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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 447 del 27/10/2010


MARINARO (PD). Nel processo di definizione di una nuova governance economica europea occorre prevedere il coinvolgimento e la partecipazione di tutti gli attori istituzionali, a partire dal Parlamento; il Governo, invece, non ha fino ad oggi aperto alcun confronto con le Camere e neanche assicurato il necessario e corretto flusso di informazioni, tanto più necessario in vista della imminente riunione del Consiglio europeo chiamato a rafforzare il Patto di stabilità. Si pone la necessità di armonizzare e coordinare la tempistica e la struttura dei documenti di bilancio dei singoli Paesi, anche per consentire la necessaria valutazione ex ante dell'Unione sulle politiche fiscali nazionali. Da tale punto di vista, però, la disposizione europea anticipa ad aprile l'assunzione di decisioni di politica economica che l'attuale legge di contabilità nazionale rinvia ad ottobre, creando oggettivi problemi di credibilità e di efficacia degli impegni assunti. Una soluzione potrebbe essere quella di trasformare la Relazione unificata sull'economia e la finanza da semplice documento informativo al Parlamento in atto avente i contenuti dell'attuale Decisione di finanza pubblica, consentendo così al Programma di stabilità e convergenza da presentare in sede europea di contenere obiettivi programmatici discussi e approvati dal Parlamento. L'Unione suggerisce anche, a garanzia della corretta gestione delle finanze pubbliche, la creazione di organi indipendenti che forniscano l'analisi delle previsioni di bilancio nazionale predisposte dal Governo: in questo senso sarebbe auspicabile che il Parlamento svolgesse un ruolo autonomo di vigilanza. Occorre che il Governo agisca con determinazione sia per adeguarsi alle nuove regole europee, sia per affrontare la drammatica sfida di contenere il debito e nello stesso tempo di sostenere la crescita: le politiche fiscali e il contenimento del debito non saranno di per sé in grado di far uscire l'Italia dalla crisi, né di assegnarle nuovamente un ruolo da protagonista in Europa. (Applausi dal Gruppo PD).