensiamo alle forze dell'ordine, alla magistratura, alle famiglie, alla scuola (e saluto gli studenti di un istituto trentino che assistono ai nostri lavori), a tutte le forze politiche, che di fronte a questo problema dovrebbero dimostrare la massima compattezza. (Applausi dai Gruppi LNP, PdL e dai banchi del Governo).